Il progetto

«Fermo l’esodo dei giovani con la formazione»

Il Ceo di Marcolin group, Massimo Renon, illustra la strategia per contrastare l'indebolimento del tessuto sociale bellunese

di Barbara Ganz


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La realizzazione degli occhiali alla Marcolin, dal design alla linea produttiva

3' di lettura

I treni del fine settimana, la mensa, lo studentato: ricordi di quando per trovare opportunità occorreva lasciare il proprio paese - in questo caso Agordo, Belluno - e spostarsi, prima in Italia e poi all’estero. Massimo Renon, Ceo di Marcolin Group dall’ottobre 2017, parla dei risultati di un anno complesso, iniziato con l'uscita di due licenze, e quindi con una fisiologica perdita di fatturato, e chiuso comunque ai livelli dell'anno precedente, grazie alla conquista di nuovi marchi. E lo fa mettendo al centro i giovani di oggi: «Se questo territorio non riesce a dare loro opportunità, allora per tuo figlio pensi sia meglio Londra o Milano. Per questo abbiamo voluto sostenere con convinzione le scuole di formazione in provincia, e ai ragazzi e alle ragazze che entrano in azienda diamo molte chance di carriera, anche con periodi all’estero. Lavorare con noi significa confrontarsi con stilisti e dirigenti di altissimo livello, e può essere una esperienza straordinaria; a quel punto essere a Longarone non è più uno svantaggio».

Marcolin, insieme ad un pool di aziende del distretto bellunese dell’occhialeria, supporta «con convinzione» lo sbarco a Belluno della Luiss, che di recente ha attivato dei percorsi di Business school, e anche il nuovo Politecnico dell'occhiale, al quale l’azienda fornisce anche i docenti: «Gli insegnanti sono i nostri tecnici, anche questo è un modo per non disperdere un capitale di competenze. Marcolin è fortemente radicata nel proprio ambiente, e anche nelle assunzioni abbiamo sempre preferito un criterio di vicinanza, che garantisce stabilità».

La realizzazione degli occhiali alla Marcolin, dal design alla linea produttiva

La stabilità del posto di lavoro - sia da parte del dipendente che dell'azienda - è un tema sensibile in questi giorni di feste natalizie, qui a Longarone; dall’altra parte della strada, alla Safilo, ci sono 400 famiglie di dipendenti che sono stati annunciati in esubero (700 in totale). «Lavoriamo con la consapevolezza che dobbiamo difendere e garantire i nostri margini, la reddività, nel quadro di un settore che sta vivendo un momento caldo, con competitor che hanno puntato su una crescita verticale e altri che devono riorganizzarsi. Il gioco delle licenze è a somma zero: i marchi nel settore sono sempre gli stessi a parte qualche emergente se c’è chi ne acquista per forza c'è chi perde. Noi crediamo che le aziende dell'occhiale debbano concentrarsi sul cliente e sulla qualità, unica garanzia». E per gli uomini e le donne di Safilo abbiamo grande solidarietà: il contesto generale, la politica, le istituzioni, devono fare la loro parte, e noi daremo una mano come possiamo».

In Marcolin, negli ultimi 18 mesi, l’occupazione globale è salita di oltre 200 unità, oltre il 10% in più del totale (1.950 addetti). «Ho fatto qualche colloquio, e sono rimasto sorpreso: la generazione X non ti chiede dello stipendio o se dovrà lavorare il fine settimana, ma quali sono i tuoi valori, cosa intendi fare per tutelare l’ambiente. Diventa un rapporto basato essenzialmente sull’etica» spiega Renon: nella sala riunioni, sul tavolo, non c’è ombra di plastica. La sostenibilità - insieme alla crescita legata anche all’ingresso di nuovi marchi e alla distribuzione, alla trasformazione digitale e alla formazione - è uno dei pilastri della strategia del gruppo, con al centro le persone. «Abbiamo scelto di farci certificare dall’inglese Positive Luxury, che connette brand del lusso e persone che aspirano a un futuro migliore. Verificheranno il lavoro nello stabilimento: si può ridurre il consumo di acqua o carta? Ma non basta: l’intera catena del fornitori verrà valutata con una diagnosi su misura». Parallelamente, una nuova piattaforma tecnologica restituirà maggiore velocità ed efficienza: «Il nuovo sito è pensato per parlare con i clienti, semplificare gli ordini, ma si rivolge anche al singolo consumatore. I giovani di oggi sono molto esigenti, rapidissimi, forse poco fedeli, ma vanno conquistati. Lo faremo potenziando la presenza sui social network: oggi basta che una influencer coreana provi un modello e posti l’immagine perché vadano esauriti 3mila pezzi».

Che cosa significa mettere le persone al centro? Il Bellunese ha visto nascere il modello del welfare, che in Marcolin significa prevenzione e check up annuali per il personale, buoni spesa e per le spese scolastiche, una app salvatempo con la quale puoi ordinare la riparazione dell'auto in concessionaria o il cambio gomme. Al programma Marcolin welfare costruito a modo mio, varato a marzo 2015, si è aggiunto a maggio scorso il car pooling, per facilitare e ottimizzare il tragitto casa lavoro e ridurre l'impatto ambientale. «Un’ azienda è un organismo complesso fatto di esseri umani: non si governa con mail e algoritmi. Il benessere di chi lavora è fondamentale e si traduce in produttività. Anche la flessibilità è un valore: non ha senso tenere una madre in ufficio per la riunione delle 18 se può collegarsi da casa. Diamo e chiediamo minore rigidità».

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