Il graffio

Ferrari, Jacobs, rugby: che weekend di riscatto per lo sport italiano

Una domenica da incorniciare tra trionfo Ferrari in Bahrain, ritorno alla vittoria dell’Italrugby contro il Galles e oro di Jacobs nei 60 indoor di Belgrado

di Dario Ceccarelli

(16878)

5' di lettura

Purtroppo lo sappiamo. Non è certo un bel momento per far festa e sbandierare il tricolore. E di esultare platealmente per una impresa sportiva che rimane comunque quello che è: un momento di gioia incongrua, perfino puerile. Però, lo sport, come la cultura, il teatro, la musica, serve banalmente anche a questo: a ridarci quel diritto-dovere a una parentesi di trascurabile felicità che, anche per poco, ci aiuti a ricaricare le pile ormai sempre più consumate.

Gioia Ferrari

Così, davanti a questa incredibile doppietta della Ferrari, agognata da 903 giorni e da 45 corse (bisogna tornare a Singapore 2019), si fa davvero fatica a non esultare come bambini che vedono realizzarsi un sogno inaspettato. Come in quel film dove il nostro eroe, dopo averle prese di santa ragione, improvvisamente si rialza suonando tutti i nemici come tamburi tra due ali di folla plaudente.

Loading...

Ebbene sì, la nostra non trascurabile felicità irrompe dopo questo straordinario Gp del Bahrain. Dopo una corsa memorabile in cui il principino Charles Leclerc e il fido scudiero Carlos Sainz, rompono l'incantesimo obbligando i rivali ad andar oltre le loro possibilità. Come è capitato a Max Verstappen (ritiratosi alla fine per un problema tecnico) e anche a Sergio Perez saltato in testa coda mentre era terzo. Erano al gancio e sono andati in corto circuito grazie alle Ferrari, troppo veloci, troppo aerodinamiche, troppo potenti anche per loro che fino a ieri ci facevano ciao ciao con la manina.

È talmente bello, dopo anni di basso profilo, che temiamo di svegliarci. Ma è realtà o fantasia? Primi e secondi? Qual è stata la magia?

Invece è tutto vero. E che soddisfazione vedere il granitico Hamilton, mai in gara, più o meno come di solito capita alla Ferrari, felicitarsi per un meschino terzo posto, rimediato solo grazie alla ritirata di Verstappen.

Che piacere capire che non è solo un capriccio del Caso. Che magnifica sensazione scoprire che questa doppietta, ottenuta dopo un Gran Premio quantomai combattuto, sia frutto di tante precedenti sconfitte. Sconfitte che comunque alla fine ci hanno fatto crescere. Come non ricordare quelle grigie domeniche senza lampi della Ferrari? Con il triste Binotto che ripeteva sempre quella terribile formuletta: “Bisogna capire cosa succede…”. Certo che bisogna capire, diamine. Non siamo mai in corsa, ci sarà pure un motivo se siamo tagliati fuori. Che barba, che noia! Come diceva Sandra a Raimondo in quegli indimenticabili siparietti televisivi.

Questa volta invece, la Ferrari ha dominato. Ma non solo ha dominato. Ha dato anche l'impressione - ma bisognerà verificarlo la prossima settimana in Arabia Saudita - che i giochi siano cambiati. E che il pallino ora ce l'abbia sul volante proprio il Cavallino. Perchè questa è stata una vittoria costruita. Dopo una pole position perentoria. Con le nuove regole che impongono che per 4 anni tutto sia congelato. Viene quindi da pensare che si possa perfino aprire in ciclo. E che le figuracce siano finite. Mettiamola così, amici della Ferrari. Se per realizzare un sogno bisogna prima di tutto svegliarsi. Ebbene, dopo questa domenica, è molto probabile che la Rossa si sia davvero svegliata.

Il trionfo di Marcel Jacobs

In questo repentina rinascita dello sport italiano non si può non rimarcare il trionfo di Marcel Jacobs ai campionati indoor d Belgrado dove l'azzurro ha stabilito il nuovo record europeo dei 60 metri battendo al fotofinish due americani e un inglese. Una doppia soddisfazione. Ricordate quante ne hanno dette gli anglo americani dopo gli exploit olimpici di Jacobs a Tokyo? Pettegolezzi, allusioni maligne per far capire che dietro alla sua impresa ci sarebbe stato qualche trucco poco lecito. Sono riusciti perfino (se parli male di qualcuno, qualcosa resterà…) a escluderlo dalle 10 nominations per l'atleta dell'anno. Proprio lui, il re dei 100 metri! Bene, caro amico americano, nulla di personale, figuriamoci. Ma, come si dice al bar, prendi su e porta a casa

Rugby: dopo 36 sconfitte gli azzurri vincono

Che sia stato un week speciale lo si è capito anche da un evento che ha quasi dell'incredibile: battendo il Galles (22-21) l'Italia ha interrotto una micidiale striscia di 36 sconfitte di fila al Sei Nazioni. E di 6 cucchiai di legno consecutivi. Un exploit raggiunto grazie alla straordinaria impresa di Ange Capuozzo, una sgusciante mezz'ala che, dopo aver saltato come birilli gli armadi gallesi, ha offerto a Padovani la mèta della vittoria. Dopo 7 anni di bastonate, ci voleva. Onore ai nostri rugbisti, mai rassegnati. Nemmeno l'inossidabile Binotto alla Ferrari sarebbe stato in grado di reggere una simile striscia di batoste.

Roma devastante. Ora la nazionale

A proposito di eventi eccezionali, è d'obbligo parlare della travolgente vittoria della Roma sulla Lazio nel derby capitolino. Un tre a zero senza se e senza ma cui ha dato l'abbrivio la velocissima doppietta record di Abraham (il primo dopo 56 secondi). Tre pere (la terza di Pellegrini su punizione) che hanno permesso alla Magica di raggiungere il quinto posto scavalcando la stessa Lazio, annichilita dopo ilil micidiale uno-due di Abraham, 23 gol in maglia giallorossa.

Se il derby ha consacrato questo poderoso centravanti, anche Mourinho ne ha beneficiato. Il vate giallorosso, dopo un periodo poco esaltante, ne è uscito ingigantito richiamando perfino i tifosi romanisti che, al fischio finale, volevano festeggiare la vittoria con la squadra sotto la curva. “Sono felice, ma resto con i piedi per terra. Domani è lunedi, andiamo via ” ha detto il tecnico ai giocatori sorpresi dall'imprevisto monito dello Special One. Più mesta l'uscita del tecnico laziale. “Dopo il primo gol abbiamo perso la testa” ha onestamente riconosciuto Sarri, ben sapendo di non averci capito molto neanche lui. Forse, se riesce a decifrarli, i suoi appunti lo potranno aiutare.

Con la vittoria dell'Atalanta sul Bologna (0-1), grazie a un gol di Cissè, un giovanissimo attaccante che due mesi fa giocava in seconda categoria, si chiude la 30esima giornata di campionato. Leader il Milan (66) che guida la classifica davanti a Napoli (63) e Inter (60) che però ha la solita partita in meno.

Al quarto posto la Juventus (59) vittoriosa sulla Salernitana con reti di Dybala e Vlahovic. L'Inter è a portata di mano. E dopo la sosta sarà ospite allo Stadium di Torino. Uno snodo molto importante. Con i play off della nazionale il campionato ora si ferma lasciando aperte molte domande. In otto giornate può ancora succedere di tutto. Futuro incerto anche per la nazionale di Mancini, Giovedì 24 marzo a Palermo si svolge la sfida secca con la Macedonia del Nord. Se la sfanghiamo, martedì 29 marzo ci tocca (in trasferta) la vincente di Portogallo-Turchia. Sarà dura. Molto dura. Rischiamo di non andare ai Mondiali per la seconda volta consecutiva. Da campioni europei, sarebbe una doppia beffa. Meglio non pensarci

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti