Trasporti

Ferrovie, nel Pnrr accelera l’av da Salerno a Reggio

Alta velocità. Il prolungamento della linea a 300 km orari nel Pnrr è apprezzato dalle imprese, ma le università contestano il tracciato

di Donata Marrazzo

Pnrr, Bonomi: "La ripartenza del Paese deve partire da Roma"

3' di lettura

L'alta velocità proseguirà da Salerno a Reggio Calabria, con una linea che consentirà di viaggiare a 300 km orari. È quanto ha previsto il Piano di ripresa e resilienza italiano. Sei i lotti previsti per un costo di circa 20 miliardi (coperti per più di 11 md dal Pnrr e per il resto da un fondo aggiuntivo disponibile), da realizzare per tappe funzionali: la prima entro il 2026, il completamento delle opere entro il 2030. Rientra nel piano italiano e sarà finanziata con i fondi europei di Next Generation Eu anche la ferrovia da Ferrandina a Matera, unico capoluogo oggi non servito. Ma nulla è previsto per la rete sarda.

Nessuna ipotesi alternativa: per l'Alta Velocità sulla Salerno Reggio Calabria il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede il “potenziamento tecnologico e interventi infrastrutturali”, con una variante veloce rispetto alla linea attuale (fino a 300 km/h), elevando gli standard delle infrastrutture esistenti.

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La nuova alta velocità

Con la nuova AV/AC, la ferrovia abbandona la costa per passare da Cosenza, riducendo di 80 minuti i tempi di percorrenza. Sei i lotti previsti per un costo di circa 20 miliardi (coperti per più di 11 md dal Pnrr e per il resto da un fondo aggiuntivo disponibile), da realizzare per tappe funzionali, la prima entro il 2026. Il completamento delle opere entro il 2030. «Si tratta di un progetto che toglie dall'isolamento la parte centrale della regione e l'area ionica, seguendo il tracciato interno autostradale e non quello costiero tirrenico», sottolinea il presidente di Ance Calabria (Associazione costruttori edili) Giovan Battista Perciaccante, che è anche vicepresidente di Unindustria con delega alle infrastrutture. «Allo stesso modo, a questo punto, è necessario procedere alla realizzazione del ponte sullo Stretto per connettere al Paese 5 milioni di siciliani».

Il progetto di fattibilità

Il progetto di fattibilità tecnico-economica realizzato da Rete Ferroviaria Italiana è già un pezzo avanti: contiene precise indicazioni, ma sarà sottoposto al dibattito pubblico con l'obiettivo, da parte di Rfi, di arrivare rapidamente al progetto definitivo e quindi a quello esecutivo.

Le perplessità

La scelta però alimenta critiche e perplessità: «Sull'Alta Velocità al Sud il Pnrr fa un grandissimo frullato». Non ha mezzi termini Francesco Russo esperto di Logistica e Trasporti, ordinario di Ingegneria alla Mediterranea di Reggio Calabria. Insieme ai colleghi di tutte le università calabresi e siciliane ha redatto un documento in cui ha formulato proposte e indicazioni al Governo relative al sistema ferroviario e in particolare alla linea Salerno-Reggio Calabria. Ma il loro parere non è stato tenuto in considerazione. «Il risultato è evidente: il Pnrr crea una grande confusione non chiarendo cosa si voglia realmente fare. Come farà Bruxelles ad approvare un simile piano?», si chiedono gli ingegneri.

Ritengono che le scelte adottate non siano sufficienti a determinare la crescita dei territori. «Sfuggono alcuni elementi fondamentali - aggiunge Russo – l’effetto delle opere sul paesaggio, i tempi e i costi». Valutazioni su cui convergono Gaetano Bosurgi e Massimo di Gangi dell’università di Messina, Salvatore Damiano Cafiso e Matteo Ignaccolo dell’ateneo di Catania, Anna Granà (Palermo), Demetrio C. Festa (Unical), Giovanni Tesoriere (università Kore di Enna). Tutti orientati verso un sistema ferroviario AV Larg: leggero, agile, resiliente e green.

Critici i sindacati

Critici anche sindacati e associazioni locali. Quanto previsto dal Piano del governo, in particolare i principali lotti funzionali della linea, «avrà un impatto pesantissimo sul paesaggio – rimarca Russo - spaccando i parchi nazionali del Cilento, del Pollino, della Sila, parte dell’Aspromonte e delle Serre Calabresi. A seconda delle pendenze, ad esempio, i lavori richiederanno interventi complessi che aumenteranno i tempi e i costi delle opere». «Quella dell’alta velocità è una battaglia decisiva per lo sviluppo dei nostri territori - conclude l’ingegnere dell’università Mediterranea a nome di tutti i docenti di Ingegneria dei Trasporti delle università calabresi e siciliane - pertanto continueremo con le nostre attività di sensibilizzazione e di informazione. Sperando che non prevalga l’idea che sia possibile separare scienza e tecnica dalla politica».

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