a 80 giorni dal flop mondiali

Figc, vincono le schede bianche. Porte aperte al commissario

di Marco Bellinazzo


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Cosimo Sibilia (al centro), Damiano Tommasi (a destra) e il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis (Ansa)

2' di lettura

A circa 80 giorni dalla mancata qualificazione ai mondiali russi, il calcio italiano non dà segnali di rinascita e coesione. Dopo quattro turni di voto l'assemblea della Federcalcio a Fiumicino non è riuscita ad eleggere il nuovo presidente. La fumata nera al ballottaggio tra Sibilia e Gravina, con le schede bianche di Calciatori e Dilettanti apre le porte al commissariamento del Coni, che dovrebbe essere sancito durante la riunione della Giunta esecutiva, convocata per giovedì alle 15. Un'opzione sollecitata dal presidente Giovanni Malagò già all'indomani di Italia-Svezia e delle dimissioni di Carlo Tavecchio, ma respinta al mittente dal mondo del pallone. Oggi torna di stretta attualità certificando un fallimento anche istituzionale.

Al ballottaggio conclusivo vincono le schede bianche con il 59.09%. Nessuno dei due candidati ha raggiunto la maggioranza assoluta: Cosimo Sibilia, che aveva chiesto alla sua Lnd di votare scheda bianca, ottiene al quarto scrutinio l'1.85%, mentre Gabriele Gravina, il presidente della Lega Pro, il 39.06% (con il voto degli Allenatori, pari al 10% della sua componente che vale il 17% e di gran parte della Serie A e B). Tra i due è stato un testa a testa per tutta la giornata, mentre il presidente dell'Aic Damiano Tommasi ha giocato il ruolo di terzo incomodo, senza riuscire a far convergere il suo 20% dei voti su uno degli altri due candidati. Dopo tre fumate nere, al ballottaggio tra i due più votati, occorreva il 50% più uno dei voti validamente espressi.

«Non stiamo a parlare di proposte di accordo, che definisco volgare: non potevo accettare la presidenza, a dispetto di un progetto, di una squadra, di un pacchetto di voti che va oltre la Lega Pro», ha detto Gabriele Gravina, dopo il passaggio a vuoto dell'assemblea Figc. «Non è la sconfitta del calcio italiano, ma la certificazione della sconfitta di una classe dirigente».

«Abbiamo fatto tutti i tentativi per fare un accordo per avere una larga condivisione, era un accordo con Gravina presidente. Evidentemente all'interno hanno avuto problemi, ma questo sta a significare quanto noi siamo stati responsabili», ha commentato il presidente della Lega nazionale dilettanti, Cosimo Sibilia.

«Il commissariamento è sarebbe una sconfitta per tutti». Così il presidente del Torino, Urbano Cairo. «Il commissariamento significa rinunciare a trovare una soluzione condivisa per far ripartire il calcio. Avere una persona esterna mi sembra una cosa negativa che non mi piace». Per il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis «è stata una perdita di tempo e una rottura, come avevo previsto. Lo sapevo che finiva così. Il calcio va ricostruito dalle fondamenta».

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