engineering

Fev, laboratori per vetture connesse

In Italia 200 ingegneri per sviluppare ambienti dove testare radar e sensori

di Filomena Greco


default onloading pic
Tecnologia e digitale in uno dei laboratori del Gruppo Fev

2' di lettura

Con circa 200 tra tecnici e ingegneri in Italia, tra Torino e Bologna, Fev si occupa di ricerca e sviluppo. Nata nel 2003 come ramo italiano della multinazionale tedesca, oggi lavora come un centro di ingegneria focalizzati sui nuovi driver del settore automotive. Tra i protagonsti del progetto Smart Road promosso dal Comune di Torino, Fev sta lavorando allo sviluppo e all’implementazione di laboratori per testare le auto connesse, in particolare per validare sistemi complessi come radar, telecamere, sensori. «Parliamo di ambienti clean – spiega l’amministratore delegato di Fev Italia , Andrea Sanguedolce – per il testing e la validazione degli apparati delle auto connesse, saranno necessari in futuro anche per contenere i costi di sviluppo e implementazione della nuova mobilità. Abbiamo a Bologna un Green Mobility lab e una partnership con il Politecnico per sviluppare queste competenze».

La multinazionale tedesca, che oggi conta circa 7mila addetti nel mondo, nasce come uno spin off universitario e negli anni diventa uno dei principali centri privati di ricerca e sviluppo nel settore Automotive. «L’innovazione è una mission – sottolinea Sanguedolce – e lavoriamo con tutti i brand italiani, da Fca a Italdesign, fino a Gm e ai protagonisti della Motor Valley di Modena». Tra le aree di interesse della Fev, oltre allo sviluppo delle tecnologie per gli share vehicles e le auto connesse, c’è tutto il filone del powertrain elettrico e degli energy carrier, la nuova generazione di combustibili sintetici (e-fuel), alternativi ai combustibili fossili e in fase di studio. «Secondo le nostre stime – sottolinea Sanguedolce – la transizione dai motori termici al motore elettrico garantirà da qui al 2050 quasi la metà del target di riduzione delle emissioni di CO2 mentre circa un 30% sarà “merito” degli e-fuel in cui i tedeschi stanno investendo molto e che avrebbero come effetto positivo quello di non dover smatellare e sostituire la rete dei distributori esistente».

Nella sede di Beinasco, in provincia di Torino, Fev concentra le attività per la progettazione del veicolo, mentre nel laboratorio creato con la BRC di Cherasco lavora sulle motorizzazioni a metano. «Siamo cresciuti come numero di addetti – racconta Sanguedolce – anche grazie ad un contratto di insediamento che abbiamo sottoscritto con la Regione Piemonte, nell’ambito del quale abbiamo assunto una cinquantina di nuovi ingegneri».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...