Borsa

Ferretti rinuncia alla quotazione. Prezzo troppo basso. Verso il private placement in primavera

L’azienda delle imbarcazioni di lusso puntava ad arrivare in Borsa lunedì 21 ottobre raccogliendo 174 milioni. Il socio di riferimento Weichai non convinto dal prezzo di collocamento. Si va avanti con gli investimenti.

di Monica D'Ascenzo


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Ferretti rinuncia alla quotazione in Borsa

3' di lettura

Ferretti rinuncia alla quotazione in Borsa. Una nota ufficiale annuncia il ritiro dell’Ipo, il cui processo martedì sera aveva visto l’abbassamento del prezzo di collocamento alla forchetta 2-2,5 euro dai 2,5-3,7 euro iniziali. Il gruppo ha lavorato con gli advisor in questi ultimi giorni per sbarcare in Borsa lunedì 21 ottobre, con una raccolta di ordini totale di 200 milioni di euro. Oggi alla resa dei conti, però, ha prevalso la cautela e la decisione di non sfidare un mercato che al momento non sembra valutare la società, tanto quanto si aspettavano i due azionisti.

Lo scetticismo di Weichai
Tra le cause della decisione la convinzione del socio di riferimento Weichai Group, che controlla l’86% del capitale, che il prezzo di collocamento a 2 euro per azione, suggerito dalla banche, non rifletta il vero valore del gruppo Ferretti alla luce dei risultati raggiunti dal management. Confermati comunque i piani di investimento annunciati con il progetto di quotazione.

Insufficiente l’abbassamento del prezzo
Non sono bastati il significativo abbassamento della forchetta di prezzo a 2-2,5 euro dal precedente 2,5-3,7 (indiscrezioni di mercoledì sera parlavano di un possibile taglio addirittura a 2 euro) e l’allungamento del periodo di sottoscrizione per costruire un’operazione soddisfacente per gli azionisti. Una nota del gruppo specializzato in imbarcazioni di lusso sottolinea «di aver preso la decisione di interrompere l’Offerta relativa al collocamento privato nonostante l’apprezzamento manifestato dagli investitori, in particolare italiani ed asiatici che hanno sostenuto e creduto nell’azienda». Ciò perchè «il deterioramento delle condizioni dei mercati finanziari non consente di valorizzare correttamente la società».

«La cosa più bella dell’Ipo che abbiamo fatto è stato il sostegno degli investitori italiani» ha commentato l’amministratore delegato di Ferretti Alberto Galassi, precisando poi: «ci hanno dato in particolare il loro
sostegno Generali, Mediolanum, Fideuram e Kairos. In particolare Mediolanum e Generali rientrano tra i primi 6 investitori che hanno aderito all’Ipo».

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Si va avanti con gli investimenti
Ferretti Group, dunque, «continuerà a perseguire i propri obiettivi di sviluppo e di crescita considerate le ottime condizioni patrimoniali, di liquidità e di successo commerciale che sono tali da consentire all’azienda l’esecuzione del proprio piano industriale già totalmente finanziato dagli azionisti e dal sistema creditizio verso il quale l’azienda vanta una posizione di debito nullo» si legge nel comunicato del gruppo.

Sul fronte dei risultati della società, l’ad ha precisato: «Abbiamo chiuso il semestre con ordini in crescita del 18% e l'Ebitda del 25% e se a fine anno salirà del 20% sarà per noi come mangiare un grande panettone». Il gruppo poi ha «zero debito» e quindi si può ripresentare sul mercato «con le carte in regole per fare una bella Ipo». Galassi ha chiarito infatti che , «non dovevamo fare per forza un'Ipo, avremmo voluto farne una bella».

Weichai: «Individueremo il momento giusto»
Ferretti «continuerà a ottimizzare l’allocazione delle risorse dal mercato finanziario e individuare il momento giusto per la quotazione quando la situazione sui mercati finanziari si sarà stabilizzata», scrive il presidente di Weichai Group e del Gruppo Ferretti Tan Xuguang nella nota diffusa dall’azionista di riferimento.

Verso il private placement
Ferretti «prima chiuderà il bilancio e farà vedere quanto vale», poi procederà con un «private placement» (collocamento privato di azioni). Lo afferma l’amministratore delegato Alberto Galassi, che ha aggiunto: «Il book è stato chiuso e allocato tutto - ha spiegato Galassi - ma a prezzi bassi, perché i mercati non sono amici di nessuno, né in Italia né negli altri Paesi». Il progetto di quotazione «riprenderà dopo che avremo fatto vedere ai mercati quanto valiamo e insieme a un nuovo socio».

Nuovi scenari da definire
Fondata a Bologna nel 1968 dai fratelli Alessandro e Norberto Ferretti, l’azienda è oggi in mani cinesi (86% Weichai Group), con Piero Ferrari (figlio di Enzo) entrato nel capitale nel 2016 al 13,2 per cento. Il gruppo guidato da Alberto Galassi aveva spiegato che non avrebbe utilizzato le risorse dell’Ipo per acquisire nuovi marchi, avendone già otto in portafoglio. L’idea era quella completare il portafoglio di yacht e finalizzare quello nuovo delle barche Wally, il marchio acquisito a gennaio scorso. Oltre al lusso sotto i riflettori c’era la sicurezza, con la produzione di pattugliatori veloci Fsd (Ferretti Security and Defence). Il tutto con un’attenzione al settore dei servizi.

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