ventesimo anniversario

Ferrari 360 Modena: un Cavallino di razza con le quotazioni (per ora) al punto più basso

di Vittorio Falzoni Gallerani


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3' di lettura

All’inizio del 1999, la Ferrari F355 viene sostituita, alla base della gamma del Cavallino, da un nuovo modello: la 360 Modena; un avvicendamento che sembrerebbe avvenire dopo una permanenza sul mercato insolitamente breve per un modello della Casa di Maranello, la F355 era nata nel Maggio 1994, se non si tenesse in debito conto che quest’ultima era, in effetti, un’evoluzione della precedente Ferrari 348 del 1989; un’evoluzione che meccanicamente era stata epocale, ma che conservava grosso modo le proporzioni del modello più vecchio con tutti i limiti dimensionali del caso pur se rivestiti da una delle più belle carrozzerie Ferrari di ogni tempo.

Una meccanica talmente rimodernata, quella della F355, da venir trasferita sulla nuova 360 quasi senza modifiche; d’altronde le novità vere in questo comparto, e cioè la distribuzione con cinque valvole per cilindro, il cambio a sei marce e la possibilità di montaggio del tipo robotizzato sequenziale F1, erano proprio quelle che la F355 aveva portato. Si può quindi affermare che il mutamento generazionale, veramente ormai improcrastinabile, della 360 sulla 355 interessò quasi esclusivamente telaio e carrozzeria; il motore, infatti, vide solamente l’aumento di due mm della corsa dei pistoni, operazione che portò all’aumento della cilindrata da 3.496 a 3.586 cc e della potenza da 380 CV a 8.200 giri/min a 400 CV tondi a 8.500 giri/min: un regime massimo che rassicura sulla sportività del motore e sulla sua immutata capacità di emettere suoni ammalianti per qualsiasi appassionato.

Il telaio, invece, cambia completamente pur restando monoscocca: sulla 360 Modena esso è, per la prima volta su di una Ferrari, totalmente in alluminio e consente di aumentare considerevolmente le dimensioni finali dell’auto senza incidere sul peso che rimane pressoché invariato rispetto a quello della progenitrice attorno ai 1.400 kg in ordine di marcia. Quindici centimetri in più nel passo, ventidue in lunghezza e, soprattutto, i sedici centimetri aggiuntivi sulla carreggiata anteriore, ne fanno un’altra macchina: più stabile, decisamente meglio abitabile e con un assetto di guida finalmente scevro da gambe inclinate verso il centro a causa dell’ingombro dei passaruota; una circostanza che rendeva difficile anche l’entrata e l’uscita dall’abitacolo.

Totalmente in alluminio anche la carrozzeria che, della F355, conserva solamente i quattro faretti posteriori nella tradizionale configurazione rotonda; per il resto tutto nuovo e, a detta di molti, noi compresi, non ugualmente riuscito; a onor del vero le perplessità si concentrano esclusivamente nella parte anteriore ove l’idea di sdoppiare la presa d’aria, quasi a voler ricordare i radiatori laterali ed il muso rialzato delle Formula 1, si concretizza in linee molto meno aggressive di quelle presenti sul precedente modello e molto poco amalgamate con il resto della vettura che appare invece proporzionalmente impeccabile e stilisticamente molto seducente. Da incorniciare invece un’altra idea, e infatti mantenuta anche su modelli successivi: quella del falso lunotto trasparente che lascia ammirare il potente e raffinato motore in tutta la sua magnificenza.

Le prestazioni, ed arriviamo al consueto piatto forte della Ferrari, rimangono spettacolarmente ai vertici del mercato: quasi 298 km/h e meno di 23 secondi sul chilometro da fermo sono cifre che testimoniano che, al di là delle follie attuali, sulla 360 si è raggiunto un livello tale da soddisfare i desideri di chiunque mantenendo gli aiuti elettronici al massimo che un vero appassionato della guida può tollerare: ASR (opportunamente disinseribile) per non rischiare di bruciare gli pneumatici ad ogni partenza men che ragionata ed ABS (integrato da EBD e MSR) per la necessaria sicurezza in frenata sulle nostre comuni strade spesso poco aderenti; e basta così, vivaddio.

Dal 2000 la 360 Modena sarà disponibile anche Spider e, dal 2003, nella versione orientata alla pista denominata «Challenge Stradale»: la segnaliamo, anche se per ora lontana dalla storicità, poiché si tratta della fondatrice di quella preziosissima dinastia di Ferrari V8 Speciali che, nella gamma attuale, è rappresentata dalla 488 Pista. Torniamo però alla versione standard per dire che oggi ne abbiamo parlato sia per onorare il suo ventesimo compleanno, sia per ricordare che essa si trova, crediamo, al suo minimo a livello di quotazioni dal momento che tra i cinquanta ed i sessantamila Euro vi è un’ampia scelta.

Ora: se è vero che la 360 Modena è stata costruita in un numero di esemplari, circa 16.200, che esclude fenomeni di speculazione, ci pare anche che una godibilissima Ferrari V8, la prima veramente moderna e che fu capace di entusiasmare perfino Michael Schumacher, a questi livelli di prezzo e soprattutto se ancora dotata di cambio manuale, sia un’occasione da non lasciar passare sotto silenzio.

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