trasporti ferroviari

Alstom si prende il 100% dei treni Bombardier

L’operazione vale un prezzo compreso tra 5,8 e 6,2 miliardi di euro. Forti ricadute anche sull’Italia

di Marco Morino

L'Ue boccia la fusione Alstom-Siemens. Ira di Germania e Francia

L’operazione vale un prezzo compreso tra 5,8 e 6,2 miliardi di euro. Forti ricadute anche sull’Italia


3' di lettura

Maxi acquisizione tra i grandi costruttori di treni. Confermando le indiscrezioni che circolavano da giorni, la multinazionale francese Alstom ha comunicato ieri sul suo sito internet di aver siglato un protocollo d’intesa con il gruppo canadese Bombardier e con la Cassa depositi del Québec per l’acquisto di Bombardier Transport, la controllata del settore ferroviario del gruppo Bombardier.

Alstom nel febbraio dello scorso anno si è vista bloccare dalla Commissione Ue un progetto di fusione con la divisione ferroviaria della tedesca Siemens. Bombardier Transport, con sede a Berlino, è partecipata dalla Cassa depositi del Québec con il 32,5% del capitale.

Il prezzo per l’acquisizione del 100% delle azioni di Bombardier Transport sarà compreso tra 5,8 e 6,2 miliardi di euro e sarà pagato in parte in contanti e in parte in azioni di nuova emissione di Alstom. A seguito di questa transazione, Alstom beneficerà di un portafoglio ordini di circa 75 miliardi di euro e un fatturato di 15,5 miliardi di euro. La società canadese rimane ancora attiva nella costruzione di aeromobili, ma ha incontrato grandi difficoltà anche in questo settore e ha già parzialmente venduto la sua nuova serie C ad Airbus.

Secondo i termini dell’accordo, la Cassa del Québec diventerà il maggiore azionista di Alstom con il 18% circa del capitale. Oggi il ministro francese dell’Economia, Bruno le Maire, sottoporrà al commissario antitrust Ue, Margrethe Vestager, l’accordo con i canadesi.

Nasce un gigante dell’industria ferroviaria
Le nozze tra Alstom e Bombardier daranno vita a un nuovo gigante dell’industria ferroviaria con l’obiettivo di contrastare il colosso asiatico e lader mondiale del settore, Crrc. Quest’ultimo è l’acronimo di China Railway Rolling Stock Corporation, il produttore statale cinese di materiale rotabile quotato in Borsa e creato il primo giugno 2015 dalla fusione di Cnr e Csr, due aziende a loro volta separatesi nel 2002.

In origine la fusione Alstom-Siemens, poi naufragata, nasceva con l’obiettivo di contrastare lo strapotere cinese, ricercando l’aumento dell’efficienza e della capacità di competere meglio a livello internazionale con risorse combinate.

Ora Alstom ci riprova con l’operazione Bombardier Transport. Del resto, in questo settore, le dimensioni contano. I cinesi di Crrc, oltre a continuare a produrre treni di tutti i tipi per il mercato domestico, hanno da subito iniziato a espandersi all’estero, principalmente negli Stati Uniti e in Malesia ma anche in Argentina.

A giugno 2018, le ferrovie tedesche Db hanno aggiudicato a Crrc un contratto per la fornitura di quattro locomotive ibride per il traino di treni diagnostici. La consegna è prevista per il 2021 ed è prevista una opzione per un massimo di 16 unità. Crrc considera molto significativo questo ordine in quanto segna il suo ingresso in un mercato europeo «di fascia alta» come parte della sua strategia di espansione globale.

I riflussi dell’operazione sull’Italia
Di fronte a questo scenario è comprensibile la mossa di Alstom. L’operazione non mancherà di avere riflessi anche in Italia, dove sia Alstom sia Bombardier vantano una lunga e consolidata presenza industriale, con clienti di primissimo livello, come Trenitalia (gruppo Fs) e Italo.

I due treni che attualmente competono sui binari italiani dell’alta velocità vedono coinvolti entrambi i costruttori: i convogli di Italo (Agv e Pendolino) sono prodotti da Alstom nello stabilimento di Savigliano (Cuneo), mentre il Frecciarossa è il frutto della joint venture tra Hitachi Rail Italy (ex Ansaldobreda) e la Bombardier di Vado Ligure.

In particolare, il fatturato Italia di Alstom è di 960 milioni di euro. Nel nostro Paese, Alstom produce treni, sistemi di trazione e apparecchiature di segnalamento. Oggi, con 8 siti distribuiti sul territorio nazionale e 3mila dipendenti, Alstom è un solido imprenditore locale, riconosciuto come una delle aziende leader nel mercato italiano.

Savigliano, ex stabilimento di Fiat Ferroviaria passato nel 2000 al gruppo francese è centro di eccellenza per i treni regionali (cica 600 treni venduti) e per i treni ad alta velocità Avelia Pendolino (oltre 500 treni venduti nel mondo). Savigliano è un esempio di fabbrica 4.0, con una sala di realtà virtuale 3D d’avanguardia che consente agli ingegneri di progettare treni con una manutenibilità semplificata.

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