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Ferrari in calo con lusso e auto, non aiuta la delusione di Imola

Venerdì scorso l'annuncio del maxi richiamo in Cina, ma il Ceo Vigna ha dato rassicurazioni e per gli analisti non avrà un impatto materiale su costi e ricavi

di Stefania Arcudi

F1, Ferrari e Sainz insieme fino al 2024

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - In una seduta negativa per il comparto del lusso e dell'automotive in tutta Europa, settori che per tradizione risentono dei rischi sulla domanda cinese, sotto pressione a causa del nuovo picco di casi di Covid-19 a Pechino, Ferrari è arrivata a cedere anche due punti, all'indomani del flop delle Rosse al Gran Premio di Formula 1 a Imola . La casa di Maranello giocava in casa ma Charles Leclerc non è andato oltre il sesto posto (il monegasco resta comunque in testa alla classifica piloti) e il suo compagno di squadra Carlos Sainz si è dovuto ritirare nelle prime battute della gara dopo un contatto con Daniel Ricciardo.

Il titolo di Ferrari continua dunque in ribasso dopo la frenata del 22 aprile, quando, da un documento pubblicato sul sito della State Administration for Market Regulation, l'autorità cinese di regolamentazione dei mercati, è emerso che saranno richiamate 2.222 vetture in Cina, per possibili problemi ai freni. Secondo gli analisti di Equita, comunque, il richiamo «non avrà un impatto materiale su costi e ricavi in quanto i costi sarebbero già stati accantonati e non risultano incidenti gravi tali da generare cause legali e il rischio di onerosi rimborsi». Sull'argomento è intervenuto anche l'amministratore delegato Benedetto Vigna, che in un'intervista su Il Sole 24 Ore , ha sottolineato che «è un recall avviato qualche mese fa per una possibile anomalia del sistema frenante, che è stato recepito dall'authority cinese. Naturalmente l'attenzione alla sicurezza e alle procedure di controllo e prevenzione nell'industria automobilistica sono molto rigorose, per noi sono una priorità assoluta».

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Parlando al quotidiano finanziario Vigna ha anche ribadito il concetto di alleanze per lo sviluppo della futura strategia, escludendo aggregazioni. «Non cerchiamo fusioni, ma partner, in 100 giorni 40 società del mio network sono venute a Maranello», ha detto Vigna. «Ci aspettiamo accordi prevalentemente nell'ambito tecnologico come quello recentemente annunciato con Qualcomm», hanno commentato gli esperti di Equita.

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