Vetro e sostenibilità

Fiam, più tecnologia e design per crescere. La sfida hotellerie

di Chiara Beghelli

3' di lettura

Un’anima liquida, trasparente, che può prendere la forma e il senso scelto dalla creatività di un essere umano e dalla sua visione. «Noi siamo il pensiero laterale del vetro», dice Davide Livi di Fiam Italia, l’azienda di cui è ceo, fondata a Pesaro dal padre Vittorio nel 1973. Fondata ma anche plasmata, poiché Vittorio Livi ne è la mente tecnica, artistica e visionaria, appunto.

«Il vetro è una materia che mio padre ha sempre sentito sua - racconta Livi -. Lui ha iniziato a lavorare in una vetreria a 14 anni, e a 17 si mise a lavorare in proprio. Negli anni Sessanta viene folgorato quando vede curvare il vetro di un campanile. Decide di investire in questa tecnica, che è presto un successo, e di iniziare a produrre anche mobili in vetro, un’idea che sembrava una follia, ma che gli era venuta quando si era prodotto uno sgabello di vetro dal quale osservava il vetro nel forno sperimentale che peraltro lui stesso ha ideato e che ancora funziona. Con i primi cinque pezzi d’arredo nasce Fiam».

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Fiam Italia è dunque un’azienda di creatività e tecnologia, dove ricerca e sperimentazione non si fermano mai: «Anche gli errori vanno bene, perché generano innovazione», nota l’imprenditore. Eppure, la storia di Fiam sembra costellata molto più da successi, come il premio Compasso d’Oro nel 2001, ma anche la celebre poltrona Ghost, interamente in vetro, disegnata nel 1987 da Cini Boeri, icona della storia del design italiano, come il tavolo Ragno, disegnato proprio da Vittorio Livi. Arredi che mantengono inalterata nel tempo la loro dirompente intensità estetica e amati in tutto il mondo: «Il 70% del nostro fatturato è all’estero - spiega Livi -. Da ottobre del 2019 cresciamo del 16-20% l’anno. Ci voleva, abbiamo avuto anche anni difficili, ma non abbiamo mai perso la nostra fede nel vetro. Ora stiamo facendo molti investimenti: stiamo rifotografando il catalogo, abbiamo lanciato un’Academy digitale per formare a distanza i nostri venditori, abbiamo un nuovo area manager per Africa, Medio Oriente e India, mercati che vogliamo sviluppare. Stiamo crescendo ovunque, anche grazie al fatto che la pandemia ha fatto riscoprire gli spazi del vivere».

Consolle della linea Waves in DV Glass, design Ludovica + Roberto Palomba

Il vetro, peraltro, è un materiale oggi di gran voga: «Si stanno appprocciando al vetro aziende del design che prima non lo avevano considerato. Bottega Veneta e Adidas hanno scattato le loro campagne pubblicitarie con la nostra poltrona Ghost». Oltre a essere bello, il vetro è anche un materiale ontologicamente sostenibile, altra caratteristico oggi irrinunciabile: «Per produrre vetro occorre il rottame di vetro - sottolinea Livi-. Inoltre non si degrada producendo microparticelle come la plastica, e resta sempre di ottima qualità riciclo dopo riciclo. È biodegradabile, e a fine vita torna a essere sabbia». Fiam ha fatto compiere al vetro persino un’evoluzione ulteriore verso la sostenibilità: «Uno dei nostri più recenti progetti è il DV Glass, un massello di vetro con spessore mai raggiunto prima, realizzato in piena circolarità, composto da fette di vetro di scarto che compattiamo e fondiamo insieme. Oggi ricicliamo così il 95% del nostro sfrido, e ne produciamo, per esempio, il tavolino Waves disegnato da Ludovica e Roberto Palomba». Ma sostenibilità è anche impegno per il proprio territorio: dopo il terremoto del 2016, Fiam ha deciso di riconvertire parte del progetto di celebrazione dei 30 anni della Ghost in una raccolta fondi, che ha permesso la ricostruzione di due aule di una scuola di Cascia, nella vicina Umbria. E poi c’è Villa Miralfiore, residenza medievale nel cuore di Pesaro ristrutturata da Vittorio Livi e oggi museo d’azienda, ma anche dono alla propria città. Vi entreranno presto anche le ultime novità di Fiam Italia, a partire dalla collezione Echo firmata Marcel Wanders, arredi con ante in vetro tridimensionale («un progetto molto importante, nato in piena pandemia e nel quale abbiamo investito 100mila euro solo in stampi», spiega Livi), ma anche il geniale tavolo Coral Beach di Mac Stopa: «Con questo tavolo abbiamo dato movimento alla materia, con delle bolle che seguono le curve di Fibonacci, e che creano quasi delle increspature, ma su una superficie piana».

Dove porterà in futuro il flusso del vetro? «Stiamo lavorando al lancio di un mood, dunque a un concept per arredi per l’area living e dining, che porteremo al Salone del Mobile 2022. Vogliamo sviluppare la nostra produzione di specchi, nel quale già siamo un’eccellenza. E stiamo guardando con interesse anche all’hotellerie, un settore in grande sviluppo».

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