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Fiat Chrysler, prestito da 6,3 miliardi con garanzia statale in dirittura d’arrivo

I fondi erogati da Intesa Sanpaolo e parzialmente garantiti da Sace, saranno usati esclusivamente in Italia per attività produttive e industriali di FCA Italy e ripagati con gli interessi entro 3 anni

di Marigia Mangano

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(ANSA)

I fondi erogati da Intesa Sanpaolo e parzialmente garantiti da Sace, saranno usati esclusivamente in Italia per attività produttive e industriali di FCA Italy e ripagati con gli interessi entro 3 anni


2' di lettura

Stretta per il maxi prestito con garanzia pubblica da 6,3 miliardi per Fca Italy, la controllata operativa italiana di Fca. La società ha avviato nei giorni scorsi l’iter per poter accedere ai prestiti garantiti dallo Stato previsti nel decreto liquidità. Procedura che sarebbe oramai a buon punto.

La procedura prevede una sorta di istruttoria che secondo quanto si apprende sarebbe oramai quasi terminata. Il dossier nei prossimi giorni dovrebbe finire sui tavoli dei cda di Intesa Sanpaolo e di Sace per poi essere inviato al ministero dell’Economia deputato a rilasciare, a quel punto, la garanzia tramite decreto.

Secondo quanto inizia a filtrare si tratta di un prestito di circa 6,3 miliardi parzialmente garantito da Sace, erogato da Intesa Sanpaolo, che sarà usato esclusivamente in Italia per attività produttive e industriali di Fca Italy, e ripagato con gli interessi entro 3 anni. Il prestito sarà utilizzato esclusivamente per investimenti, costi del personale, capitale circolante di ciascuna impresa Beneficiaria, compresi i fornitori di Fca.

Condizione chiave è che le risorse siano utilizzate esclusivamente per stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali localizzati in Italia (pagamenti verso fornitori, rete di vendita e per gli investimenti a medio/lungo termine necessari alla prosecuzione dell’attuazione del proprio piano industriale e ad esclusione di acquisizioni di partecipazioni sociali).

La particolarità dell’operazione sta nel meccanismo di erogazione, applicato per la prima volta nella filiera automotive ma, in prospettiva, disponibile per tutti gli altri comparti italiani dal turismo alla moda e alla filiera agro-alimentare. In pratica la banca, in questo caso Intesa Sanpaolo, paga direttamente lavoratori e fornitori di Fca.

La richiesta arriva dopo che Fca e Psa hanno annunciato di aver rinunciato alla distribuzione del dividendo da 1,1 miliardi preannunciato. La scelta di non remunerare gli azionisti rappresentava la condizione chiave, insieme all’impegno a non approvare l’acquisto di azioni proprie, per rientrare nei requisiti previsti dal Decreto Liquidità e poter accedere a prestiti con garanzia dello Stato.

Riproduzione riservata ©
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    Marigia Manganoredattrice

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Finanza, automotive, tlc, holding di famiglia, banche e assicurazioni

    Premi: Premio internazionale Amici di Milano per i giovani, 2007, categoria giornalista

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