moda & finanza

Ferragamo, Versace, Trussardi: i grandi fondi puntano alle famiglie del lusso

di Carlo Festa

(Reuters)

3' di lettura

Il lusso italiano alla ricerca di nuovi assetti. È una fase cruciale, quella attuale, per numerosi brand che storicamente sono stati collegati alle famiglie fondatrici: Trussardi, Versace per arrivare a Ferragamo. Il cambiamento potrebbe essere più o meno rivoluzionario: di sicuro il settore del lusso è tra quelli che hanno ancora mantenuto multipli elevati, a doppia cifra, in caso di attività di M&A. Proprio ieri è tornata a finire sotto i riflettori una casa di moda come Ferragamo sulla scia di rumors, peraltro smentiti, di una possibile cessione e delisting del gruppo grazie all’alleanza con un fondo di private equity.

Le smentite non eliminano però gli interrogativi sul futuro di un gruppo che ha perso parte della sua marginalità e crescita negli ultimi tempi, ma che si sta riorganizzando. È lecito attendersi, non ora ma con una tempistica più dilatata nel tempo, un riassetto per Ferragamo, che ha un azionariato suddiviso tra i diversi componenti della famiglia (6 rami familiari), che sono pure proprietari del patrimonio immobiliare del gruppo tramite la holding Ferragamo Finanziaria.

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Ma sono anche altre le situazioni sotto i riflettori. Una vicenda da seguire è sicuramente l’evoluzione della maison Versace, che oggi fa capo alla holding Givi (con i fratelli Santo e Donatella Versace e Allegra, figlia di Donatella) con l’80% delle azioni, mentre la quota restante, il 20 per cento appunto, è del fondo Blackstone.

Dopo anni difficili, la società sembra ormai sulla strada del rilancio: il bilancio consolidato del 2017 è stato archiviato con utili netti di 15 milioni (di cui 14,8 di pertinenza del gruppo), rispetto alla perdita di 7,4 milioni dell’anno precedente e a fronte di un indebitamento finanziario netto pari a poco più di 10 milioni con ricavi dell’attività caratteristica per 668 milioni. Ora, secondo gli ultimi rumors, che il gruppo della Medusa non ha mai voluto commentare, da prima dell’estate sarebbe iniziato un corteggiamento serrato da parte della conglomerata francese Kering che ha già nel suo portafoglio marchi come Gucci e Bottega Veneta. Il nodo maggiore, per chiudere una trattativa di questo tipo, sarebbe il prezzo visto che la famiglia azionista valuterebbe la maison una cifra ben superiore al miliardo.

Ma un’altra famiglia italiana della moda sarebbe di fronte a scelte cruciali: Tomaso Trussardi e le sorelle devono infatti decidere la strada migliore per il rilancio del marchio col levriero, in luce negli anni 80-90, ma ora un po’appannato e bisognoso di risorse. L’ultimo bilancio ha infatti chiuso con perdite per circa 30 milioni di euro e l’azienda avrà bisogno di una ricapitalizzazione.

Dopo le discussioni degli anni passati con alcuni private equity (come Palladio) e un interesse pure dei reali del Qatar, ora sembrerebbe vicino un accordo il fondo Quattro R, veicolo partecipato dalla Cassa Depositi e Prestiti che ha come presidente un grande esperto di lusso come Andrea Morante. Da notare la particolarità dell’operazione visto che Quattro R si occupa di ristrutturazioni di aziende del Made in Italy in momentaneo squilibrio finanziario.

Ma altri sono anche i dossier da seguire. Due nomi su tutti. Quello di Roberto Cavalli, maison attualmente nel portafoglio di Clessidra. Con la nuova gestione della famiglia Pesenti e di Italmobiliare, la partecipazione in Cavalli è ormai restata una delle ultime dell’epoca dello scomparso Claudio Sposito. La società non è ancora uscita totalmente dalle difficoltà incontrate negli anni scorsi, ma c’è attesa per sapere cosa farà Clessidra della partecipazione.

Su un altro fronte, quello di Moncler, il gruppo appare ben in mano all’imprenditore Remo Ruffini, ma i riflettori sono sul 4,7% in mano al fondo Eurazeo, ultima quota restata dopo l’attività di disinvestimento. La cederà a breve? Secondo alcuni rumors la banca d’affari Merrill Lynch starebbe studiando le opzioni migliori. E c’è anche chi, tedesco ma con forte presenza in Italia, starebbe studiando l’ingresso di partner finanziari: si tratta del gruppo Philipp Plein, che avrebbe incaricato Mediobanca di individuare un partner.

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