Made in Maranello

Ferrari, ricavi e volumi in piena accelerazione

L'incontro della tradizione con l'innovazione è sempre vincente

di Massimo Mambretti

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L'incontro della tradizione con l'innovazione è sempre vincente


2' di lettura

La tenacia con cui a Maranello si persegue l’incontro fra la tradizione e l’evoluzione ha permesso alla Ferrari lo scorso anno di conquistare molti record. I primati sono riguardano la produzione che ha sfondato abbondantemente la soglia delle 10mila unità, i ricavi netti di 3,8 miliardi di euro che sono stati superiori del 10% a quelli dell’anno precedente e, per la prima volta nella storia, l’avvento di cinque modelli. I piani del 2020 prevedono il consolidamento dei risultati raggiunti, tanto più che l’anno è iniziato con un portafoglio di ordini più forte che mai, e due nuovi modelli. Si può ipotizzare che uno dovrebbe essere la berlinetta spinta da un V6 ibrido piazzato posteriormente, mentre l’altro potrebbe essere una nuova scoperta o la versione estrema della 812. Ma torniamo agli obiettivi 2020 che, come ha evidenziato l’Ad Louis Camilleri all’inizio di febbraio, devono però vedersela con sfide che non si possono ignorare: dalla volatilità dei cambi alla Brexit, da nuove normative in nord America alle problematiche di Hong Kong e della Cina. A prescindere da ciò, il Cavallino Rampante intende rispettare il piano industriale 2019-2022. Questa road map prevede anche l’ampliamento della gamma a 15 modelli, un obiettivo al quale hanno già contribuito le cinque Ferrari presentate lo scorso anno. Si tratta della F8 Tributo, della Sf90 stradale, della 812 Gts, della F8 Spider e della Roma, che sarà commercializzata prossimamente. È una interpretazione della classica granturismo italiana. Nelle sue vesti si sposano elementi del passato con quelli del nuovo corso stilistico di Maranello integrando avanzate soluzioni aerodinamiche. La Roma condivide dimensioni, configurazione dell’abitacolo 2+2 e impostazione meccanica con la Portofino ma, oltre che per gli aspetti formali, nel resto è molto differente, poiché propone molte novità. Fra le primizie c’è il gruppo propulsore composto dall’evoluzione del V8 biturbo di 3,9 litri della Portofino, che sviluppa 620 anziché 600 cv e una coppia di 760 Nm, e da un cambio a doppia frizione derivato da quello della Sf90 Stradale. La sua generosità assieme alla massa inferiore ai 1.500 kg permettono alla nuova granturismo di raggiungere i 100 orari in 3”4 e i 200 in 9”3, oltre che di toccare i 320 all’ora.

La Roma prospetta anche una nuova visione della presentazione dell’interno. Infatti, nell’abitacolo la tipica atmosfera Ferrari avvolge ambienti separati per i due passeggeri anteriori, un’evoluzione dei concetti ergonomici del marchio e tre display: uno da 16” per la strumentazione, uno verticale da 8,4” per il sistema d’infotainment e uno per il passeggero.

Infine, passiamo al capitolo riguardante il futuro che vede lo sviluppo di architetture specifiche per modelli a propulsione convenzionale ed elettrica, dalla diffusione della tecnologia ibrida, dall’arrivo nel 2022 del suv, anzi del Fuv, Ferrari utility vechicle, al momento battezzato Purosangue, e dall’elettrificazione pura. Il tema dell’elettrico a Maranello è proiettato dopo il 2025, probabilmente perché saranno disponibili batterie allo stato solido molto più congeniali ai requisiti di una Ferrari di quelle al litio.

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