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Festività e vacanze, sanzioni anche penali se gli ex litigano sui figli

Senza un accordo, decide il magistrato. E chi boicotta le ferie con l’altro genitore rischia la modifica delle condizioni o la revoca dell’affido condiviso

di Selene Pascasi

8' di lettura

Domanda. Sono divorziato e padre di un bambino affidato in via condivisa a me e alla madre con residenza abituale presso di lei. Purtroppo con l’avvicinarsi delle ferie, ora natalizie ma accade anche per le estive, la mia ex è solita opporsi a tutte le mie scelte per esempio sulle località in cui vorrei portarlo o sui giorni da passare insieme. Così facendo non solo crea tensioni ma credo violi anche le condizioni stabilite in sentenza. Vorrei sapere quali sono i miei diritti e chi decide dove, con chi andrà il piccolo e per quanto tempo.

Risposta. Le pause dal lavoro, momenti preziosi da trascorrere con la prole specie dopo la separazione, il divorzio o la cessazione della convivenza, si trasformano spesso in motivo di contrasto per le coppie divise che, nonostante gli accordi e i calendari predeterminati dal giudice, finiscono frequentemente per scontrarsi sulle concrete modalità organizzative delle vacanze. Così, l’idea di uno dei genitori di portare il figlio all’estero o trascorrerci qualche giorno in più del previsto, accende aspri litigi.

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Soluzioni, però, ce ne sono. Intanto, bisogna distinguere i casi in cui madre e padre abbiano chiuso il rapporto consensualmente da quelli in cui siano ricorsi a battaglie legali. Nella prima ipotesi, gli scenari sono due: le regole da rispettare nei periodi feriali sono talmente dettagliate da non lasciar spazio a discussioni o volutamente generiche per conciliare ritmi di lavoro imprevisti ed esigenze pratiche. Situazioni ambedue governabili, al più con la mediazione di un avvocato, che di rado finiscono in tribunale. Più complessa è la circostanza in cui la coppia sia reduce da una divisione turbolenta che non fa ben sperare. Non solo.

Mentre sul versante delle visite, il giudice – riconosciuto il condiviso che è la regola ordinaria – garantirà una frequentazione paritaria del figlio, non intesa però come una matematica e simmetrica spartizione dei tempi, riguardo le vacanze segue di prassi una linea più flessibile orientata ad un criterio rotatorio. E, non essendovi un limite massimo o minimo di tempo da passare insieme per le feste, lo individua in almeno 15 giorni consecutivi o frazionati. Tempi ridotti per neonati o bimbi in tenerissima età. Si punta, in sintesi, sulla collaborazione tra i genitori nel percorso di crescita della prole come vuole il principio cardine del condiviso prescelto appunto come regime generale di affidamento a garanzia del diritto dei minori di mantenere rapporti significativi e continuativi con entrambi i genitori e svilupparsi nel modo più sereno possibile.

Di conseguenza, qualora uno dei due violi il dovere di reciproco sostegno nel prendersene cura, il suo comportamento – indice di inidoneità a comprenderne e soddisfarne le esigenze affettive – potrà sfociare, nelle situazioni più gravi, in una revoca del condiviso in favore dell’esclusivo o del super esclusivo. Ma a prescindere da esiti estremi, a boicottare le vacanze dei piccoli con l’altro genitore o ad osteggiarne il consolidarsi del legame emotivo, si rischiano ripercussioni civili e penali. Civili, per aver leso il diritto dei minori alla bigenitorialità e l’impegno a cooperare a loro tutela. Penali, nei termini chiariti più avanti, per inosservanza del provvedimento del giudice che integra il reato punito dall’articolo 388 del Codice penale.

In conclusione, il genitore cui viene negato di portare il figlio in vacanza con sé o di trascorrerci del tempo a casa propria per le ferie può attivarsi in prima battuta per ottenere una pronuncia che gli consenta di prelevarlo e stare con lui e, comunque, potrà agire sia per far sanzionare l’ex che con ricorso per la revisione delle condizioni di affidamento chiedendo, qualora ne sussistano i presupposti, la revoca del condiviso. Tuttavia, per la serenità dei piccoli, è auspicabile che ci si riesca a spogliare dei dissapori tra ex per vestire solo i panni di buoni genitori. Anche perché, se madre e padre non si accordano sull’organizzazione delle vacanze e violano il calendario stabilito, sarà il giudice a decidere nell’interesse della prole.

Nell’affidamento esclusivo restano scelte da condividere

Domanda. Vorrei ottenere la modifica del regime di affidamento per mio figlio, da condiviso ad esclusivo in mio favore, visto il disinteresse economico e morale paterno. In quel caso, potrò oppormi affinché trascorra le prossime vacanze con il padre?

Risposta. Non potrà opporsi senza addurre una valida giustificazione, le spiego perché. Nonostante nell’esclusivo sia l’affidatario ad esercitare la responsabilità in maniera prevalente, l’altro la mantiene seppure nel rispetto dei limiti imposti. Ciò vuol dire non solo che le scelte decisive per la prole andranno prese assieme ma anche che non gli si potrà vietare di trascorrere le vacanze con il figlio. Questo accadrà, infatti, solo se per proteggere il minore da pregiudizi, si opti per il superesclusivo.

L’esclusivo puro, in sostanza, differisce dal condiviso per il grado d’incidenza dell’intervento del giudice nella spartizione dei tempi di visita, vacanze incluse. In altri termini, mentre con la formula condivisa potranno fissarsi delle regole ma esse saranno elastiche per via dell’ampia libertà del genitore non convivente di vedere il figlio anche oltre i paletti prescritti, con l’esclusivo vengono individuati tempi e date ben precisi.

Contro l’ex inadempiente possibili ricorsi e sanzioni

Domanda. Vorrei portare mia figlia in settimana bianca ma per la madre non posso perché al momento della separazione non ho dato disponibilità certe sui tempi che avrei passato con lei per le ferie. È vero, perché da professionista non riesco a pianificarle per tempo, ma vorrei adire il giudice. Quale è la procedura e cosa rischia la mia ex?

Risposta. Non aver prefissato le vacanze da trascorrere con sua figlia in sede di separazione non le ruba il diritto di programmarle volta per volta. Ad essere in torto è, invece, il genitore che non rispetti gli accordi sulle visite o intralci l’organizzazione delle ferie. Tenga presente che le conseguenze possono essere persino penali – per mancata esecuzione dolosa del provvedimento del giudice, reato punito con la reclusione fino a 3 anni o con la multa da 103 a 1.032 euro – che scatteranno, però, solo se si violino le condizioni che siano state espressamente sancite.

Nessuna condanna, quindi, se il piano ferie non risulti nel provvedimento. Sul versante civile, però, si potrà ricorrere per inadempimento dei doveri fissati in sede di separazione, divorzio o disciplina dei rapporti con la prole, ogni volta che il collocatario li boicotti. Il giudice, a seconda dei casi, potrà ammonirlo, condannarlo a risarcire i danni all’altro genitore – o direttamente al minore leso nel suo diritto alla bigenitorialità (Tribunale di Mantova del 25 maggio 2021) – o a pagare alla Cassa delle ammende una sanzione amministrativa pecuniaria oscillante tra i 75 ed i 5 mila euro. Se non sia stato già fatto, gli si potrà chiedere di dettagliare i tempi di permanenza con i figli durante le vacanze.

Viaggi all’estero e paura Covid, ci si può rivolgere al giudice

Domanda. Quando mi separai mio figlio era piccolo e non ho pensato di pattuire nulla sull’eventualità di viaggi all’estero. Ora che è cresciuto, il padre vorrebbe portarlo a vedere mercatini di Natale oltre confine ma ho paura della pandemia. Posso negargli il consenso all’espatrio?

Risposta. Nel provvedimento di separazione, divorzio o regolamentazione dei rapporti con la prole, è di solito prevista la necessità dell’assenso reciproco dei genitori al rilascio dei documenti per l’espatrio dei figli. E’ possibile, poi, che si fissino paletti ponendo il veto ad alcune destinazioni o subordinando i viaggi al compimento di una certa età. Può accadere, però, che non si affronti l’argomento e sorgano problemi quando uno dei genitori voglia portare il figlio fuori Italia.

Cosa fare? Se ritiene che i suoi timori siano fondati, ed è plausibile considerata l’emergenza sanitaria, può rivolgersi al giudice che analizzerà le circostanze e, se concorderà con lei, appoggerà il suo diniego alla vacanza. Se, invece, non riterrà giustificate le sue perplessità – ad esempio, perché reputi la destinazione scelta sicura sia per la salute del ragazzo che per la situazione politica – consentirà al padre di portarlo con sé. Ma attenzione perché il suo ex marito sarà tenuto a degli obblighi precisi, primo fra tutti comunicarle la città di permanenza, l’indirizzo dove alloggerà col minore ed un recapito telefonico che dovrà mantenere sempre reperibile.

Niente riduzioni o sospensioni dell’assegno durante le feste

Domanda. Ho una bimba, avuta dalla mia ex partner, che quest’anno trascorrerà con me tutto il mese di dicembre. Secondo la madre dovrò pagarle comunque l’assegno anche se in quel periodo mi occuperò io di tutte le sue esigenze compresi i costi di un weekend fuori città. È davvero così?

Risposta. Si, è esattamente così. Trascorrere le ferie con i propri figli, o sostenere le spese necessarie per portarli in vacanza, non esonera dall’obbligo di continuare a corrispondere all’altro genitore la somma stabilita a titolo di mantenimento della prole. Tenga presente, infatti, che l’importo determinato dal giudice per i bisogni del minore o pattuito dalla coppia e vidimato in Tribunale, viene somministrato periodicamente (di solito a cadenza mensile) per agevolare i pagamenti ma ogni rateo corrisponde ad una frazione astratta di un totale calcolato su base annua e non costituisce – come precisa la Corte di cassazione con pronuncia 16351/2018 – un ristoro dei costi affrontati dall’affidatario nella mensilità corrispondente. Per tale motivo, quindi, anche per il periodo in cui sarà soltanto il non collocatario ad occuparsi della prole sobbarcandosi gli esborsi economici della convivenza, egli non potrà ritenersi sollevato dal dovere di proseguire a versare l’assegno. Allo stesso modo, come non potrà saltare il rateo, non gli sarà permesso neanche ridurne la misura o pretendere il rimborso di una quota delle uscite sostenute non trattandosi di spese straordinarie.

GLOSSARIO

Affidamento condiviso
Si tratta della regola ordinaria di affido in base alla quale i genitori assumono insieme le decisioni più rilevanti per i figli (istruzione, educazione, salute, residenza) ma esercitano la responsabilità anche separatamente nei tempi di permanenza con loro.

Affidamento esclusivo e superesclusivo
Nell’esclusivo la responsabilità è esercitata in via prevalente da un genitore ma il non affidatario, seppur con dei limiti, la conserva per cui non gli si potranno negare le visite (secondo i tempi e le modalità sanciti) e la partecipazione alle scelte basilari per i figli. Con il superesclusivo, invece, disposto in casi gravissimi che provino la totale inadeguatezza di un genitore, questi verrà estromesso anche dalle decisioni nodali per la prole.

Responsabilità genitoriale
Per responsabilità, termine che sostituisce quello di potestà, si intende il complesso dei poteri e doveri riconosciuti ai genitori per la tutela dei figli minorenni o comunque incapaci di provvedere alla cura dei loro interessi.

Interesse dei minori
È il criterio seguito dal giudice nell'adottare le decisioni che riguardino la prole quali la scelta della formula di affido più idonea o la risoluzione dei ricorsi promossi da un genitore contro l’inadempimento dei doveri da parte dell’altro.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Codice civile, articolo 143
Sancisce, tra l’altro, l’obbligo reciproco dei coniugi – estensibile ai genitori anche separati, divorziati o ex conviventi – di collaborare nell’interesse della famiglia. Obbligo che si considera violato, ad esempio, se un genitore porti il figlio in vacanza senza comunicare all’altro il luogo prescelto.

Codice civile, articolo 337 ter
Prevede che il giudice valuti in via principale la possibilità che i figli minori restino affidati ad entrambi o stabilisce a chi affidarli determinando tempi e modalità di permanenza da ognuno. A tutela del diritto alla bigenitorialità, dispone che la responsabilità sia esercitata di comune accordo e che le scelte più rilevanti per la prole siano prese assieme. Eventuali conflitti sono risolti dal giudice che deciderà secondo il preminente interesse del fanciullo.

Codice civile, articolo 337 quater
Il giudice può disporre l’affidamento dei figli ad un solo genitore ove ritenga, motivandolo, che l'affidamento all’altro sia contrario all'interesse del minore.
La richiesta di modifica potrà essere formulata da ciascun genitore ed in qualsiasi momento.

Codice di procedura civile, articolo 709 ter
Riguarda la procedura per risolvere le liti tra genitori sulle modalità dell’affido e sull’esercizio della responsabilità genitoriale.

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