Non solo bisturi

Fili 2.0 e ultrasuoni: nuovi trattamenti estetici più duraturi e meno invasivi

Cinque milioni di italiani, negli ultimi 18 mesi, si sono rivolti a un chirurgo o a un medico estetico per migliorare l'aspetto del proprio viso e del collo.

di Mariella Boerci

“Linea” (2021), serie “Atman”, di Diego Dominici. La prossima esposizione dell'artista si terrà in occasione di Bergamo Arte Fiera, in programma dal 14 al 16 gennaio 2022. Courtesy AD GALLERY Firenze.

5' di lettura

Sotto la mascherina, i fili riassorbibili. Sopra, la tossina botulinica. Per conquistare la Glowy Face post lockdown, cinque milioni di italiani, negli ultimi diciotto mesi, si sono sdraiati sul lettino del chirurgo plastico o del medico estetico (dati Codacons). Per quanto non ancora ufficiali, i numeri estrapolati dai report più accreditati raccontano che, nei primi sei mesi del 2021, la sola richiesta di ritocchi al viso ha registrato un aumento del 45 per cento rispetto al 2020 e del 67 rispetto al 2019. È l'effetto “Zoom & Teams”, come lo ha definito The New York Times, e sta scatenando in tutto il mondo un tale boom di richieste da spiazzare gli stessi operatori del settore. Un'impennata che, con il passare dei mesi, non accenna ad affievolirsi. Anzi: i trattamenti di medicina estetica sono ora nella top list d'autunno di quattro italiani su dieci, desiderosi di riprendere in mano la vita prendendosi cura di sé nei modi più svariati possibili. Vedersi meglio, insomma, anche come reazione al senso di paura e di fragilità innescati dalla pandemia, sta diventando un imperativo sempre più diffuso. Lo dimostrano le liste d'attesa negli studi di molti specialisti e le loro agende sold out.

Ad accendere il focus dell'attenzione sul viso è stata sicuramente la mascherina: sul terzo superiore e sullo sguardo quando la legge ne imponeva l'uso ovunque, sul profilo mandibolare quando è stato possibile farne a meno. Almeno in parte. È la ragione principale per cui la richiesta di trattamenti al viso è salita al primo posto. Con i filler iniettabili in pole position, grazie, probabilmente, anche al prezzo contenuto. Lo certificano i numeri: 272mila infiltrazioni di tossina botulinica e 252mila di acido ialuronico nel 2020. Nel frattempo, però, tecniche di ultima generazione particolarmente performanti e affatto invasive, stanno insidiando il primato numerico dei filler in sinergia con apparecchiature e materiali innovativi. Non a caso, viste la maggiore efficacia e, soprattutto, la più lunga durata.

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In questo campo, «fra le innumerevoli proposte, Ultherapy rappresenta sicuramente il gold standard», sostiene il professor Roberto Dell'Avanzato, direttore del dipartimento di medicina estetica e rigenerativa della Casa di cura Madonnina di Milano e responsabile della medicina e chirurgia estetica all'Espace Chenot de L'Albereta (Erbusco). Si tratta ben quattro validazioni dalla severissima F.D.A. americana. Per il professore, «il plus valore del protocollo è la visualizzazione ecografica brevettata che consente agli ultrasuoni di agire con precisione a profondità altrimenti raggiungibili solo con la chirurgia e quindi di rigenerare, levigare e ricompattare i tessuti senza intaccare la pelle». Con un risultato stupefacente, che può essere ulteriormente amplificato in combinazione con la tecnica Endolift  (Natural Face re-building è il nome del trattamento combinato, messo a punto da Dell'Avanzato). «Mentre Endolift agisce con un effetto tightening sulla pelle riducendo, se necessario, anche gli eventuali eccessi di grasso, Ultherapy, che si spinge fino alla fascia muscolare, garantisce un risultato più importante e duraturo nel tempo. In un'unica seduta di 90 minuti, senza controindicazioni e agendo su profondità diverse, si ottiene un lifting naturalissimo della durata di almeno due anni».

Molto richiesto anche il Soft Lift, che sta riscuotendo nuovi entusiasmi grazie a fili di ultima generazione, gli Shaping up, studiati per svolgere quattro azioni: aumentare la produzione di collagene, rivolumizzare, distendere e rimodellare i tessuti. Il trattamento si esegue con un impianto che utilizza da 20 a 60 fili, in base alle esigenze del paziente, e secondo Luca Paolelli, responsabile dell'unità operativa di medicina e chirurgia estetica dell'Istituto clinico San Carlo di Busto Arsizio, «regala un risultato di grande naturalezza, grazie all'azione sulla trama sottodermica». Soft Lift ha la durata di un anno: non richiede anestesia, è rapido, ripetibile e consente di riprendere immediatamente la vita sociale. Non solo le guance, ovviamente: i fili di sospensione sono indicati anche per migliorare la definizione degli zigomi, correggere i cedimenti dell'interno braccia e cosce e per delineare il richiesto Foxy eye, od occhio di volpe, croce e delizia di tutte le donne dai 17 anni in su da quando lo sguardo è diventato il biglietto da visita di ogni incontro, virtuale e non. «Fra i capelli, si inserisce sottocute un impianto di due/tre fili che alzano l'angolo esterno dell'occhio e la linea del sopracciglio producendo nella zona temporale quell'effetto allungato e seducente detto, appunto, occhio di volpe».

La ricerca ha potenziato ultimamente anche il Plasmolifting - PRP (“platelet rich plasma”, “plasma ricco di piastrine”), che è tornato prepotentemente alla ribalta grazie a nuovi kit e che si esegue reiniettando per via intradermica il sangue prelevato dal paziente e centrifugato. Questo trattamento (molto usato soprattutto per i capelli) è considerato una vera terapia biologica in grado di migliorare il tono e il turgore della pelle grazie ai fattori di crescita contenuti nelle piastrine. Non ha purtroppo lunga durata: per mantenere i risultati conseguiti dopo i primi trattamenti a distanza di un mese l'uno dall'altro, occorrono un paio di sedute all'anno.

E il collo, di cui ha scritto anche Nora Ephron, con dolore e senso dell'umorismo (“Ho vergogna del mio collo”)? Non l'abbiamo dimenticato. Per i suoi “anelli”, uno dei trattamenti più efficaci è Endolift, che tramite una sottilissima fibra ottica collegata ad un laser crea una lieve retrazione del derma, ottenendo una sorta di lifting interno e stimolando la produzione di nuovo collagene. L'effetto si manifesta a partire da un mese dopo il trattamento e dura almeno un anno. Ma il trattamento più innovativo è Profhilo Body, presentato recentemente da Dell'Avanzato, un nuovo tipo di acido ialuronico (non un filler!) ad alto e basso peso molecolare che rimodella la pelle e ne cura la lassità, nato direttamente dal successo ottenuto dal prodotto per il volto. Mediante 10 piccole iniezioni, Profhilo si diffonde all'interno del tessuto e in quattro settimane stimola quattro diversi tipi di collagene ed elastina. Il massimo del risultato è visibile dopo otto settimane e dura circa 6-12 mesi.

Anche per le labbra l'ultima alternativa ai soliti filler è Permalip, una piccola protesi rimovibile, composta da un elastomero liscio in silicone e disponibile in tre volumi e tre differenti lunghezze. Viene inserita attraverso due taglietti di circa mezzo centimetro, posti all'interno delle labbra quindi non visibili, in anestesia locale, e oltre a ridurre in modo significativo (80 per cento) il cosiddetto codice a barre, regala labbra dall'effetto molto naturale.

L'offerta, insomma, è molteplice, resta l'imbarazzo della scelta. E la consapevolezza che il risultato è strettamente legato alla professionalità dello specialista.

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