inchieste e appalti

Fiera di Milano «sotto tutela»

di Sara Monaci

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(Agf)


3' di lettura

Fiera Milano viene messa sotto tutela. Non ci sarà un’amministrazione giudiziaria vera e propria, come richiesto dalla procura di Milano. Veranno però estesi i poteri del “commissario” Piero Capitini che già si occupa da ottobre di controllare il ramo d’azienda relativo alla Nolostand, la partecipata degli allestimenti finita sotto inchiesta per via delle infiltrazioni della criminalità organizzata.

Saranno sette gli ambiti che passeranno sotto il controllo giudiziario, dagli approvvigionamenti all’internal audit alla compliance, con l’obiettivo di eliminare il più possibile le consulenze esterne. Più precisamente si fa riferimento a «procedure operative per la legalità»; «acquisto di beni e servizi»; «monitoraggio della tempestività delle azioni per presidiare la legalità»; «rafforzamento della struttura organizzativa deputata al controllo interno»; «revisione del piano di audit»; «revisione dell’organigramma della società con esclusivo riguardo alle strutture deputate agli acquisti di beni e servizi e alle funzioni di compliance»; «nomina e revoca del responsabile della funzione di compliance...con riguardo alle procedure di verifica reputazionale dei fornitori e alle procedure di “wistleblowing”». Che, per tradurre, significa raccogliere anche le voci e le indiscrezioni.

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Altra decisione: l’amministrazione giudiziaria per la Nolostand durerà fino al 7 luglio, Fiera Milano per ora fino all’11 aprile. Lo ha deciso la sezione delle misure di prevenzione del Tribunale di Milano, che ha respinto la richiesta della Direzione distrettuale antimafia di commissariare tutto il gruppo (con un cda che avrebbe dovuto riferire di ogni decisione ad un professionista imposto dalla tribunale). Adesso il cda, che intanto si è dimesso due settimane fa e che rimarrà in carica fino a marzo per approvare il bilancio, sarà congelato per queste sette funzioni.

Poi il 21 aprile l’assemblea dei soci nominerà il nuovo consiglio, e per quella data potrebbe essere tutto superato (se non ci saranno ulteriori decisioni da parte del tribunale).

Nel mirino del gruppo di procuratori coordinati da Ilda Boccassini era finito il Consorzio Dominus, assegnatario di subappalti della Nolostand per la realizzazione di alcuni padiglioni di paesi ospiti dell’Expo. Il consorzio era gestito da Giuseppe Nastasi, amministratore occulto di numerose società, finito in custodia cautelare in carcere insieme a Liborio Pace, suo collaboratore già imputato per appartenenza alla famiglia mafiosa di Petraperzia. Lo scorso luglio le custodie cautelari hanno riguardato 11 persone, accusate di associazione a delinquere in reati tributari, appropriazione indebita e riciclaggio attraverso la realizzazione di società fittizie. Poi, nei mesi successivi, sono arrivati altri avvisi di garanzia, stavolta indirizzati a 5 funzionari di Fiera Milano. Infine, dopo alcuni interrogatori a dicembre, gli inquirenti hanno ulteriormente ricostruito la vicenda, tanto che in una delle ultime udienze i pm hanno esposto la loro tesi accusatoria, secondo cui le aziende subappaltatrici sono connesse al latitante Messina Denaro.

Il tribunale aveva già sottoposto ad amministrazione giudiziaria la Nolostand e poi il ramo d’azienda di Fiera Milano che gestisce la partecipata. Infine, il 13 gennaio il cda dietro la pressione dell’inchiesta ha deciso di dimettersi. Fatto comunque insufficiente per la procura, che ha continuato a chiedere il commissariamento totale.

Fiera  Milano, quotata in Borsa, fattura 355 milioni all’anno, con 700 dipendenti a livello di gruppo. Ogni hanno dà alla Fondazione Fiera Milano, che la controlla con il 62% delle quote, 45 milioni per la locazione degli edifici. Gestisce 60 eventi all’anno e ne ha in programma 8 nuovi. Alla luce di questi dati societari, i legali di Fiera Milano hanno cercato di evitare il commissariamento totale. Nella loro memoria difensiva hanno sottolineato come già la Fiera stia individuando aree di intervento dentro la società e come i reati corruttivi recentemente individuati non prevedano questo tipo di interventi giudiziari.

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