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FIGC, Gravina approva Abete: "Conosce pregi e difetti del mondo calcio"

a cura di Datasport

2' di lettura

Gabriele Gravina si schiera a favore di Giancarlo Abete e replica alle critiche mosse dal numero uno del CONI Giovanni Malagò alla candidatura dell'ex presidente FIGC dal 2007 al 2014. Il presidente della Lega Pro è intervenuto ai microfoni di RMC Sport nel corso della trasmissione "Il Var dello Sport" per ribadire la sua posizione in un momento cruciale per l'intero calcio italiano. "Mi dispiace aver letto le parole del presidente del CONI, noi non siamo dei ribelli che protestano nei confronti il Padrone del calcio-Malagò - spiega Gravina -. Noi semplicemente lavoriamo per riformare e abbiamo messo in piedi idee rivoluzionarie". Il numero uno della Lega Pro approva in toto la candidatura di Giancarlo Abete: "Il 29 gennaio abbiamo commesso degli errori, mostrando la nostra incapacità di non riuscire ad aggregarci ad un unico nome, io per primo dissi no - prosegue Gravina -. Ora su Abete abbiamo raggiunto un accordo proprio perché Giancarlo rappresenta una garanzia, poiché conosce pregi e difetti del mondo calcio".  Gabriele Gravina ha detto la sua anche sull'istituzione delle seconde squadre in Lega Pro dalla prossima stagione: "Ho chiesto di posticiparne l'entrata al campionato 2019-2020, ma restiamo alla finestra. All'inizio abbiamo previsto un criterio secondo il quale, se dovesse accedere alla Lega Pro una sola squadra, dovrebbe essere quella con il miglior piazzamento in campionato - continua Gravina -. Ad oggi sarebbe la seconda squadra della Juventus, ma dobbiamo rivedere qualcosa perché sarebbe ingiusto tenere fuori club che hanno vivai importanti come l'Atalanta oppure la Fiorentina e la Roma. Entro lunedì faremo uscire un comunicato in cui spiegheremo il bando e tutti i paletti richiesti". Gravina ha commentato anche la complicatissima stagione di Lega Pro, afflitta da una serie preoccupante di penalizzazioni: "Non me lo aspettavo, ce ne sono state troppe in questo campionato. Del resto i nostri club rispecchiano la difficile situazione economica che sta vivendo il nostro Paese - conclude il numero uno della Lega Pro -. Sono preoccupato come presidente. Guardando anche i bilanci delle squadre di A e di B c'è poco da stare sereni".

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