nominato un coordinamento di presidenza

FI, Berlusconi azzera i coordinatori. Carfagna e Toti non ci stanno

di V.N.


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3' di lettura

Forza Italia senza pace, divisa e alla ricerca del rilancio, ma frenata dal protagonismo del leader storico, Silvio Berlusconi. Chiusi i lavori del "tavolo delle regole" incaricato di tracciare la strada verso uno nuovo statuto all'insegna della democrazia interna (Antonio Tajani, Anna Maria Bernini, Mariastella Gelmini e i Coordinatori nazionali Mara Carfagna e Giovanni Toti), il presidente, spiega una nota, «ha deciso la nomina di un Coordinamento di presidenza».

«A superamento degli incarichi» dei Coordinatori,conferiti a giugno, ne faranno parte, oltre a Bernini, Gelmini, e Tajani, anche Sestino Giacomoni. E Carfagna, che però punta i piedi e boccia il coordinamento «del quale nessuno mi ha chiesto di far parte e di cui non intendo far parte». Resta fuori anche Toti, deciso a tagliare i ponti: «Mi pare non ci sia la volontà di cambiare alcunché» in Forza Italia.

Al termine del tavolo, il Governatore della Liguria ha annunciato infatti l'addio al partito. Sono ormai mature, ha spiegato, le condizioni «per cui ognuno vada per conto suo: è Forza Italia che esce da se stessa. Buona fortuna a tutti». «La tragedia sta diventando farsa», ha aggiunto, riferendosi anche alla recentissima proposta di Silvio Berlusconi di una federazione di centro denominata "Altra Italia". Non un nuovo partito, ma un soggetto politico di centro aperto a tutti i moderati e ai liberali di cui FI dovrebbe costituire una componente essenziale.

«Non è una farsa lasciare un pezzo del mondo politico italiano e della società italiana senza alcuna rappresentanza politica, cosa che oggi Forza Italia non è più in grado di fare - ha detto Toti -. La verità è che non si ha intenzione di cambiare alcunché e dunque questa avventura iniziata il 19 di giugno (quando fu nominato doordinatore nazionale, ndr) per cercare di cambiare qualcosa onestamente finisce qui. Nel Paese c'è bisogno di una forza moderata, queste persone che oggi cercano una casa vogliono una risposta che Forza Italia ha ampiamente dimostrato di non poter dare».

Nettamente contraria al nuovo corso di Forza Italia (e alla federazione di centro) anche Mara Carfagna, presa alla sprovvista dall'accelerazione di Berlusconi («apprendo la sua decisione dai giornali»). E delusa dai lavori del "tavolo", riunitosi per proseguire il percorso verso il congresso in autunno - il primo degli azzurri - e le possibili primarie, chieste con forza da Toti (ma su questo fronte, l'unica apertura di Berlusconi prevede al massimo primarie tra i soli iscritti a Forza Italia). La vicepresidente della Camera arriva al punto da equiparare il nuovo Coordinamento a un «comitato di liquidazione», «una scelta in direzione esattamente contraria alle intenzioni» manifestate alla vigilia del tavolo dallo stesso Berlusconi.

Con Carfagna si è schierato Paolo Romani, senatore ed ex capogruppo azzurro a Palazzo Madama. «Il tavolo delle regole - ha commentato - che doveva condividere le proposte dei coordinatori sembra aver prodotto la soppressione dei coordinatori stessi e soprattutto del percorso di rinnovamento e di ristrutturazione. Al loro posto un Coordinamento di Presidenza che nasce già monco e dalle competenze quanto meno confuse, e che, privo di ogni forza innovativa, sembra avere l'unico scopo di organizzare una consultazione tutta interna dove gli unici ruoli contendibili sono puramente organizzativi». Forza Italia, ha concluso, «sembra non aver solo abbandonato un percorso necessario quanto entusiasmante di rinnovamento, ma aver abdicato al ruolo primario di movimento politico».

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