Audizione alla Camera

Figliuolo: «Obiettivo vaccinare entro settembre l’80% degli italiani. Le regioni intercettino i vulnerabili poco avvezzi all’informatica»

Per la ripartenza del Paese «non dobbiamo sprecare niente in termini di risorse, uomini, tempo e mezzi»

di N.Co.

Coronavirus, Rt nazionale in calo a 0.68: Molise a 0.45, Bolzano a 0.99

3' di lettura

«L’obiettivo è vaccinare l’80% degli Italiani entro settembre». I vaccinabili, secondo i calcoli basati su dati Istat 2021, sono in totale 53,4 milioni di cittadini. Si tratta di tutti gli over 12 vaccinabili, visto che è stata aggiunta la platea dei 12-15enni, inizialmente esclusa dalla campagna vaccinale per motivi sanitari. Il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario all’emergenza Covid-19, ha fatto il punto sulla campagna vaccinale nel corso dell’audizione sul decreto Sostegni bis nel giorno in cui quattro regioni entrano in zona bianca (dopo Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna, tornano bianche Abruzzo, Umbria, Liguria Veneto) e il coprifuoco slitta a mezzanotte in zona gialla.

Possibile la terza dose: a breve pianificazione dei richiami

Dinanzi alla commissione Bilancio della Camera dei deputati, considerati gli attuali scenari della pandemia, il commissario ha detto che «potrebbe essere prevista la necessità di almeno una ulteriore dose vaccinale di richiamo». Si deve passare, «gradualmente nei prossimi mesi», ha detto Figliuolo, dalla gestione commissariale dell’emergenza a una gestione ordinaria «delle attività sanitarie da parte delle amministrazioni centrali e locali competenti». A oggi, ha ricordato Figliuolo, «non c’è una dichiarazione del tempo di durata della copertura del vaccino. Secondo gli scienziati si aggira a un anno. E a breve faremo una programmazione per il 2022», per pianificare i richiami.

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Intercettare i vulnerabili

Serve grande attenzione per le persone fragili. Le regioni, ha detto il commissario, «intercettino vulnerabili poco avvezzi ad uso informatico». Il punto di svolta della campagna vaccinale, ha spiegato Figliuolo, «è stato la priorità ad anziani e fragili». Il generale ha sottolineato come l’indicazione data sulle persone più a rischio abbia permesso di alleggerire la pressione sugli ospedali. Ora è necessario insistere sull’immunizzazione delle categorie più fragili e degli over 80. Figliulo ha poi definito il “punto di svolta” della campagna vaccinale proprio l’aver accelerato sulle dosi a queste categorie: è «ciò che ha permesso il repentino calo di ricoveri e morti».

Passare dagli hub a vaccinazioni più capillari

Il commissario ha sottolineato che alla campagna vaccinale serve «un graduale, ma necessario passaggio da vaccinazioni effettuate in maniera centralizzata presso gli hub a un sistema di “vaccinazioni delocalizzate”, molto più capillare e prossimo ai cittadini». Il commissario ha ricordato come siano richieste «procedure flessibili di vaccinazione per consentire migliore tempistica».

Non sprecare risorse

Figliuolo ha sottolineato che il compito della struttura è quello di «tutelare la salute e la vita dei nostri concittadini, ristabilendo le condizioni per favorire la ripartenza del paese». Per farlo «non dobbiamo sprecare niente in termini di risorse, uomini, tempo e mezzi. L’Italia ha tutto, bisogna solo saperlo mettere insieme e in maniera coordinata».

Accordi preliminari per 54,7 milioni di dosi

Nel corso dell’audizione il commissario ha ricordato che «al termine del primo trimestre del 2021, abbiamo ricevuto 14,18 milioni di dosi. Pfizer e Moderna hanno fornito quantitativi sostanzialmente in linea con la programmazione (8,75 milioni per Pfizer e 1,33 milioni per Moderna), mentre Vaxzevria (ex Astra Zeneca), è risultata deficitaria di 1,24 milioni di dosi (4,11 milioni anziché 5,35 milioni)». Figliuolo ha riferito che il previsionale del secondo trimestre in base agli accordi preliminari di acquisto, prevede 54,7 milioni di dosi complessive delle tre aziende fornitrici principali, unitamente a Johnson&Johnson, le cui somministrazioni sono iniziate dopo la metà di aprile. A oggi, nel periodo aprile-maggio, sono state consegnate: Pfizer: circa 19 milioni di dosi; Moderna: circa 2,5 milioni; Vaxzevria: circa 5,2 milioni ; Johnson&Johnson: circa 1,6 milioni per complessive 28,3 milioni di dosi». Il commissario ha concluso dicendo che «va da sé che la progressione del piano nei tempi previsti, o più rapidi, non possa prescindere dalla consegna delle dosi necessarie, con distribuzione omogenea nel tempo, per garantire un regime di somministrazioni costante».

Alle regioni i target settimanali: 550mila in quella in corso

Il commissario ha rilevato quanto sia importante «la pianificazione, che è alla base della sostenibilità della campagna vaccinale. Infatti, è solo attraverso il corretto equilibrio tra la progressività dell'incremento delle potenzialità di somministrazione e della disponibilità di dosi che gli obiettivi prefissati in termini di inoculazioni giornaliere possono essere ottenuti». E ha spiegato che la continua attività di pianificazione svolta dalla Struttura commissariale viene resa nota alle regioni attraverso la comunicazione dei valori target da conseguire ogni settimana: «Questa settimana il valore medio è 550mila vaccinazioni», ha precisato Figliuolo.

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