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Fidimed e Banca Progetto, un patto per le pmi siciliane

Dal 1° gennaio 2020 saranno erogati finanziamenti da 25mila fino a 150mila euro

di Nino Amadore


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Gli uffici di Fidimed diventano gli sportelli di Banca Progetto per l'erogazioni dei finanziamenti che vanno da un minimo di 25mila euro a un massimo di 150mila euro

3' di lettura

L’ultima firma risale a qualche giorno fa. Da una parte l’amministratore delegato di banca Progetto Paolo Fiorentino, dall’altra l’amministratiore delegato del Confidi Fidimed Fabio Montesano. Ed è un altro passo avanti nella strategia di crescita sia della banca, creata nel 2015 dal riassetto di Banca popolare Lecchese da parte del fondo californiano Oaktree, che del Confidi. Sul piatto, questa volta, c’è il finanziamento alle piccole e medie imprese siciliane con una formula che qualcuno già si spinge a definire 4.0: gli uffici di Fidimed, in pratica, diventano gli sportelli di Banca Progetto per l’erogazioni dei finanziamenti che vanno da un minimo di 25mila euro a un massimo di 150mila euro. Il tutto a partire dal primo gennaio del prossimo anno.

L’obiettivo, per Fidimed, che è un confidi vigilato da Banca d’Italia, è quello di consolidarsi e crescere grazie alla partnership finanziaria con una banca: «Siamo orgogliosi del fatto che Banca Progetto abbia scelto Fidimed per il lancio di questa innovativa tipologia di partnership mai realizzata prima, ma siamo ancora più orgogliosi che abbia scelto la Sicilia come sede del progetto pilota - afferma Montesano -. Il punto di forza di Fidimed è certamente la prossimità alle imprese ed una struttura agile, flessibile e altamente professionale da oltre 40 anni al fianco delle Pmi siciliane e italiane».

Per Banca Progetto, che ha aperto a Palermo una sede di rappresentanza ed è presente anche in Campania e Puglia, è un altro tassello che si aggiunge a una strategia di crescita nell’ambito dei finanziamenti alle Pmi: «In questa fase - spiega Fiorentino - non abbiamo previsto un plafond: lavoriamo sulla base delle richieste e vediamo che tipo di risposta arriverà. In genere noi eroghiamo finanziamenti con taglio medio di 600 mila euro, in questo caso siamo nell’ambito del microcredito: questo è un progetto pilota, vediamo se funziona anche perché si tratta di un segmento molto complicato». Nel settore dei finanziamenti alle Pmi, quest’anno, Banca Progetto ha già totalizzato erogazioni per 270 milioni «con una qualità del credito molto alta e che contiamo di raddoppiare l’anno prossimo» dice ancora l’amministratore delegato della Banca la cui struttura si ispira a quelle che, dice l’ad, vengono definite «challenger bank».

Altra linea di business per questo istituto di credito è quello della cessione del quinto: in quest’ambito quest’anno la banca ha già erogato 170 milioni. «La nostra struttura è leggera - dice Fiorentino - utilizziamo molto soggetti già presenti sul territorio, come nel caso di Fidimed, e facciamo network. All’interno gestiamo solo una parte dei servizi: per l’attività di back office, per esempio, stiamo per chiudere un accordo con un partner».

Nella strategia di crescita di questa banca si inserisce anche la partnership con il Mediocredito centrale di cui è amministratore delegato Bernardo Mattarella. Con l’accordo firmato qualche giorno fa le due banche si impegnano a finanziare congiuntamente le imprese meritevoli, prevalentemente nelle regioni meridionali, sia per le finalità di investimento sia per le esigenze del capitale circolante con l’eventuale supporto di garanzie e/o agevolazioni pubbliche.Una collaborazione che si realizzerà attraverso due distinte modalità: interventi in club deal, che prevedono l’erogazione contestuale e a parità di condizioni di due distinti finanziamenti, e interventi in pool che prevedono la possibilità per ciascuna delle parti, in qualità di banca capofila, di proporre all’altra la partecipazione ad un finanziamento sindacato, eventualmente insieme ad altri istituti di credito.

«L’accordo sottoscritto con Mediocredito Centrale – dice Fiorentino – si inserisce nella nostra strategia di sviluppo dei servizi e delle attività a supporto delle piccole e medie imprese. Grazie a questa collaborazione potremo attivare interventi di dimensioni sensibilmente maggiori rispetto al taglio medio di Banca Progetto. Il Mezzogiorno ha grandi potenzialità e finanziando le imprese locali che hanno progetti di crescita si può in concreto dare una spinta all’economia locale, favorendo l’evoluzione dimensionale e digitale delle nostre Pmi».

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