londra, Crydon

Fila davanti al pop-up shop di Banksy, in attesa degli acquisti

Le opere verranno vendute tra due settimane su un sito creato ad hoc, prezzi a partire da 10 £. L’azione artistica per difendersi contro il tentativo di una società commerciale di appropriarsi del marchio Banksy

di Giuditta Giardini e Marilena Pirrelli


A Londra ha aperto il negozio-installazione di Banksy

4' di lettura

Con 11 milioni di euro in 13 minuti per il parlamento di scimmie del 2009 di Banksy, «Devolved Parliament», all'asta serale di arte contemporanea di Sotheby's durante Frieze , Banksy realizza il suo record personale e scrive dopo qualche ora su un post su Instagram una riflessione di denuncia dello scomparso critico d’arte Robert Hughes sugli alti prezzi delle opere in asta sottoscrivendola con un ironico commento: «Record price for a Banksy painting set at auction tonight. Shame I didn't still own it» (Prezzo record per un dipinto di Banksy messo all'asta stasera. Peccato che non lo possedessi ancora).

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Martedì 1 ottobre, due giorni prima dell'attesissima asta da Sotheby's del 3 ottobre, una sua installazione è apparsa a Crydon a Sud di Londra con la scritta «The homewares store from Banksy. Crydon, for two weeks only» si tratterebbe di un pop-up shop , un negozio temporaneo, che nasce e muore rapidamente, soluzione molto in voga oggi quando tutto corre. Questa idea probabilmente si allaccia all'essenza effimera della street art e urban art degli anni '90, fatta per dissolversi tra lo smog urbano. Il pop-up shop è stato battezzato dall'artista “Gross Domestic Product ™” (con enfasi sul (TM) ) e, infatti, dalle grandi vetrine aggettanti si vedono arredi domestici tra il kitsch e oggetti provocatori. Ai muri, incorniciate, sono appese le opere di Banksy, tra le quali sono riconoscibili tele con «Season's Greetings», il bambino intento a mangiare le ceneri di un incendio che cadono dal cielo come neve, una giacca antiproiettile forata da proiettili indossata sul palco del festival di Glastonbury quest'anno dal rapper britannico Stormzy, il mazzo di fiori, dettaglio del suo contestatore palestinese, due cuscini ricamati con: «Life's is too short to take advice from a gushion», una culla circondata da telecamere al posto delle classiche giostrine, elmetti antisommossa della polizia instoriati dagli specchietti presenti sulle sfere da discoteca, animali impagliati, strozzati o soffocati dalla plastica. e molti altri “oggetti domestici-opera d’arte” divertenti.

Per ora tanti i curiosi che scattano foto davanti alle vetrine che restano chiuse: secondo quanto riporta France Press, l'installazione sarà visibile per quindici giorni, poi partirà la vendita online su grossdomesticproduct.com , in un volantino trovato in zona è anticipato che i prezzi partiranno da 10 £ (circa 12 $) e la disponibilità sarà limitata. I proventi del negozio di Banksy finanzieranno una buona causa: una nave di migranti.

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A Londra ha aperto il negozio-installazione di Banksy

Le fake e il brand. E assieme all'inaugurazione del temporary store arriva la notizia dell'apertura di uno shop online in cui gli stessi prodotti venduti in negozio verranno commercializzati per poche decine di pound. Questa mossa, in realtà ha poco di poetico denuncia Banksy in un comunicato, nasce infatti come strategia difensiva in un'azione legale in corso intentata da una compagnia inglese di biglietti d'auguri ai danni dell'artista. La compagnia, che resta anonima, starebbe cercando di impossessarsi del “marchio” Banksy per commercializzare i suoi prodotti di cartoleria riprendendo l’opera «Season's greetings» apparsa su un muro Port Talbot, in Galles, lo scorso Natale.

Secondo l'artista starebbero cercando di sfruttare il marchio “Banksy” per vendere i loro prodotti, sicuri del fatto che Banksy non avrebbe mai venduto oggettistica, né sarebbe comparso in udienza. Ancora una volta la contro mossa artistica di Banksy che stupisce mettendo in vendita “prodotti provocatori” che si inseriscono in classi merceologiche affini a quelle dei prodotti della compagnia (attrice della causa) e che quindi impediscono l'uso del marchio nel settore dell'oggettistica e cartoleria onde evitare concorrenza sleale e violazione del marchio altrui. La recente disputa legale si gioca sua una legge inglese che consente se un brand non viene usato per fini commerciali a lungo, senza venderli direttamente, di usare quel marchio. È stata l'ultima goccia: «Banksy è stato costretto a entrare nel mercato del merchandising” ha dichiarato ad Artnet News l'avvocato dell'artista Mark Stephens. “Le categorie dei marchi europei sono diventate la sua musa ispiratrice: è una ridicola azione giudiziaria trasformata in arte da un genio creativo! Banksy è uno degli artisti più derubati del mondo” prosegue Stephens. “Vediamo tante cose fuori registro rispetto alle sue opere originali. L'integrità del lavoro viene rubata, calpestata e utilizzata per fini commerciali “. Tuttavia, l'artista non ha cambiato la sua posizione sul copyright: Stephens sottolinea: “È abbastanza felice che il suo lavoro venga utilizzato per l'attivismo e il divertimento artistico. Ma i grandi gruppi aziendali interessati a realizzare un profitto corrompono l'arte e gli sottraggono i suoi significati reali”.

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Tra gli oggetti di punta in vendita nel temporary shop un camion giocattolo pieno di bambole di legno di migranti, tappeti di benvenuto cuciti da giubbotti di salvataggio usati dai rifugiati che attraversano il Mediterraneo e cuciti da donne dei campi di accoglienza greci. “Questa è una gamma di prodotti che potrebbe essere concepita ed eseguita solo da Banksy”, conclude Stephens. Il fatto che molti degli articoli riferiscano alla crisi dei migranti non è un caso. “Il ricavato di questi prodotti sarà destinato all'acquisto di una nuova nave di salvataggio per migranti in sostituzione di quella confiscata dalle autorità italiane” ha scritto Banksy in una nota riferendosi alla nave spagnola Open Arms , sequestrata dalle autorità italiane lo scorso anno. “Quindi potresti commettere un reato acquistandoli! - ha ironizzato - quando tra due settimane chiuderà il negozio e gli oggetti saranno disponibili online. Molte delle sue opere sui muri vengo tagliate e sottratte alla pubblica fruizione, Banksy oramai le realizza in strada in pochi minuti il “tempo di risposta della polizia” alle sue incursioni artistiche. «Le tele realizzate in studio erano statiche e anche se questi furfanti sono un po' fastidiosi, ho scelto di cogliere gli aspetti positivi: mi hanno insegnato a dipingere più velocemente, in modo più ruvido rispetto a quanto facevo in studio, e questo mi ha reso un artista migliore” ha dichiarato.

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