Agroalimentare

Fileni, le vendite trainate dall’e-commerce

di Celestina Dominelli

2' di lettura

Il cambio di passo è arrivato nel 2015 quando Fileni, leader nel mercato delle carni bianche biologiche, ha creato una divisione con professionalità specifiche incaricate di ideare un progetto che consentisse di consolidarsi al di là dei confini nazionali con i prodotti di punta dell’azienda fondata 50 anni fa da Giovanni Fileni a Cingoli, nel maceratese.

Da allora la società, che vanta un fatturato di filiera da 452 milioni, 1834 dipendenti, circa 300 allevamenti, e che, dal 2000, ha acquisito la certificazione per la produzione biologica, ha iniziato una politica di espansione export verso i mercati europei ed extra-europei, con un giro d’affari sull’estero di 28 milioni nel 2020, in crescita costante di circa il 20% all’anno, anche grazie al supporto di Sace, di cui Fileni è cliente dal 2016.

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«Il 2015 è stato per noi un anno di svolta con la nostra partecipazione all’Expo e la decisione di uscire dall’anonimato - spiega al Sole 24 Ore la vicepresidente del gruppo, Roberta Fileni -. Siamo cresciuti creando una grande partnership con gli operatori della moderna distribuzione e siamo diventati azienda leader per la produzione del brand privato dei nostri clienti, da Coop a Conad, a Carrefour, e di altre grandi imprese come Plasmon, Autogrill e Ikea. Il livello alto di clienti importanti ci ha quindi sempre costretti ad alzare l’asticella della qualità, dell’attenzione e della sicurezza e nel 2015 abbiamo deciso di promuovere anche il brand della nostra azienda, Fileni».

Così la società ha fatto un altro scatto in avanti conquistando nuovi mercati oltreconfine e confermando la sua solidità anche nel pieno della crisi da Covid-19. «L’emergenza sanitaria - prosegue - ci ha costretti a modificare tanti aspetti sul fronte aziendale, a cominciare dalla tutela dei nostri lavoratori, molti dei quali ora in smart working. C’è grande attenzione su questo versante e abbiamo attivato un’app e un sito Internet in cui ci scambiamo informazioni, messaggi e raccomandazioni. Dal punto di vista esterno, poi, seguire il consumatore in tutti questi cambiamenti repentini per un’azienda dalla filiera lunga come la nostra, è faticoso perché tutto ciò genera eccedenze e cambia il mix di produzione, ma ci sentiamo privilegiati malgrado i tanti sforzi».

Insomma, il gruppo ha saputo gestire le conseguenze della pandemia e, anche se le vendite sul canale del food service, impattate dal Covid-19, hanno segnato un calo importante, Fileni è riuscita a recuperare la contrazione con la grande distribuzione e con l’export, puntando molto sull’e-commerce. «Era un tassello marginale per noi - conclude la vicepresidente - ma abbiamo iniziato a costruire forti relazioni con i nostri clienti e ora siamo presenti nei canali e-commerce di Esselunga, Coop e Amazon. Inoltre, negli ultimi mesi del 2020, abbiamo realizzato un test sul nostro sito predisponendo la possibilità di prenotare online alcuni dei nostri prodotti per poi ritirarli direttamente in macelleria. E i risultati registrati da questo canale sono molto positivi».

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