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Mondiali di calcio, i giocatori dell’Iran non cantano l’inno per protesta

I capitani di Inghilterra, Galles, Belgio, Danimarca, Germania, Olanda e Svizzera non indosseranno la fascia per la causa Lgbt+

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3' di lettura

I giocatori iraniani non cantano l’inno nazionale, prima della partita contro l’Inghilterra ai Mondiali, e il pubblico dei loro tifosi li fischia e li insulta. Ma c’e’ anche una parte del pubblico che manifesta in senso contrario: nel settore dove si trovano i tifosi dell’Iran, compresi quelli che hanno fischiato i calciatori che hanno cantato l’inno, ce ne sono altri, sia uomini che donne, i quali mostrano cartelli con i colori della bandiera nazionale e le scritte “Freedom for Iran” e “Woman Life Freedom”.

Ieri, il difensore Ehsan Hajsafi aveva dichiarato in conferenza stampa che la nazionale iraniana in questo mondiale rappresenterà “la voce del suo popolo”. In Iran è in corso da oltre 2 mesi una drammatica protesta contro il regime, esacerbata dalla morte della 22enne manifestante Mahsa Amini, dopo il suo arresto per mancato rispetto delle regole islamiche per indossare il velo. Da quel giorno, il 16 settembre scorso, sono stati 378 i morti nelle strade secondo l’Ong Iran Human Rights, con sede in Norvegia, oltre 15mila gli arrestati.

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«Questi ragazzi vogliono giocare a calcio, non fategli lezioni o finte morali»: il ct dell’Iran, il portoghese Carlos Queiroz, scende in campo a difesa dei suoi giocatori. «Chi non vuole supportare questi ragazzi, dovrebbe restare a casa», ha aggiunto Queiroz. «Abbiamo le nostre opinioni e le esprimiamo quando pensiamo sia giusto - la conclusione - Questi ragazzi vogliono giocare per il loro popolo. Ma sono ragazzi, e questa atmosfera pesa».

Cartellino giallo Fifa, le nazionali tolgono la fascia One Love

Stop alla fascia di capitano col cuore arcobaleno e la scritta «One Love»: dall’Inghilterra all’Olanda, le nazionali che avevano annunciato la scelta per i loro capitani fanno marcia indietro dopo la comunicazione Fifa: i giocatori rischiano l’ammonizione. «Siamo a favore dei diritti Lgbt - sostiene una nota Fifa - e sosteniamo la campagna One Love. Ma i capitani da regolamento devono vestire la fascia fornita dalla Fifa: la decisione è anticipare al primo turno la campagna No Discrimination prevista per i quarti. La decisione Fifa è senza precedentei, siamo delusi», recita la nota congiunta della federazioni che hanno rinunciato.

Le sette squadre che hanno rinunciato - a poche ore da Inghilterra-Iran - sono state l’Inghilterra stessa, il Galles, il Belgio, la Danimarca, la Germania, l’Olanda e la Svizzera. La Francia aveva annunciato la sua decisione di rinunciare alla fascia arcobaleno prima di arrivare in Qatar. «Siamo profondamente frustrati dalla decisione della Fifa, che ritieniamo senza precedenti». È il duro passaggio del comunicato congiunto, diffuso dalla Football Association, delle nazionali che hanno rinunciato a vestire la fascia di capitano con la scritta “One Love. Avevamo informato a settembre la Fifa del nostro desiderio di usare la fascia per supportare l’inclusione nel calcio. Non abbiamo avuto risposta. I nostri giocatori e i nostri tecnici sono delusi: eravamo pronti a pagare le multe, ma la Fifa ha avvisato con grande chiarezza del rischio di sanzioni sportive, alle quali non possiamo esporre i nostri capitani».

Fifa: sosteniamo la causa ma regole chiare

«La Fifa è un’organizzazione inclusiva e sostiene tutte le cause legittime, come One Love, ma nel quadro delle regole della competizione che sono note a tutti». Così la Fifa, in una nota, chiarisce la sua posizione. «Il calcio si unisce dietro l’appello NoDiscrimination, esteso a tutte le partite, dopo esser stata inizialmente prevista dai quarti, così che i capitani di tutte le 32 squadre possano portare il messagio sulla fascia». La Fifa ricorda poi che in base al suo regolamento, «nelle competizioni finali il capitano di ciascuna squadra deve indossare la fascia» da lei fornita.

L’Inghilterra s’inginocchia per il Black Lives Matter

Quella contro le discriminazioni di genere non è l’unica causa che al mondiale qatariota va al centro della scena. Tutti i giocatori dell’Inghilterra impegnata contro l’Iran si sono inginocchiati prima dell’inizio della partita del gruppo B dei Mondiali, come aveva annunciato ieri il ct Gareth Southgate. Il gesto, nato in segno di solidarietà verso il movimento «Black Lives Matter», vuole essere , come ha spiegato Southgate, «un gesto, diretto soprattutto ai giovani, contro ogni tipo di discriminazione». Intanto il capitano, Harry Kane, indossa la fascia con la scritta «No Discrimination» invece che la prevista «OneLove».

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