La celebrazione al Quirinale

Festa della Repubblica, Mattarella: «Come allora è tempo di costruire il futuro»

Il Capo dello Stato ha messo in evidenza che l’Italia ha le carte in regola per farcela. Sui migranti: la Repubblica difende la vita,sempre e ovunque. Ai partiti: democrazia è composizione interessi

2 giugno, Mattarella: "La nascita della Repubblica segnava un nuovo inizio"

4' di lettura

Il passato come chiave di lettura del futuro. «Sono passati settantacinque anni da quando, con il voto nel referendum del 2 giugno 1946, gli italiani, scegliendo la Repubblica, cominciarono a costruire una nuova storia. Anche oggi siamo a un tornante del nostro cammino dopo le due grandi crisi globali, quella economico finanziaria e quella provocata dalla pandemia. Come lo fu allora, questo è tempo di costruire il futuro». Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto in diretta televisiva, in occasione della celebrazione della Festa della Repubblica che si è tenuta nel pomeriggio del 2 giugno al Quirinale. Il presidente ha citato una canzone di De Gregori: «La storia siamo noi nessuno si senta escluso».

Italia ha le carte in regola per farcela

«L’Italia, la nostra Patria, ha le carte in regola per farcela», ha aggiunto il Capo dello Stato. «La Repubblica possiede valori e risorse per affrontare queste sfide a viso aperto - ha sottolineato - Ha potenzialità straordinarie. L’ineguagliabile patrimonio di arte e cultura, che affonda le sue radici nel passato e che continua a esprimersi e a parlare al mondo grazie a interpreti e intelligenze ammirate ovunque. Ha creatività. Competenze. Capacità che ci rendono in tanti settori un Paese all’avanguardia».

Loading...

Tocca ora ai giovani scrivere la storia

Mattarella ha voluto lanciare un messaggio chiaro alle nuove generazioni. «Ai ragazzi che oggi sono qui vorrei dire: la storia di questi settantacinque anni è stato il risultato, il mosaico di tante storie piccole e grandi, di protagonisti conosciuti e di testimonianze meno note. Tocca ora a voi scrivere la storia della Repubblica. Scegliete gli esempi, i volti, i modelli, le tante cose positive da custodire della nostra Italia. E poi preparatevi a vivere i capitoli nuovi di questa storia, ad essere voi protagonisti del nostro futuro».

Repubblica grazie al coraggio della resistenza

«Con la scelta repubblicana - ha ricordato il Capo dello Stato -, si apriva una storia di libertà, dopo il ventennio della dittatura fascista. Storia di democrazia. Storia di pace, dopo la tragedia, i lutti e le devastazioni della guerra e dell’occupazione nazista. La nuova stagione era stata preparata negli anni più bui, dalle donne e dagli uomini che avevano avuto il coraggio di resistere e di lottare. E che avevano iniziato, nello stesso tempo, a pensare come dar forma all’Italia libera. Da dove ricominciare, per rimettere in piedi un Paese dilaniato, ferito, isolato agli occhi della comunità internazionale. Non fu un inizio facile, settantacinque anni fa. L’Italia - ha continuato Mattarella - era divisa: la Repubblica aveva prevalso per due milioni di voti, ma il risultato non era stato omogeneo e, in un Paese in ginocchio, c’era il rischio di una spaccatura tra il Mezzogiorno e il Settentrione. Fu proprio la scelta repubblicana il presupposto che rese possibile radicare, nel sentimento profondo del popolo, le ragioni di una unità e di una coesione più forti, favorendo il dispiegarsi di nuove energie, di nuovi protagonisti della vita pubblica. Questa vitalità animò e sostenne la straordinaria stagione costituente, capace di cogliere e interpretare le speranze, le attese, le aspirazioni degli italiani».

Il messaggio ai partiti: democrazia è composizione interessi

Il presidente della Repubblica ha sottolineato che «la democrazia è qualcosa di più di un insieme di regole: è un continuo processo in cui si cerca la composizione possibile delle aspirazioni e dei propositi, nella consapevolezza della centralità delle persone, più importanti degli interessi. In questo cammino un ruolo fondamentale lo giocano i partiti, le forze sociali, i soggetti della società civile.A volte le istituzioni possono sembrare fragili, esposte a sfide inedite».

C’è spirito costruttori, l’Italia non è ferma

«Qualcuno, a volte, manifesta l’impressione che questo spirito, che animò i costruttori di allora, sia andato smarrito. Che il Paese si sia fermato, imbrigliato da inerzie e pigrizie, bloccato da rendite di posizione, dall’illusione di poter sopravvivere seguendo la logica emergenziale del “giorno per giorno”. Il Paese - ha messo in evidenza Mattarella - non è fermo. Affiora talvolta la tentazione di rinchiudersi nel presente, trascurando il futuro. Ma non può essere così».

Ue oasi di pace e nostra grande risorsa

Un passaggio dell’intervento ha toccato l’Europa. «Abbiamo una risorsa, grande. Questa risorsa, questo orizzonte, si chiama Europa. Una costruzione faticosa, che si è sviluppata in modo non sempre lineare. L’Unione Europea è essa stessa - per noi - figlia della scelta repubblicana. L’Europa è il compimento del destino nazionale. È luogo e presidio di sovranità democratica. È un’oasi di pace in un mondo di guerre e tensioni. Il filo tessuto con il Risorgimento e la Resistenza ricompone qui la tela di una civiltà democratica che sa parlare al mondo, senza essere in balia di forze e potenze che la sovrastano».

Migranti:Repubblica difende vita,sempre e ovunque

«La Repubblica - ha detto il capo dello Stato - è umanità e difesa della pace e della vita. Sempre e ovunque. Come testimonia l’impegno della nostra Guardia costiera e della Marina militare per salvare la vita di persone spinte dalla disperazione alla deriva nel Mediterraneo».

Per diritti civili Italia migliore di 75 anni fa

Un «accidentato cammino abbiamo vissuto per la piena affermazione della dignità della persona e dei suoi diritti, combattendo una difficile battaglia per sradicare ogni forma di discriminazione. Possiamo dire con orgoglio - ha aggiunto il presidente della Repubblica - che, su questo versante, l'Italia di oggi, anche sul piano dei diritti civili, è più matura e consapevole, migliore di quella di settantacinque anni fa».

Non siamo ancora alla piena parità uomo-donna

«Non siamo ancora al traguardo di una piena parità - ha ricordato Mattarella - . Soprattutto riguardo alla condizione delle donne nel mondo del lavoro, al loro numero, al trattamento economico, alle prospettive di carriera, alla tutela della maternità, alla conciliazione dei tempi. Permangono disparità mentre cresce l’inaccettabile violenza contro di loro».

Evasione e morti sul lavoro insopportabili

Il presidente ha messo in evidenza la presenza di «ancora troppe ingiustizie. Ancora diseguaglianze. Ancora condizioni non sopportabili per la coscienza collettiva, come l’evasione fiscale o le morti sul lavoro. Il ricordo del sorriso di Luana D’Orazio impegni tutti al dovere di affrontare il tema della sicurezza dei lavoratori con determinazione e con rigore».

La visita all’altare della Patria

In mattinata il Capo dello Stato nel messaggio alle Forze armate in occasione della festa della Repubblica ha ricordato come il popolo italiano è grato a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per l’Italia. Il voto referendario di 75 anni fa - ha sottolineato - avviò il percorso della democrazia, del progresso sociale, dello sviluppo. Il presidente ha deposto all’altare della Patria una corona d’alloro al monumento al Milite ignoto. Nessuna parata, ma dietro le transenne centinaia di cittadini e turisti hanno assistito alla breve cerimonia.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti