Formula Uno

Ferrari con Leclerc vince a Melbourne. Cresce Russell, terzo (e secondo nel mondiale)

La competitività della rossa e la maturità del pilota monegasco danno un’altra lezione alla squadra campione del mondo piloti, ma anche alla Mercedes

di Alex D'Agosta

Formula 1, trionfo di Charles Leclerc in Australia

7' di lettura

Clamoroso Grand Prix di Melbourne: Max Verstappen si è dovuto ritirare al giro 39 dei 58 ufficiali per un guasto al motore che lo ha portato a un ritiro immediato. Uno «strano odore» e così il campione in carica per la seconda volta nel 2022 resta appiedato. Fa bene il suo lavoro Perez, secondo, ma non basta: la competitività della Ferrari e la maturità di Leclerc danno un’altra lezione alla squadra campione del mondo piloti, ma anche alla Mercedes, campione in carica del mondiale costruttori e primo contendente di Ferrari nell'attuale classifica delle “marche”.

Secondo successo per Leclerc

La vera notizia è il dominio incontrastato della rossa. Visto un monopolio dal primo giro, il ritiro di Verstappen non cambia una virgola sulla bellezza della gara di Leclerc, che vince davanti a Perez e Russell. Secondo successo del 2022, che lo porta a essere ancora più saldamente leader del mondiale grazie a una prestazione impeccabile nello stile e nella forza. Sale quindi a 71 punti, con 26 portati a casa solo oggi, incluso il giro veloce. 46 le lunghezze di margine su Verstappen non si potevano immaginare forse neanche in una serie tv particolarmente ottimistica e di parte. Una sorpresa gradita ma non è una garanzia sigillata con la ceralacca. Si tratta (solo) della terza gara nel mondiale più lungo della storia, quindi è decisamente molto presto fare bilanci: Mercedes e Red Bull hanno ancora tempo per tornare al massimo della competitività ma, al momento, l’Italia e Monaco potranno festeggiare con gioia uno splendore tecnico e umano invidiabili. Per onore di cronaca, non è di minor importanza, per gli inglesi, festeggiare anche il primo podio di Russell in Mercedes nonché secondo in carriera. Con la grande soddisfazione di essere davanti a un nome ingombrante come quello di Hamilton.

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Leader indiscusso dall’inizio alla fine

Di questa domenica tante cose rimarranno indelebili nella memoria. Si parte dal margine sulla bandiera a scacchi: oltre 20 secondi su Perez e poco di più su Russell. Come accennato, un podio importante per l’inglese un altro significativo per Perez, che si dimostra sempre di più il “secondo” pilota più utile in casa Red Bull. Hamilton inguardabile, comunque quarto, ha la meglio su un buon Norris e Ricciardo, che portano la McLaren al livello di quarto team di questo week-end. A punti anche Albon, Ocon, Bottas e Gasly. Tre i ritiri, con nomi di spessore. Nelle qualifiche, il giovane ferrarista ha capitalizzato il difficile week-end di Max Verstappen, cogliendo la pole position in questo Gran Premio che torna in Australia dopo 3 anni di assenza per colpa del Covid. E anche il passo gara del monegasco è sempre stato notevole: giri veloci su giri veloci. Leader indiscusso dall’inizio alla fine. Come accennato, del tutto indipendentemente dal ritiro di Verstappen che, di fatto, non lo ha mai insidiato davvero da vicino. Per la seconda volta Verstappen ha buttato quindi al vento punti molto importanti per colpe non sue. La crisi dei loro propulsori è molto penalizzante: Gasly ad esempio è già alla terza power unit dell’anno.

Male Sainz, più preparazione e meno istinto

Sul fronte spettacolo, la gara non è stata sempre vivace, anche perché le modifiche al tracciato, che lo hanno reso più veloce, hanno anche ostacolato i sorpassi in alcuni settori: meno frenate, meno chance e niente quarta zona DRS. In assenza di incidenti in partenza, tutto è andata abbastanza liscio a parte un paio di safety car, fra virtuali e reali. Da subito si sono capiti i rapporti di forza fra i team. Al giro 10 infatti Perez recupera su Hamilton, che si era distinto per una partenza aggressiva come negli anni migliori, visto che aveva superato la McLaren di Norris e, appunto, la “seconda” Red Bull del messicano. Male Sainz. Che, forse non ha il talento cristallino di Leclerc ma, come il papà, indimenticato campionissimo di rally, ha bisogno di studiare tanto a tavolino. Di arrivare preparato all’obiettivo con un po’ più di preparazione e meno istinto. Il suo è stato il primo e più amaro colpo di scena di questa gara. Nelle prime fasi, nel sorpassare Mick Schumacher all’esterno, è andato da solo nell’erba e poi non ha più saputo tenere l’auto: finito nella ghiaia, girano le ruote a vuoto. Un’immagine triste: a questo punto è probabile che decreti una “gerarchia” almeno provvisoria nel team, visti i brillanti risultati di Leclerc. Qualcosa che si voleva evitare o, almeno rimandare, considerando soprattutto che lo spagnolo nel 2021 aveva concluso il mondiale piloti con punteggio più alto.

Mercedes ancora in crisi

Ma nel 2022 non si scherza: la Red Bull sembra ancora non essere all'altezza delle rosse, mentre la Mercedes sono ancora nel pieno di una profonda crisi. Quindi la Ferrari ha bisogno di prendere il largo il più velocemente in classifica per mettere un cuscinetto di punti più grasso possibile fra Leclerc e qualunque altro avversario. Colpo di scena anche per Vettel, al giro 22. In uscita di curva, è andato ad accelerare troppo mentre era un po’ a “cavallo” del cordolo, sempre più alti negli ultimi anni. Per via delle monoposto 2022, con un fondo al contrario più basso che in passato, succede che in casi come questo le gomme non riescano a toccare bene per terra: pertanto l’auto viene alleggerita e, se le temperature di esercizio non sono ideali, quando si riprende piena aderenza l’auto va fuori controllo, si gira e, in questo caso, punta verso il muro. Non si è fatto male nessuno, ma ha causato la seconda safety car causa detriti e Vettel si è dovuto ritirare. Ne guadagna subito e molto George Russell. Hamilton invece rimane nel traffico e non è la prima volta che nel 2022 per lui le safety car non si rivelino tanto propizie.

Prossimo appuntamento in Italia

Un capitolo a parte va dedicato all'eroe di casa Ricciardo, che pochi ricordano abbia pure in tasca il passaporto italiano grazie al papà e alla mamma, nati in Sicilia e in Calabria. Arriva sesto: non male per il team ma con un po’ di rammarico di aver concluso di solo 4 decimi dietro al sempre più emergente Norris, migliore dell’unico pilota australe anche in qualifica. Purtroppo finita male la gara del veterano dei veterani, all’ultimo posto. Il “solito” Fernando Alonso, tuttavia fino a metà gara ha tenuto testa anche ad Hamilton, dimostrando che il progetto Alpine si sta rivelando molto valido: ieri infatti suo il miglior tempo nel secondo settore in qualifica, vanificato purtroppo da un imprevisto che lo ha relegato al decimo posto di una meritatissima Q3. Il prossimo appuntamento sarà il Gran Premio del Made in Italy e dell'Emilia Romagna, fra due settimane: un successo per l'Italia che ha confermato ancora per diversi anni le due gare in calendario all’Autodromo Nazionale di Monza e all’Enzo e Dino di Ferrari di Imola. Un tutto esaurito già annunciato anche nei prati, con una Ferrari che arriverà da leader del mondiale per la prima volta, nella terra dei motori, come non accadeva da tempi quasi immemorabili.

Per Melbourne venticinquesima edizione

La Pasqua e un successo di pubblico che potrebbe meritare una nuova festività in Australia. Per Leclerc quella a Melbourne è stata la pole position numero 11 in carriera ma, di grande importanza per il pubblico e le statistiche, c’è stato soprattutto il ritorno di una monoposto di Maranello dalla prima casella di partenza dopo ben 15 anni. Un fatto importante, tenendo conto che questo week-end è uno dei più seguiti dal pubblico e anche dalle televisioni di tutto il mondo. A proposito dei numeri locali, quest'anno gli organizzatori hanno dichiarato un successo ineguagliato in patria di visitatori nel week-end, vicino al mezzo milione di persone, che costituisce il record di sempre per un evento sportivo nel continente australiano. Un dato importante per l’economia locale, considerando che il Gran Premio d’Australia è stato trasferito a Melbourne nel 1996 e quest’anno celebra la venticinquesima edizione. Da allora però accende parecchie critiche locali per le alte ma non “trasparenti” fee corrisposte all’organizzazione della Formula 1 già ovviamente dai tempi di Ecclestone. Pare fra le più alte al mondo come per stati meno tradizionali come il Bahrain, nonostante sia una delle gare più storiche, esotiche e necessarie all'internazionalità del circus. Il contratto dello stato del Victoria è quindi confidenziale ed ambo le parti non hanno rivelato mai di preciso i dettagli: per questo la grande partecipazione è un’ottima notizia per la sua sopravvivenza, con meno argomenti per i detrattori. Così come per certi aspetti è stata una buona notizia l'intasamento record dell’aeroporto di Sydney dello scorso venerdì che, complice l'inizio delle vacanze pasquali (come in alcuni stati mittleuropei), ha portato molti visitatori anche nazionali a vedere un Gran Premio che, di solito, non faceva questo pienone.

La concorrenza “interna”

Complici quindi i due anni di assenza causa Covid e la Pasqua, questo Gran Premio potrà infine insegnare al mondo che, per la Formula 1, come ipotizzano i giornali locali dello stato del Victoria oggi, si potrebbe arrivare addirittura a ottenere dei giorni di “public holiday” proprio allo scopo di bissare nuovamente questo successo anche nei prossimi anni, quando cioè il circus arriverebbe a cadere in calendario durante week-end non più coincidenti con la Pasqua. Questa virtuosità ha anche una ragione economica di concorrenza interna assai spietata: lo stato del South Wales, quello di Sydney, pare già in corsa per appropriarsi della Formula 1 dopo la scadenza del contratto di Melbourne nel 2025. Ma non c’è un autodromo adeguato, vorrebbero ospitarla nella zona del porto, altamente spettacolare ma con enormi problemi logistici: tuttavia il governo locale avrebbe già stanziato 200 milioni di dollari per avviare questo progetto già da alcuni mesi. Coinvolto in questo “bid” il penultimo idolo locale australiano, Max Webber, che il circus ha conosciuto bene soprattutto negli ultimi anni d'oro a fianco di Vettel in Red Bull. Questi aspetti quindi faranno notizia e “scuola” per altre nazioni anche se le lotte fratricide, in Germania e in Francia le più vicine, non hanno sempre portato bene e non hanno di certo garantito la miglior pista dal punto di vista dello spettacolo e dello sport. D’altro canto, ci sono i team che da tempo, Red Bull in testa, si lamentano dei costi e del tempo da sempre “poco efficienti” per una trasferta lunga e impegnativa, dove si corre solo una domenica. Chissà che in futuro non si vedano quindi due gare laggiù, a patto di non sacrificarne nella vecchia Europa.


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