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Fiere, i compratori (esteri e non) premiano la formula milanese

di Marta Casadei

3' di lettura

Che la settimana della moda di Milano non sia fatta solo di sfilate ormai è chiaro a tutti. Le fiere, infatti, non solo rappresentano un contenitore importante per le aziende che vogliono presentare i loro prodotti ai buyer internazionali, ma anche un contesto cool, con eventi, talk, installazioni, progetti all’insegna dell’innovazione, della sostenibilità e dei nuovi talenti.

Un format premiato dai visitatori. I numeri, infatti, parlano chiaro: White Milano, salone della moda contemporary che da quasi 20 anni è un punto di riferimento nella zona di via Tortona, ha chiuso questa edizione con 25.256 tra buyer e operatori del settore. I buyer sono cresciuti del 2,3%: gli stranieri hanno messo a segno un +6,8%, mentre gli italiani un +1,4%. «La vivacità dimostrata da questo salone è il risultato di uno scouting attento di marchi, di nuovi hub espositivi e anche di un progetto dall'alto profilo culturale. Questo lavoro si è visto e si è apprezzato e i feedback dei buyer sono stati molto positivi, tanto da averlo definito come un trade show concreto e che si interpreta bene», ha detto Massimiliano Bizzi, fondatore di White.

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Decisamente positivi i numeri di Super, salone di Pitti Immagini dedicato all’abbigliamento e agli accessori di ricerca, che dallo scorso anno è tornato in via Tortona, facendo squadra con White. Le stime fornite da Pitti parlano di 5.700 compratori, in salita del 21% rispetto alla precedente edizione invernale (quella di febbraio 2018, che si era svolta al The Mall di Porta Nuova). Tra i buyer internazionali, che rappresentano il 20% circa del totale, le performance migliori sono state quelle di giapponesi, francesi, tedeschi, svizzeri, americani e cinesi.

Anche TheOneMilano, manifestazione dedicata alla moda “haut-à-porter” che si è tenuta a Fieramilanocity fino a lunedi 25, ha messo a segno un incremento di visitatori che sono stati 11.1865 (a fronte delle 8mila pre-registrazioni), di cui il 64% stranieri. In particolare, rispetto alla passata edizione, la Grecia ha registrato il 18% in più di presenze, seguita da Germania (+17%) e Spagna (+16%).
Se sono arrivati segnali positivi dalla Corea del Sud (+22%) e dagli Usa (+21%), gli “osservati speciali” rimangono Russia e Cina, stabile la prima e in calo vistoso (-30%) la seconda. Il lavoro di TheOneMilano, peraltro, non si ferma: grazie al web gli operatori, dovunque si trovino, possono accedere alla piattaforma AlwaysOn, una trasposizione virtuale della fiera fisica.

I bilanci delle fiere raccontano una situazione meno confusa rispetto a quella tratteggiata, invece, da quelli delle ultime edizioni di Micam e Mipel. Merito della cornice fashion week? Della selezione degli espositori? Della location più centrale? O semplicemente di un mercato altalenante, dominato dall’incertezza, che cambia di settimana in settimana? Le domande cui gli organizzatori dovranno trovare una risposta in vista delle prossime edizioni sono parecchie e le risposte non sono tutte di facile definizione.

Intanto, in contemporanea con i saloni dell’abbigliamento e degli accessori è andata in scena anche la 96esima edizione di Lineapelle, fiera della concia e degli accessori, che ha registrato visitatori in leggero aumento (+1%) da 114 Paesi, con un incremento significativo di aziende in arrivo da Russia (+29%) e Giappone (+19%).

Leggera anche la crescita di visitatori a Mido, fiera internazionale dell’occhialeria: le presenze nei tre giorni di fiera si sono fermate poco sotto quota 60mila, con arrivi da 159 paesi. Il prossimo appuntamento segnerà i 50 anni della manifestazione: «Per il 2020 abbiamo in cantiere un fitto programma di eventi che coinvolgeranno tutto il settore: aziende, ottici, buyer, media e istituzioni, per celebrare degnamente l'edizione d'oro», ha detot il presidente di Mido Giovanni Vitaloni.


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