ISTAT

Fiducia delle imprese ai minimi da due anni, male anche le famiglie

di Luca Orlando

2' di lettura

Giù la fiducia delle imprese, in calo anche quella della famiglie. Dicembre non è certo un mese positivo per gli umori rilevati dall’Istat, con frenate che riportano indietro le lancette al passato. La fiducia dei consumatori scende di oltre un punto, da 114,7 a 113,1: un livello più basso si trova solo ad agosto del 2017.

Ancora più indietro nel tempo bisogna tornare per trovare valori inferiori al 99,8 registrato dalle imprese, esito di una lunga discesa mai interrotta da luglio: l’ultima incursione dell’indice al di sotto di quota cento risale al dicembre di due anni fa. Crolli di borsa, impennata dello spread e timori di uno scontro frontale con Bruxelles non hanno certamente giovato e le ultime schiarite sono arrivate tardi per influire sulle rilevazioni. Forse anche per questo tutte le singole componenti del clima di fiducia dei consumatori, spiega l'Istat, sono in peggioramento: il clima economico passa da 131,5 a 129,4, il clima personale scende da 108,9 a 107,0, il clima corrente diminuisce da 111,5 a 110,0 e il clima futuro cala da 118,7 a 116.

Loading...

Interessante notare il radicale cambiamento di umore in rapporto alla situazione del paese. Se ad aprile, subito dopo il voto, i pessimisti superavano gli ottimisti solo di 20 punti, ora quel valore è quasi triplicato. Guardando invece alle attese, a giugno le speranze sul futuro dell’economia portavano gli ottimisti a sopravanzare i pareri opposti dell’1,4%, oggi siamo in rosso di oltre 13 punti.

Con riferimento alle imprese, l'indice di fiducia diminuisce in tutti i settori ad eccezione del commercio al dettaglio dove aumenta da 102,1 a 104,8.

Per Paolo Mameli, senior economist di Intesa Sanpaolo, l'indagine conferma il trend di rallentamento del ciclo. L'incertezza sulle prospettive fiscali e finanziarie del Paese, che ha caratterizzato soprattutto la prima parte del mese, potrebbe aver pesato ulteriormente sul morale non solo delle imprese ma anche delle famiglie. In tal senso - aggiunge - la schiarita venuta dall'accordo trovato dal governo con la Ue, che ha scongiurato l'apertura di una procedura di infrazione per deficit eccessivo, potrebbe indurre un recupero per la fiducia degli operatori economici nel mese di gennaio.

Altro dato non brillante è in arrivo dal commercio estero, che sui mercati extra-Ue a novembre resta al palo, limitando il progresso su base annua allo 0,5%.

Il balzo degli Stati Uniti (+15,9%) basta appena per compensare i bruschi cali realizzati altrove, in particolare verso la Svizzera e la Turchia, quest’ultima in calo del 24,8%, peggiorando mese dopo mese le proprie performance dopo la forte svalutazione estiva della moneta locale. Ancora in calo la Russia (-8,8%) mentre perde quasi 18 punti l’area Mercosur in America Latina.

Dall’inizio dell’anno la crescita dei mercati extra-Ue è pari al 2,4%, in forte riduzione rispetto alla crescita dell’8,2% dello scorso anno.

Il surplus commerciale a novembre 2018 è stimato pari a +3.355 milioni, in diminuzione rispetto a +4.626 milioni di novembre 2017. Da inizio anno diminuisce l'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici (da +62.408 milioni per il 2017 a +61.486 milioni per il 2018).

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti