Parigi

Fiac debutta online e accende i riflettori sulla capitale francese

La fiera virtuale ospita 211 gallerie, molti lavori dalle quotazioni a 6 cifre e oltre. La città sta assumendo un ruolo sempre più centrale nell'art system internazionale. Acquisti anche da parte di collezionisti italiani

di Nicola Zanella

5' di lettura

Parigi negli ultimi anni è diventata sede di molte tra le maggiori gallerie internazionali, da David Zwirner a Gagosian con la sola Hauser & Wirth che manca all'appello, ma per quanto ancora? Anche due potenze italiane come Massimo De Carlo e Continua hanno recentemente trovato casa nel Marais aggiungendo però un tocco di savoir faire italico, la prima ha resuscitato il format inventato da Lucio Amelio nel 1989 Pièce Unique inaugurando il 9 febbraio una galleria in cui è in mostra una sola opera per volta, l'esordio è stato affidato all'artista californiana Kaari Upson .Galleria Continua ha, invece, aperto a fine gennaio con una mostra collettiva dal titolo «Truc à Faire» curata da JR, uno spazio cultural-commerciale difficile da definire, un'anti-white cube che strizza l'occhio alla cultura pop e street e alla cui inaugurazione si è creata una fila all'ingresso che in tempi di lockdown si era vista solo all'Esselunga.

La crescente centralità di Parigi nel mondo dell'arte non potrà che giovare alla sua fiera più importante, FIAC , che in attesa di tornare sotto le volte del Grand Palais ha lanciato la sua Online Viewing Room dal 2 al 7 marzo, la direttrice Jennifer Flay ha optato per queste date sfruttando un calendario meno congestionato rispetto alle tradizionali date di metà ottobre: 211 le gallerie presenti, selezionate tra le partecipanti all'edizione 2019 e a quella annullata del 2020.

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Fiac, tutte le tendenze nella fiera online

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Una fiera o Zalando?

La sfida nello scrivere di una viewing room online è quella di individuare le differenze con le altre viewing room. Quella di FIAC è molto gremita, alle 211 gallerie è stato chiesto di mostrare 5 o 10 opere ciascuna, troppo affollamento inibisce la scoperta di nuovi artisti e l'affaticamento rischia di avere il sopravvento sul piacere della ricerca, detto ciò al cyber collezionista vengono messi a disposizione dei filtri di selezione, (price, size ecc...) che, una volta superata la sensazione di trovarsi su Zalando, possono aiutare l'esplorazione andando al di là dei propri schemi personali.

Le proposte

Selezionando ad esempio le sole opere in vendita ad oltre un milione di euro appaiono 13 risultati, due sono dei “Concetto spaziale, attese” di Lucio Fontana, uno offerto dalla galleria Tornabuoni e l'altro da Ben Brown Fine Arts, che si accompagnano ad opere di Philip Guston, Anselm Kiefer e ad una scultura monumentale in ferro (STEP, 1982) di Richard Serra, in vendita alla galleria madrilena Guillermo da Osma per 2,8 milioni di euro. Gli approcci delle gallerie sono vari anche se non si riscontrano grandi guizzi creativi. Tra le powerhouse internazionali Hauser & Wirth ha scelto di giocare pesante con varie opere in vendita ben al di sopra del mezzo milione di euro e con la più economica tra quelle presentate i primi giorni, comunque al di sopra dei centomila: di Roni Horn «Key and Cue: No. 889 (CRISIS IS A HAI4R)», 1999, proposta a 105.000 euro. La strategia sembra aver pagato visto che la galleria comunica vendite per oltre 5 milioni di euro già nei due giorni di preview del 2 e 3 marzo, un dato altisonante, ma meramente quantitativo visto che non si sa nulla sugli acquirenti e se siano direttamente collegabili all'OVR di FIAC. Ha scelto un approccio più curatoriale, invece, Gagosian con una selezione dal titolo «Printemps oublié», ispirata dalla primavera come momento di passaggio. Il tema floreale fa da fil rouge visivo, tra i dieci lavori offerti spiccano una fotografia di Man Ray «Fleurs de la Passion», 1924 il cui prezzo viene tenuto riservato. Tra i pezzi forti anche un'opera di Helen Frankenthaler, «Celebration Bouquet» del 1962, offerta in un range di prezzo tra i 250mila e i 500mila euro. Molte contrattazioni anche per Xavier Hufkens che ha venduto già il primo giorno tutto lo “stand” online dedicato ad un solo show di Sayre Gomez, con un range di prezzo da 15mila a 40mila euro.

Gli acquisti

Si registrano varie acquisizioni da collezionisti internazionali e, in particolare, un museo cinese ha comprato uno degli specchi di Mungo Thomson della serie «TIME» dalla galleria parigina Frank Elbaz per 80.000 euro e dalla stessa galleria una fondazione cinese ha acquisito una tela del giapponese Kenjiro Okazaki per 7.5000 dollari. Non sono mancate gli acquisti da parte di collezionisti italiani, la Marval Collection di Milano-Berlino ne ha messe a segno tre, tra cui un'opera pittorica di Louisa Gagliardi (1989) in vendita dalla galleria belga Rodolphe Janssen per 18.000 euro. Molto nutrito il plotone delle gallerie italiane, ben 19: Zero... il cui fondatore Paolo Zani a FIAC siede anche nel committee di selezione, nella sua proposta ha cercato di tenere conto della differenza che esiste tra il fruire un'opera dal vivo e vederla mediata da uno schermo, presentando quindi dei lavori che non accusassero troppo questa trasposizione, tra questi anche alcuni dipinti di Adam Gordon offerti ad un range di prezzo inferiore ai 10.000 euro. Raffaella Cortese ha presentato «Time and Again», una mostra virtuale sul proprio sito che mette in dialogo opere di Francesco Arena, Silvia Bächli, Roni Horn, Luisa Lambri e Kiki Smith; una versione approfondita della selezione fatta per FIAC. Questi lavori, realizzati utilizzando media diversi quali la scultura, la fotografia, la gouache e il disegno, possono essere ricondotti ai concetti fondamentali di tempo, memoria e gesto. Prezzi che oscillano tra i 6.800 per l'opera della Bächli ai 75.000 euro per la grande carta di Kiki Smith, «Double Hex». Anche A ArteInvernizzi ha cercato di andare oltre la viewing room online e per l'occasione ha allestito nei suoi spazi milanesi la mostra FIAC in galleria. Traiettorie vibranti con opere di François Morellet, Mario Nigro, Nelio Sonego, Niele Toroni e Günter Umberg. Prezzi fino ai 150.000 euro per i neon montati su tela di Morellet.

Dal virtuale al reale

Quale sarebbe stato il chiacchiericcio dominante se fossimo stati per davvero immersi tra i corridoi di FIAC? Forse quello che Thomas Goode, azienda britannica che produce stoviglie di lusso (teiere da 2.000 sterline per intendersi) sta per acquisire la celebre galleria Marloborough fondata a Londra nel 1946. Si vocifera che l'operazione sia nell'ordine dei 250 milioni di dollari e riguardi, soprattutto, lo sterminato magazzino da migliaia di opere. C'è curiosità per capire le finalità e le conseguenze di questa acquisizione, visto che anche in tempi in cui il cross collecting è la parola d'ordine le sinergie tra un dipinto di Francis Bacon e un servizio da tè sono tutte da immaginare. Resta il fatto che l'M&A sta coinvolgendo sempre di più il mondo delle gallerie di prima fascia: un anno fa l'acquisizione di Gavin Brown's Enterprise da parte di Barbara Gladstone. Chi sarà il prossimo? Ecco cosa sarebbe sulla bocca di tutti tra i corridoi di FIAC.

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