emergenza coronavirus

Figli a casa, è boom di iscrizioni alle principali piattaforme online di reclutamento baby sitter

In queste ore è stato registrato un incremento del 50% di iscritti che si offrono di lavorare come baby sitter e un aumento del 20% di genitori registrati

di An.Ga.

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In queste ore è stato registrato un incremento del 50% di iscritti che si offrono di lavorare come baby sitter e un aumento del 20% di genitori registrati


3' di lettura

Dopo la sospensione delle scuole e l’annuncio dell’ipotesi dell’istituzione da parte del governo di un “voucher baby sitter” è boom di iscrizioni sul sito 'Sitly', la piattaforma online di ricerca baby sitter con 700mila persone già registrate, che mette in rete famiglie e lavoratori per favorire colloqui e selezioni - che avvengono poi privatamente tra le parti - per contratti su questo tipo di mansione. In queste ore è stato registrato un incremento del 50% di iscritti che si offrono di lavorare come baby sitter e un aumento del 20% di genitori registrati.

Boom su tutte le piattaforme
Ma il fenomeno sembra riguardare tutte le principali piattaforme. Un dato interessante arriva da Padova. Sui siti di annunci come Sitly o Yoopies o Kijiji, oppure su piattaforme più specializzate come Toptata, dove si può restringere la ricerca al proprio quartiere, in questi giorni c'è un traffico perfino superiore a quello di fine estate e di metà settembre, periodi tradizionalmente più critici per chi cerca assistenza in famiglia.

Nuove opportunità lavorative
Jules Van Bruggen, fondatore di Sitly dichiara: «Sebbene la situazione attuale porti naturalmente a evitare contatti con persone esterne alla propria famiglia, stiamo notando un forte movimento sul nostro sito». E ancora: «Lato baby sitter è notevole l’aumento delle persone che si stanno iscrivendo, probabilmente cogliendo la nuova opportunità lavorativa. Ci stiamo preparando a lanciare un messaggio, da parte nostra come piattaforma, che inviti le baby sitter a collaborare il più possibile con le famiglie a livello economico, visto il momento di difficoltà».

Alla ricerca di persone fidate
«È chiaro che i nonni rappresentano la prima scelta da parte dei genitori che, con le scuole chiuse, non sanno a chi altri affidarsi per la cura dei figli durante il loro orario di lavoro - spiegano alcuni operatori di 'Sitly' - . Ma stiamo registrando in queste ore numeri significativi per quanto riguarda le baby-sitter: gli iscritti sono stati migliaia in più in poche ore e centinaia le famiglie. È chiaro che queste ultime spesso cercano soprattutto persone fidate che già conoscono, ma nonostante tutto il dato ci dice che si è aperti anche a nuovi colloqui e di questo non abbiamo conteggio».

L’identikit degli iscritti
Dalle registrazioni dei lavoratori che si iscrivono al sito 'Sitly', è possibile tracciare un profilo dei baby sitter 'sul mercato'. Secondo i form compilati sulla piattaforma, il 37% degli iscritti sono studenti e il 36% disoccupati. Il 47% ha tra i 20 e i 30 anni, il 17% tra i 16 e i 20 anni, il 13% tra i 30 e i 40 mentre il 12% ha tra i 50 e i 16 anni.

Toscana rimborsa baby sitter
Intanto c’è chi in attesa di decisioni da parte del governo, si muove in autonomia. Come la Regione Toscana. La giunta ha deciso di «rimborsare al personale dipendente e convenzionato delle aziende sanitarie la spesa della o del baby sitter per l’orario scolastico del figlio» ha comunicato il presidente Enrico Rossi, in un post su Facebook. Il provvedimento è stato sollecitato dall’Ordine delle professioni infermieristiche della Toscana, sottolineando che la categoria degli infermieri in particolare è rappresentata per il 75 per cento da donne.

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