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Fiere, intesa tra Milano e Parma: verso maxi polo nell’alimentare

L’ipotesi d’accordo prevede che Milano entri con il 20% in Fiere di Parma. In cambio la società emiliana otterrebbe Tuttofood. Sinergia con Cibus

di Giovanna Mancini

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3' di lettura

Dopo mesi di trattative, passi avanti e momenti di impasse, Fiera Milano e Fiere di Parma hanno raggiunto l’accordo per un’operazione di integrazione tra i due gruppi, finalizzata alla creazione di una comune piattaforma fieristica italiana dedicata al settore agroalimentare, in grado di competere con le principali manifestazioni internazionali del settore, in particolare la tedesca Anuga e la francese Sial.

L’accordo non vincolante

Non siamo ancora al closing dell’operazione, ma i due gruppi hanno firmato il 13 ottobre term-sheets non vincolanti che prevedono l’avvio dei passaggi operativi necessari alla finalizzazione della partnership. L’intesa tra le due società ha come obiettivo la gestione sinergica e coordinata delle due più importanti rassegne del food attualmente presenti in Italia: Tuttofood, di proprietà di Fiera Milano, e Cibus, organizzata da Fiere di Parma assieme a Federalimentare.

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L’accordo raggiunto conferma di fatto quanto trapelato nei mesi scorsi, ovvero l’ingresso di Fiera Milano nel capitale di Fiere di Parma attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale di quest’ultima, riservato a Fiera Milano. La società milanese si impegna a conferire a Parma un proprio asset, la manifestazione Tuttofood, in cambio di un controvalore in azioni. La quota societaria con cui Fiera Milano entrerebbe nell’azionariato di Fiere di Parma non è stata resa nota ma, a quanto risulta al Sole 24 Ore, dovrebbe essere attorno al 20%, con la possibilità che tale quota aumenti nel tempo.

Gli azionisti di Fiere Parma

Attualmente la compagine societaria di Fiere di Parma vede come maggiori azionisti Crédit Agricole Italia, con il 34,42%, il Comune e la Provincia di Parma, ciascuno con il 19,58%, la Camera di commercio locale, con il 12%, l’Unione parmense degli Industriali con l’8,44% e la Regione Emilia-Romagna con il 5,08%. L’assetto della nuova governance, che prevede la partecipazione del nuovo socio, è stato uno dei nodi più delicati della trattativa, assieme alla questione del valore da attribuire a Tuttofood e dunque delle azioni da cedere in cambio.

L’intesa – secondo indiscrezioni – prevederebbe inoltre che l’accordo finale abbia l’avallo dei soci pubblici di Fiere di Parma. Un dettaglio che potrebbe sembrare banale – se non scontato – ma che tale non è se si pensa che tra questi c’è come detto la Regione Emilia Romagna, e la Giunta Bonaccini ha dimostrato un ruolo molto attivo negli ultimi nel sostegno al settore fieristico regionale e al suo consolidamento.

Lo scopo industriale

Fin qui gli aspetti societari. C’è poi l’aspetto industriale dell’accordo, che come detto ha lo scopo di creare una grande piattaforma fieristica dell’agroalimentare, articolata su due poli. Cibus e Tuttofood (che prenderebbe il nome di Tuttofood powered by Cibus) rimarrebbero due fiere separate e distinte, ciascuna nella propria attuale sede, ma la prima dovrebbe specializzarsi su un’offerta dedicata soprattutto alle produzioni made in Italy, mentre Tuttofood sarebbe proiettata maggiormente su scala internazionale, per competere in modo diretto con i colossi europei e globali.

L’operazione va dunque nella direzione, più volte auspicata sia dagli operatori del mondo fieristico, sia dalla politica, di una maggiore collaborazione e integrazione tra i quartieri e organizzatori italiani, con l’obiettivo di creare (sul modello tedesco) un sistema nazionale veramente al servizio della manifattura made in Italy.

Le fiere si sono infatti dimostrate negli ultimi anni uno strumento di politica industriale fondamentale per lo sviluppo delle imprese italiane, in particolare le pmi e soprattutto come leva per la loro internazionalizzazione. Secondo le stime di Aefi, l’associazione di riferimento del settore, oltre il 50% dell’export made in Italy viene infatti generato ogni anno attraverso contatti avvenuti all’interno delle manifestazioni espositive.

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