il nuovo esecutivo m5s-lega

Fiducia, resta quota 171: l’analisi dei numeri al Senato prima del voto

di Andrea Gagliardi

(ANSA)

2' di lettura

Se a Montecitorio l’esecutivo Conte può contare su una maggioranza ampia con un totale di 352 deputati su 630 (222 del M5s, 124 della Lega e 6 del Misto), al Senato i margini, dove è in corso il dibattito sulla fiducia, sono più stretti anche se si sono andati rafforzando nel corso della lunga trattativa M5S-Lega: il numero dei senatori disposti a sostenere l’Esecutivo è salito a 171, dieci voti sopra la maggioranza assoluta. Nel corso delle ultime consultazioni, infatti, due parlamentari eletti all’estero e due ex M5s hanno annunciato il voto favorevole alla fiducia: ai 109 senatori pentastellati e ai 58 della Lega si devono dunque aggiungere quattro del gruppo Misto. Ma il numero sarebbe potuto ancora salire visto che i 4 rappresentanti delle Autonomie hanno tenuto aperta l'interlocuzione con Conte. Ma alla fine il gruppo ha deciso di schierarsi per l’astensione.

Il ruolo dei senatori delle Automomie
I parlamentari delle Autonomie (Svp-Patt-Union Vadotaine) avevano lasciato aperta la porta a Conte dopo le ultime consultazioni. Apertura confermata oggi. «L’autonomia speciale concessa alle minoranze linguistiche è un patrimonio e una ricchezza per tutti e noi ne dobbiamo essere fieri» ha detto Dieter Steger (eletto a Bolzano) vicepresidente vicario del gruppo nel corso del dibattito alla fiducia al governo Conte in Aula al Senato. E ha sottolineato che si tratta «della ricetta giusta per far crescere un territorio». Il parlamentare si è rivolto poi alla neo ministra per gli affari regionali Erika Stefani e ha affermato: «Ce la metteremo tutta perché lei si possa convincere per le autonomie. Siamo a sua disposizione se ha bisogno di buone pratiche da chi da decenni si è esercitato su questo campo». Alla fine però la presidente del gruppo Julia Unterberger ha annunciato l’astensione.

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Conte: salvaguarderemo Autonomie, da Nord a Sud
Non è bastato questo passaggio riservato da Conte al tema della Autonomie: «Ci adopereremo per salvaguardare le Regioni ad autonomia speciale, del Nord e del Sud del Paese, nella convinzione che la prossimità, la sussidiarietà e la responsabilità, ove localmente concentrate, possano contribuire a migliorare la qualità di vita dei nostri cittadini».

Nuovi innesti dal gruppo Misto
I quattro nuovi innesti a palazzo Madama che si sono andati ad aggiungere ai 109 senatori M5s e ai 58 della Lega sono gli ex M5s Maurizio Buccarella e Carlo Martelli allontanati per difetti nella rendicontazione (la cosiddetta “rimborsopoli” grillina). Nonché i parlamentari eletti all'estero del Maie (Movimento Associativo Italiani all'Estero) Ricardo Antonio Merlo e Adriano Cario.

Fratelli d’Italia verso l’astensione
Il fronte pro-governo può contare anche sull’astensione (che in base alla riforma del regolamento non vale più come voto contrario) dei 18 senatori e 32 deputati di Fratelli d'Italia mentre vedrà una eterogenea pattuglia di voti contrari: ad aver annunciato il no sono infatti Forza Italia, Pd e LeU che totalizzano 230 deputati alla Camera e 117 senatori a Palazzo Madama.


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