a padova fino a domenica

Festival della salute globale, la via interdisciplinare contro i divari

di Dino Pesole


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(AdobeStock)

3' di lettura

Nella «versione attuale» della globalizzazione che da straordinaria opportunità di sviluppo e progresso «si sta trasformando in un mercato globale poco regolamentato» in cui cresce il divario e aumentano le disuguaglianze, «una delle cose che andrebbe realmente globalizzata è la salute, perché una delle grandi sfide della medicina moderna resta ancora oggi la lotta alle disuguaglianze». Del resto, il concetto di salute non riguarda l'assenza di malattia ma attiene al benessere in senso lato. E dunque l'approccio non può che essere globale, interdisciplinare.

È partita da queste premesse la prima edizione del Festival della Salute globale in corso a Padova dal 5 al 7 aprile. Il progetto nasce da una sinergia tra l'amministrazione comunale e provinciale di Padova, l'università, la casa editrice Laterza con il patrocinio della Camera di commercio in partnership con Medici con l'Africa Cuamm e diversi promotori e sponsor. Un'iniziativa destinata non a un pubblico di specialisti, e accolta già nel giorno dell'inaugurazione da un notevole interesse e partecipazione, che parte dalla constatazione che la salute globale «non è soltanto un diritto fondamentale di ogni uomo, ma riguarda da vicino lo sviluppo dei popoli e la pace».

In sostanza, per valutare oggi lo stato di salute di una persona o di una comunità occorre tener conto di una pluralità di fattori: sociali, ambientali, economici e culturali. Lo affermano con chiarezza nella presentazione del programma Walter Ricciardi e Stefano Vella, direttore e condirettore scientifico del Festival: «Puntiamo a far emergere il rapporto che esiste tra malattie, guerre, povertà, ambiente, diritti con l'obiettivo di illustrare le interconnessioni fra il terzo obiettivo dello sviluppo sostenibile, quello sulla salute, e gli altri, a partire dalla lotta alla povertà e alla fame, all'educazione, all'empowerment delle donne, al diritto all'acqua pulita, fino al sedicesimo vale a dire la promozione di società pacifiche e inclusive».

Relatori, studiosi, specialisti di diverse discipline, rappresentanti delle istituzioni affrontano – attraverso un programma serrato di incontri e dibattiti organizzato sulla falsariga del Festival dell'Economia di Trento - temi di grande rilevanza come l'impatto delle nuove tecnologie, le migrazioni, l'accesso alle cure, la povertà. L'accesso alle cure va declinato all'interno delle singole realtà e comunità. La salute è uno degli indici di sviluppo umano, ma non c'è sviluppo dei popoli se la salute non è garantita. Ad aprire i lavori del Festival il 5 aprile è stato l'economista della Columbia Jeffrey Sachs, che la rivista Time ha inserito tra le cento persone «che hanno cambiato il mondo». Tema della lectio introduttiva, «il valore della salute». Tra gli altri ospiti del Festival si segnalano Michel Kazatchkine, professore di medicina all'Università René Descartes di Parigi, l'economista Tito Boeri, Giuseppe Remuzzi direttore dell'Istituto Mario Negri, Mario Raviglione, direttore del programma globale tubercolosi all'Organizzazione mondiale della Sanità. Nel fitto programma di tavole rotonde e incontri si segnala inoltre l'intervento di Suerie Moon, dell'Harvard Global Health Institute e di Santino Severoni, coordinatore della Salute pubblica e migrazione presso l'Ufficio regionale dell'Organizzazione mondiale della Sanità per l'Europa.

Il tema della "salute disuguale" è stato tra l'altro al centro del dibattito svoltosi a Palazzo Moroni tra Giuseppe Costa e Chiara Saraceno, mentre Enrico Giovannini, ex presidente dell'Istat e portavoce dell'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, si è soffermato sugli obiettivi dello sviluppo sostenibile proposti dalle Nazioni Unite, dal contrasto alla povertà al diritto all'istruzione.

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