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Ferrero, la vita spericolata di «Er Viperetta» tra cinema, calcio e tribunali fallimentari

L’imprenditore lascia la presidenza della Sampdoria, acquisita nel 2014, nello stesso giorno del primo patteggiamento per l’affare Livingston

di Marco Bellinazzo

Massimo Ferrero (Ansa)

3' di lettura

Massimo «Er Viperetta Ferrero» si appalesa nel mondo del calcio il 12 giugno del 2014, quando a sorpresa diventa il nuovo proprietario della Sampdoria, grazie alla generosità della famiglia Garrone che non solo non pretende nulla in cambio, ma addirittura gli lascia una dote di svariati milioni di euro. 

Ecco, in quello stesso giorno dell’estate 2014, le cronache giudiziarie riportano di una richiesta di patteggiamento avanza dai legali del neo proprietario blucerchiato a un anno e dieci mesi per il fallimento della compagnia aerea Livingston.

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Un doppio colpo di scena che nessun copione avrebbe potuto disegnare con più accuratezza per proporre un personaggio che da lì in poi i media, specie televisivi, si contenderanno per via della presunta simpatia e dell’indubbia veracità.

Romano di Testaccio

Nato nel quartiere Testaccio a Roma nell’agosto del 1951 e tifosissimo della Roma, Ferrero ha mosso i primi passi imprenditoriali nel mondo del cinema distinguendosi come produttore cinematografico indipendente di prodotti anche discreti come «Ragazzi fuori» e «Mery per sempre», oltre che di alcune pellicole diretti da Tinto Brass. Esuberante com’è, Ferrero non ha disdegnato nessun ruolo all’interno dell’industria cinematografica.

Addirittura ha fatto un paio di apparizioni dall'altro lato della cinepresa, nei film «Ultrà» di Ricky Tognazzi e «Camerieri» di Leone Pompucci. «Er Viperetta» poi si specializza nell’acquisto di sale. È suo il Cinema Adriano a Roma, come rientrano nel suo patrimonio altre 60 sale, di cui 11 rilevate nell’ambito del default del gruppo Cecchi Gori che aveva travolto l’ex numero proprietario della Fiorentina, Vittorio. Le attività di Ferrero in ambito cinematografico poi si espandono nel 2009 con la Ellemme Group, una delle società per le quali è stato arrestato, a seguito del fallimento.

Compagnia area

Nello stesso anno Ferrero acquisisce la Livingston Energy Flight, compagnia aerea che però nel 2010 si vede sospendere la licenza di volo, per poi essere dichiarata insolvente dal tribunale di Busto Arsizio. Anche questa società, successivamente, verrà dichiarata fallita e nel 2016 a Ferrero verrà accordato il patteggiamento a un anno e dieci mesi per bancarotta fraudolenta.

I guai con la giustizia sono una costante della vita spericolata di Ferrero. Sempre nel 2016, infatti, a seguito di un’accusa per abusivismo edilizio, viene condannato a quattro mesi di reclusione. Sono cadute, invece, le accuse di appropriazione indebita, autoriciclaggio e utilizzo di fatture false per la cessione del calciatore Obiang nel 2015, operazione che però è tornata al centro di una nuova inchiesta.

La passione per il calcio e l’acquisto della Samp

Ferrero che non ha mai nascoto il suo sogno di acquistare la Roma si ritrova nel 2014 a essere proprietario della Sampdoria che la famiglia Garrone gli cede con una «eredità» che supera i 60 milioni, saldando i debiti che la società aveva con le banche. Seguiranno sette anni vissuti sull’ottovolante tra risultati anche positivi conseguiti in campo (come il settimo posto nella stagione 2014-2015 e il terzo turno nei preliminari di Europa League nella stagione succesiva) e bilanci da tenere in equilibrio.

Ferrero ha ora lasciato la presidenza della Samp dopo il suo arresto nell’ambito di un’inchiesta della procura di Paola (Cosenza) per reati societari, bancarotta fraudolenta aggravata e false comunicazioni sociali. In una nota la società ha comunicato le dimissioni dell’imprenditore romano sottolineando quanto il club sia estraneo ad ogni vicenda giudiziaria. «Con grande stupore si è appreso dell’esecuzione di una misura cautelare di custodia in carcere a carico di Massimo Ferrero per vicende fallimentari relative a fatti di moltissimi anni fa».

Situazioni che «sono del tutto indipendenti tanto rispetto alla gestione e alla proprietà della Sampdoria» ma che hanno spinto Ferrero a mettersi da parte e fare un passo indietro «proprio per tutelare al meglio gli interessi delle altre attività in cui opera, e in particolare isolare anche ogni pretestuosa speculazione di incidenza di un tanto rispetto alla Sampdoria e al mondo del calcio».

Gli annunci sulla cessione

Nelle ultime settimane il patron blucerchiato aveva anche annunciato di voler vendere la società sportiva ligure. Giorni fa si era detto stanco di fare il presidente confermando la sua volontà di passare la mano ma al tempo stesso non ha smesso di ripetere di non aver trovato gli acquirenti giusti per la cessione a condizioni eque dando, come ha più volte sottolineato, il giusto valore alla società.

Nel 2019 sembrava vicina la cessione del club ad una cordata guidata dall’ex stella della Samp dello scudetto, Gianluca Vialli. Ma la lunghissima trattativa per il passaggio di proprietà naufragò: il gruppo CalcioInvest ritenne “nettamente superiore ai valori di mercato” la richiesta di Ferrero. Nella sua mania di grandeur Ferrero nel 2019 ha anche partecipato al bando per l’assegnazione del titolo sportivo del Palermo, ripartito dalla Serie D, ma anche in questo caso senza successo.

Per approfondire

Ferrero arrestato, si dimette da presidente Sampdoria. Il club non coinvolto

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