SETTORI IN CRISI

Fiere, rilancio da 2,3 miliardi tra prestiti e fondo perduto. Focus sull’internazionalizzazione

Il settore ha perso l’80 per cento del fatturato nel 2020 e sono state rimandate numerose manifestazioni nel primo trimestre 2021. Mauro Alfonso (ad Simest): «Già ricevute 50 domande per i 300 milioni di finanziamenti alle fiere»

di Marta Casadei

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(IMAGOECONOMICA)

Il settore ha perso l’80 per cento del fatturato nel 2020 e sono state rimandate numerose manifestazioni nel primo trimestre 2021. Mauro Alfonso (ad Simest): «Già ricevute 50 domande per i 300 milioni di finanziamenti alle fiere»


4' di lettura

L’inizio del 2021 riserva (ancora) delusioni al comparto fiere: il Dpcm 14 gennaio, infatti, vieta manifestazioni in presenza fino al 5 marzo. Costringendo al cambio di rotta i 67 eventi internazionali previsti nel primo trimestre: appuntamenti posticipati, cancellazioni e trasposizioni digitali.

Di fatto, il prolungarsi dell’emergenza Covid-19 rischia di inasprire le sofferenze di un settore che nel 2020 ha pagato un prezzo altissimo, con il fatturato in picchiata da un miliardo a 200 milioni di euro (-80%) secondo Cerved. Senza contare le perdite significative per l’indotto sul territorio che, tra diretto e indiretto, vale 12 miliardi.

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L’allarme è stato lanciato più volte nel corso dell’anno con Aefi, associazione che riunisce 41 quartieri fieristici e circa 1.000 manifestazioni, che ha ribadito di recente l’importanza di alcune misure chiave: dalla cassa integrazione all’aiuto agli enti fiera che devono sobbarcarsi costi fissi anche in assenza di eventi, fino al supporto delle aziende che rappresentano l’anima delle manifestazioni.

La mappa degli aiuti

Gli aiuti diretti stanziati nel 2020 sono abbastanza circoscritti e la maggior parte deve essere ancora concretizzata. Secondo Aefi, dei 408 milioni di euro a fondo perduto previsti dal Governo nel corso del’anno è stato erogato solo l’1,8 % del totale.

Ma vediamoli nel dettaglio: 200milioni di euro (a valere sui finanziamenti ex fondo 394/81 di Simest) aggiunti dal decreto Ristori (137/2020) al Fondo di promozione integrata, esteso anche alle imprese che organizzano eventi fieristici; 145 milioni previsti nel Fondo Mibact per il sostegno al settore fiere, di cui 7,5 milioni già parzialmente erogati e 137,5 milioni in attesa di regole applicative. A questi si aggiungono 63 milioni assegnati nello specifico al supporto del sistema fieristico, gestiti da Simest (cui si affiancano 300milioni di euro di finanziamenti).Ora si aspetta il Ristori 5, che potrebbe prevedere altri aiuti per il comparto.

Accanto al fondo perduto - soggetto al regime de minimis, con un tetto di 800mila euro di contributo per ciascun beneficiario - il Governo ha messo in campo una serie di strumenti per il sostegno “a tutto tondo” del sistema, a partire dalle aziende: il Dl Rilancio ha portato a 35 milioni di euro le risorse per il credito d’imposta del 30% dei costi per la mancata partecipazione a fiere internazionali; nella legge di Bilancio 2021 sono stati rifinanziati il fondo rotativo 394/81 di Simest per l’internazionalizzazione delle imprese con 1,1 miliardi circa, il Fondo di promozione integrata (465 milioni) e il piano straordinario per il made in Italy da 100 milioni all’anno. Inoltre, è stato confermato lo stop al pagamento Imu per gli enti fieristici - già valido nel 2020 - anche per la prima rata 2021. Aggiungendo questi stanziamenti ai 408 milioni a fondo perduto e ai 300 miioni di finanziamenti Simest per le fiere , la dote del comparto sale a oltre 2,3 miliardi.

I finanziamenti a imprese ed enti

Ad avere un vero e proprio boom, nel corso del 2020, sono state le richieste di accesso al fondo 394/81 di Simest, il cui raggio d’azione è stato esteso alle aziende di qualsiasi dimensione e alla partecipazione a fiere internazionali in Italia, mentre il massimale richiedibile è salito da 100mila a 150mila euro. «Il risultato è che il 37% dei finanziamenti deliberati nel 2020 è relativo proprio allo strumento fiere», conferma l’ad di Simest Mauro Alfonso. Il budget 2020 è esaurito, tanto che da ottobre la possibilità di fare domanda è stata temporaneamente bloccata, salvo riprendere appena i fondi stanziati per il 2021 saranno disponibili.

Dal 9 dicembre, invece, sono aperte le domande per il finanziamento agevolato “Patrimonializzazione a supporto del sistema fieristico” che si rivolge proprio alle fiere con 300 milioni di finanziamenti e 63 milioni per il co-finanziamento a fondo perduto fino al 50%: «Abbiamo già ricevuto oltre 50 domande - riferisce l’ad di Simest Mauro Alfonso -. E non è ancora tutto, perché dopo aver definito misure e procedure siamo ora in attesa del via libera della Ue per gestire anche i cosiddetti “ristori”, cioè erogare agli stessi enti contributi a fondo perduto commisurati ai costi fissi sostenuti dal 1° marzo 2020 e non coperti da utili. Un’attività completamente nuova per Simest».

Focus su digitalizzazione e ripartenza

Tra le conferme della legge di Bilancio 2021 c’è il fondo straordinario per il made in Italy: «Penso che circa il 20-25% dello stanziamento annuale andrà a supportare le manifestazioni fieristiche», dice Carlo Ferro, presidente Ice. Anche nel 2020 Ice ha investito circa 20 milioni di euro nel supporto agli eventi: «Si tratta del 70% del budget dell'anno precedente, abbiamo voluto continuare a sostenere il sistema fieristico nonostante molti eventi non abbiano potuto svolgersi.

Grazie a questo supporto e al coraggio degli organizzatori abbiamo potuto svolgere in Italia, tra settembre e ottobre, 15 fiere internazionali. Abbiamo poi investito nello sviluppo digitale attraverso il progetto Fiera smart 365 che punta a consolidare le relazioni con i buyer tutto l'anno», continua Ferro. «Quando riprenderanno gli eventi internazionali, poi, un primo stand gratuito alle imprese che parteciperanno alle collettive Ice in fiere estere».

Tra le manifestazioni che hanno organizzato un’edizione fisica nella “finestra” di settembre-ottobre, rimandato l’appuntamento di febbraio e utilizzato piattaforme online (tra cui proprio Fiera smart 365) c’è Micam: «Visto il Dpcm abbiamo posticipato le date al 21-23 marzo - spiega Siro Badon, presidente Assocalzaturifici - anche perché abbiamo già raccolto alcune richieste di partecipazione dagli espositori». La partecipazione è agevolata da «sconti importanti sugli stand». Sul fronte aiuti, invece, Badon sottolinea l’esigenza di «un supporto sul fronte della mobilità e della logistica, per quando potremo riprendere a fare fiere fisiche: auspico la creazione di corridoi verdi per gli addetti ai lavori o del passaporto vaccinale».

NELLA MANOVRA

1,1 miliardi - Fondo 394/81 di Simest
Finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione delle imprese nel 2021. A questo si aggiunge un pacchetto da 465 milioni (Fondo di promozione integrata) di co-finanziamenti a fondo perduto.

100 milioni - Piano made in Italy
Per la promozione delle imprese e delle fiere all’estero

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