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Fiducia nella scienza e informazione: così gli adolescenti affrontano la pandemia Covid

Presentati in occasione del lancio della seconda edizione di Fattore J - il programma per accrescere nei giovani la fiducia nella scienza promosso da Fondazione Mondo Digitale in collaborazione con Janssen Italia - i risultati della ricerca condotta dall'Università di Siena sui comportamenti e gli stili di vita della generazione Z in tempo di pandemia

Covid, senza vaccino la mortalita' e' 25 volte piu' alta

2' di lettura

Il vaccino tutela gli altri e consente di tornare alle vecchie abitudini, quelle pre pandemia Covid. È questo il messaggio che viene fuori da una ricerca condotta dall'Università di Siena sui comportamenti e gli stili di vita della generazione Z in tempo di pandemia. L’indagine è stata presentata oggi, venerdì 11 febbraio, in occasione del lancio della seconda edizione di Fattore J, il programma per accrescere nei giovani la fiducia nella scienza promosso da Fondazione Mondo Digitale in collaborazione con Janssen Italia.

Il campione è di 4.000 studenti (14-19 anni), protagonisti della prima edizione. Il 78% dei ragazzi chiede maggiore chiarezza e più capacità di ascolto. Per superare l’emergenza sanitaria, i giovani considerano prioritario il ruolo della ricerca per nuovi vaccini e farmaci (81%), seguito dalla gestione equilibrata dei decisori politici (53%) e da una corretta comunicazione (30%).

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Due ragazzi su tre si ritengono abbastanza informati sull’emergenza

«Una scelta responsabile per proteggere gli altri e tornare alla normalità»: è dunque questa la principale motivazione che ha spinto oltre il 90% dei giovani intervistati a vaccinarsi. Una consapevolezza generata dalla conoscenza: 2 ragazzi su 3 si ritengono abbastanza informati sull'emergenza, con una tendenza a cercare sempre più notizie rispetto al periodo pre-Coronavirus .

Quattro giovani su dieci escono molto meno rispetto a prima del Covid

Tra le fasce della popolazione maggiormente colpite dalla pandemia, quella degli adolescenti ha visto le occasioni di confronto con i coetanei drasticamente ridursi, sia in ambito scolastico sia nel tempo libero. Ben il 40% dei giovani dichiara infatti di uscire molto meno rispetto a prima del Covid. Inoltre, più del 40% afferma di non praticare più, o meno frequentemente, i propri hobby o attività sportive.

Scaccabarozzi (Janssen Italia): ancora una volta i giovani ci hanno sorpreso

«Nonostante le evidenti difficoltà che si sono trovati costretti ad affrontare negli ultimi due anni - sottolinea Massimo Scaccabarozzi, Chairman di Janssen Italia, Head of External Affairs Johnson & Johnson -, privati della socialità che tutti gli adolescenti si meriterebbero per la loro crescita, ancora una volta i giovani ci hanno sorpreso con la loro voglia di scoperta e di vita. Hanno scelto responsabilmente di vaccinarsi per tutelare i loro cari e per poter tornare il prima possibile a una vita senza restrizioni. Una decisione che non avrebbero potuto prendere se fosse mancata un'adeguata informazione scientifica».

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