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Ferragamo sale tra rimbalzo e speranze M&A dopo Lvmh-Tiffany

Le quotazioni risalgono dai minimi degli ultimi 7 anni. Il tentativo del gruppo francese di fare un colpo nella gioielleria favorisce la speculazione su altre operazioni di acquisizione nel settore lusso

di Andrea Fontana


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2' di lettura

Salvatore Ferragamo è la migliore del Ftse Mib di Piazza Affari in una fase di contrattazione che vede il comparto lusso molto vivace nell'azionario dopo le indiscrezioni - confermate questa mattina - sull'interesse di Lvmh per il gruppo americano della gioielleria Tiffany. Secondo i rumors, la società francese starebbe ragionando su una offerta in contanti di 120 dollari per azione per complessivi 14,5 miliardi di dollari ma il board americano sarebbe orientato a rifiutare la proposta giudicandola insufficiente. Sul Nyse le Tiffany hanno chiuso a 98,55 dollari venerdì mentre ora mostrano un balzo del 18% in pre-mercato a 117 dollari. Immediata la reazione del settore gioielleria e lusso sulle Borse europee: Richemont e Swatch sono i migliori titoli di Zurigo, a Milano Ferragamo, per la quale da molto il mercato immagina un futuro da "preda", guadagna il 3%. Per il titolo del gruppo fiorentino si tratta di un nuovo rimbalzo dopo quello di venerdì che aveva allontanato le quotazioni dai minimi dal 2012 toccati la scorsa settimana.

Questa mattina L vmh ha confermato l'esistenza di "discussioni preliminari" in vista di una possibile operazione con Tiffany. Secondo gli analisti di Ubs, l'operazione ha senso strategico per Lvmh e un impatto migliorativo sugli utili per azione stimabile nel range del 3-6%: per il broker, alla luce del turnaround in corso e della sottoperformance del titolo, rimasto ai valori del 2015, gli azionisti di Tiffany dovrebbero vedere positivamente l'opportunità di valorizzare il proprio investimento vendendo. Gli analisti di Equita Sim osservano come il premio offerto per Tiffany, ai prezzi circolati sulla stampa, è del 22% e quindi nettamente inferiore a quello riconosciuto da Lvmh agli azionisti di Bulgari, Loro Piana (50%) e Belmond (40%) rispetto ai prezzi di mercato.

«Ogni 10% di ulteriore premio implicherebbe circa 0.5% di distruzione di valore, accettabile a nostro avviso considerata l`opportunità strategica del deal e il potenziale di ulteriore crescita del business che il gruppo potrebbe imprimere a Tiffany» scrive Equita.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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