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Ecco tutti i numeri della Ferrero: più utili e più tasse pagate

Non cresce solo il fatturato della multinazionale famosa per la Nutella ma anche i profitti. Ebitda stabile, in aumento il costo del personale

di Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi

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Non cresce solo il fatturato della multinazionale famosa per la Nutella ma anche i profitti. Ebitda stabile, in aumento il costo del personale


3' di lettura

La Nutella non fa bene solo al fatturato ma spinge anche i profitti del gruppo Ferrero. Nell’anno fiscale 2018-2019, la multinazionale dolciaria ha aumentato anche l’utile netto, che ha raggiunto i 703 milioni di euro rispetto ai 674 milioni del periodo precedente. Si tratta di un incremento del 4,3% in un anno, con un margine del 6,2%, in leggero calo rispetto al 6,3% registrato nell'anno fiscale 2017-2018.

I dati sono contenuti nel bilancio consolidato della Ferrero International SA (la holding capogruppo) depositato il 20 febbraio in Lussemburgo e fanno seguito al comunicato del gruppo dolciario che due giorni prima aveva annunciato l'aumento del fatturato consolidato a 11,4 miliardi di euro rispetto ai 10,7 miliardi dell'anno precedente. In questo caso l'incremento è stato del 6,2% a prezzi correnti e del 6,9% a prezzi costanti. Quasi 8,1 miliardi di ricavi sono stati realizzati in Europa, i rimanenti 3,3 nei paesi extra europei.

Aumentano le imposte pagate
Cresce anche l'entità delle imposte che la multinazionale della Nutella ha pagato nel mondo sulla base dei suoi utili: nell'anno fiscale 2018-2019 (concluso ad agosto dello scorso anno), il gruppo Ferrero ha versato complessivamente 276 milioni di euro di imposte rispetto ai 250 pagati l'anno precedente.

La performance positiva dei conti consolidati della Ferrero International SA si era già vista nel bilancio civilistico della società, depositato in Lussemburgo il 23 dicembre dello scorso anno. La Ferrero International aveva ricevuto più di 1,1 miliardi di dividendi dalle società controllate rispetto agli 858,9 milioni dell'anno precedente. Gli utili netti sono così saliti a 928,5 milioni di euro rispetto ai 736,3 dell'anno fiscale 2017-2018. Nelle casse degli azionisti è andato dunque un dividendo di 642 milioni di euro mentre i rimanenti 286,5 sono stati allocati nelle riserve del bilancio.

Ebitda fermo a 1,5 miliardi
Ma torniamo ai conti consolidati. Nell’ultimo anno fiscale l'Ebitda del gruppo è rimasto fermo a 1,5 miliardi di euro, che vuol dire un margine del 13% rispetto al 14% dell'anno precedente. Cala anche il margine dell'Ebit dal 10% al 9,1%, visto che il risultato prima degli oneri finanziari è leggermente sceso da 1,1 miliardi a 1 miliardo di euro nell'ultimo anno fiscale.

Il risultato finanziario, in miglioramento, vede un perdita di 55 milioni di euro rispetto alla perdita di 147 milioni dello scorso anno.
Il gruppo ha continuato a migliorare la generazione di cash dalle sue attività operative. La liquidità è ammontata a 1,5 miliardi di euro contro gli 1,2 miliardi generati nel 2017-2018. Gli investimenti sono ammontati a 663 milioni (673 milioni nell'esercizio precedente), la maggior parte dei quali focalizzata sugli investimenti industriali (580 milioni, vale a dire il 5,1% delle vendite nette) soprattutto in Italia, Germania, Canada, Polonia, Francia e Belgio. Il 31 agosto 2019 il gruppo ha anche completato la costruzione del suo nuovo quartier generale in Lussemburgo.

Il costo del personale
È in crescita anche il costo del personale, salito leggermente a 1,97 miliardi rispetto agli 1,86 dell'anno precedente. La cifra messa in bilancio per la sola voce che riguarda il pagamento di salari e stipendi è di 1,42 miliardi contro gli 1,33 del 2018. I costi per il personale sono cresciuti del 6,1% a prezzi correnti. Il numero medio dei dipendenti si è attestato a 33.003, in crescita dai 31.748 dell'anno precedente.

Salgono anche i costi per le materie prime e le forniture, da 4,2 a 4,4 miliardi (+6,4% a prezzi correnti) e quelli per i servizi, cresciuti dell'8,4% a 3,6 miliardi di euro.

Un ultimo dato riguarda il debito nei confronti degli azionisti. Come ha rivelato l'inchiesta di Fiume di denaro sul gruppo Ferrero, negli ultimi 18 anni parte dei dividendi spettanti agli azionisti sono rimasti nel gruppo sotto forma di prestiti subordinati a lungo termine fruttiferi. L'ammontare di questi prestiti è di 1,74 miliardi di euro al 31 agosto 2019. I prestiti scadranno in due tranche, nel 2021 e nel 2027.

Per approfondire:
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