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Fiere a rischio anche a settembre, bene gli scambi a Frieze Viewing Room

I galleristi hanno registrato vendite in tutte le fasce di prezzo. Dopo lo stop del mercato, i collezionisti tornano ad acquistare opere nuove o storicamente rilevanti

di Silvia Anna Barrilà

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Lo stand virtuale della galleria Richard Saltoun a Frieze Viewing Room

I galleristi hanno registrato vendite in tutte le fasce di prezzo. Dopo lo stop del mercato, i collezionisti tornano ad acquistare opere nuove o storicamente rilevanti


6' di lettura

Dopo aver cancellato quella che doveva essere la nona edizione di Frieze New York , la fiera ha rimborsato il 100% dell'anticipo ai galleristi e ha offerto loro di esporre gratuitamente su una piattaforma online, Frieze Viewing Room . Una mossa che dalle gallerie è stata molto apprezzata. D'altro canto, è un momento molto delicato per le fiere, in bilico tra gli anticipi da richiedere alle gallerie e la possibilità di dover cancellare gli eventi, per cui devono programmare facendo i conti con i possibili scenari. La modalità utilizzata da alcune di cancellare gli eventi e trattenere gli anticipi per le edizioni future non convince, perché chi può sapere che cosa accadrà nel prossimo futuro?

Le opere ricercate a Frieze New York

Le opere ricercate a Frieze New York

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Fiere cancellate
Anche le fiere di settembre sono a rischio e alcune sono già state cancellate, come Expo Chicago , che ha rimandato la nona edizione ad aprile (8-11 aprile 2021). La fiera americana non aveva chiesto anticipi se non un 10% a chi voleva assicurarsi la partecipazione, che poi ha restituito o trattenuto per la prossima edizione a seconda della preferenza della galleria. In Svizzera sono proibite fino al 31 agosto le manifestazioni pubbliche o private con più di mille persone; Art Basel , che l'anno scorso ha attratto 93.000 visitatori, dovrebbe svolgersi due settimane dopo la presunta fine del divieto. Di ieri, invece, l'annuncio della cancellazione di Arco Lisbona , che si svolgerà online dal 20 maggio al 14 giugno sul sito della fiera in collaborazione con Artsy , e lo spostamento di Photo London , che si svolgerà parallelamente a Frieze London dal 7 all'11 ottobre. Con le nuove date la fiera dedicata alla fotografia ha annunciato anche una nuova sede, i giardini di Gray's Inn, poiché la Somerset House, dove normalmente si svolge, in quelle date ospita la fiera per l'arte africana 1:54 . Secondo indiscrezioni neanche Artorama a Marsiglia a fine agosto si terrà. E in Italia? Gli appuntamenti previsti sono con miart dall’11 al 13 settembre, con Artissima dal 6 all’8 novembre, con ArtVerona che da ottobre a fatto slittare l’appuntamento dall’11 al 13 dicembre e con Roma Arte in Nuvola spostata da maggio al 25-28 febbraio 2021. Mentre Arte Fiera a Bologna per il momento conferma le date dal 22 al 24 gennaio. Del resto anche le fiere italiane devono fare i conti con i diversi scenari post Covid, complicati da possibili blocchi regionali, e si stanno muovendo per offrire maggiori possibilità sul digitale.

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No ai fondi di magazzino
Intanto le fiere di sono spostate sul web. Ma quali sono per le gallerie le possibilità che offre una fiera online? Si vende? E che cosa? Non c'è una risposta univoca a questa domanda. Certamente quelle gallerie che sono abituate da tempo a vendere online in questo momento partono da una posizione di vantaggio. Dipende anche tanto da qual è l’offerta e e il pubblico con cui si interagisce. Gli americani e gli asiatici, per esempio, se si può generalizzare, sono molto propensi all'acquisto online. Gli italiani, forse, un po' meno. “Dopo un periodo di stop alimentato da timore e confusione, sembra che i collezionisti ora abbiano voglia di ricominciare ad acquistare e premino soprattutto la qualità” afferma Anna Bergamasco, Sales e Institutional Liaison della galleria brasiliana Fortes D'Aloia & Gabriel , presente su Frieze Viewing Room . “Organizzare le fiere online è un processo laborioso quasi quanto quello delle fiere tradizionali: la logistica del fotografare le opere e la produzione di contenuti che possano compensare almeno in parte l'impossibilità di un dialogo dal vivo non sono semplici con gallerie e atelier chiusi, ma lo sforzo sembra essere ripagato con entusiasmo dal mercato”. Per la galleria la fiera sul web è andata molto bene, specialmente nei primi giorni di apertura, con vendite di opere tra 2mila e 170mila dollari di Rodrigo Cass, Marina Rheingantz, Erika Verzutti, Yuli Yamagata e Luiz Zerbini. “Abbiamo selezionato opere nuove, alcune realizzate apposta per Frieze, e i risultati hanno superato le aspettative. Ovviamente l'online influenza in parte le scelte: le opere tridimensionali sono più difficili da presentare, le installazioni praticamente impossibili. Per gli artisti con forte domanda il fatto di aver presentato lavori appena usciti dallo studio ha suscitato molto interesse. C'è chi continua a spendere tanto e cerca artisti specifici, lavori di qualità e non vuole vedere fondi di magazzino. Ma c'è anche chi vuole spendere meno e punta sugli artisti emergenti”.

Il bilancio di Frieze
Se è vero che nessuna piattaforma, per quanto fatta bene, possa sostituire la presenza fisica, è anche vero che quando l'opera ha le caratteristiche giuste, cioè è interessante, importante, una provenienza certa e possiede un significato storico, si riescono a vendere online anche i mezzi espressivi più difficili. Per esempio, la galleria londinese Richard Saltoun ha presentato un progetto legato al tessuto in occasione del cinquantenario dalla mostra al MoMA “Wall Hangings”. “Nonostante fossimo titubanti, avendo sentito pareri diversi dai colleghi sull'esperienza online, abbiamo avuto una risposta positiva da collezionisti e istituzioni” ha dichiarato Niamh Coghlan, direttore della galleria. “Abbiamo venduto opere di Olga de Amaral, Jagoda Buic, Bice Lazzari e Gustavo Peréz Monzón”. Un altro aspetto che le gallerie hanno apprezzato sono i dati raccolti sulle abitudini dei visitatori. La fiera, infatti, fornisce alle gallerie partecipanti informazioni su quanti utenti hanno visitato il loro stand virtuale, per quanto tempo e quanto si sono soffermati su ciascuna opera (ma non le generalità del visitatore, ovviamente). “Frieze Viewing Room è stata molto efficace per noi” così la gallerista londinese Maureen Paley . “Siamo entrati in contatto con collezionisti già noti, ma anche con alcuni che non conoscevamo. Inoltre, le analisi fornite dalla piattaforma sono una risorsa inestimabile sia adesso che nel futuro”. La galleria ha venduto diverse opere di Wolfgang Tillmans, tra cui “paper drop (light) a” (2019, ed. 1+1 ap) a 100mila dollari, oltre ad altre opere di Paul P., Kaye Donachie, Anne Hardy e Esther Pearl Watson.

Le gallerie italiane
“Il lockdown aveva paralizzato il mercato” afferma la gallerista milanese Raffaella Cortese , “la ripresa è lenta, ma registriamo dei segnali positivi. Specialmente durante i giorni della preview, c'è stato un buon interesse e alcune vendite tra 7mila e 42mila euro. A fronte di questi risultati ci stiamo ponendo delle domande sulla Viewing Room e sarà interessante continuare ad analizzare in futuro le potenzialità di questo strumento. Le relazioni umane restano però insostituibili, così come il rapporto diretto con l'opera e l'atmosfera effervescente della fiera”. Per la piattaforma virtuale la galleria ha presentato un progetto nato dall'incontro personale fra Silvia Bächli e Luisa Lambri, dedicato alla relazione tra medium e gesto, luce e spazio, natura e architettura (i disegni di Bächli avevano un price range tra 6.800 e 22.000 euro, le fotografie di Luisa Lambri tra 3.500 e 13.500 dollari). Il dialogo a due voci è stato ampliato alle opere di altri artisti della galleria.
Simili osservazioni anche da parte di Fabrizio Padovani e Alessandro Pasotti della galleria bolognese P420 , che pure hanno registrato alcune transazioni con clienti che già conoscevano. “Noi siamo sempre stati abbastanza scettici su questo approccio” affermano i galleristi, “ma viste le condizioni che non permettono una diversa fruizione dell'arte e visto che siamo in una fase iniziale di utilizzo di queste piattaforme, si spera e si immagina che possano riservare delle potenzialità ancora da esplorare. La sfida di queste piattaforme sarà di essere sempre più allettanti e accattivanti in modo da accogliere il visitatore e offrire ognuna la sua peculiarità. Intanto i collezionisti hanno molto apprezzato la trasparenza e schiettezza del prezzo visibile”.
Chi utilizza il web da tempo è la galleria romana T293 , che ha venduto tutte le opere presentate del giovane americano Trey Abdella, un artista che ha iniziato a collaborare con la galleria l'anno scorso e ha già un'altissima richiesta. Tra le italiane anche SpazioA di Pistoia, che ha partecipato a Frieze per la prima volta e ha presentato nuove opere di Giulia Cenci, in dialogo con le sculture di Esther Kläs, con i dipinti di Luca Bertolo e Santi Alleruzzo.

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