innovazione

Fili Pari trasforma il marmo in capi casual impermeabili e antivento

Ricerca e tecnologia permettono di rendere la pietra, in arrivo da Valle d’Aosta, Trentino e presto Carrara, fibra tessile per ogni stagione

di Paola Dezza

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Ricerca e tecnologia permettono di rendere la pietra, in arrivo da Valle d’Aosta, Trentino e presto Carrara, fibra tessile per ogni stagione


2' di lettura

Idee, ricerca e tecnologia sono alla base del lavoro della Start Up Fili Pari, che grazie alle due fondatrici Alice Zantedeschi e Francesca Pievani, con l’aiuto del Polihub acceleratore di impresa del Politecnico di Milano, hanno trasformato un materiale come il marmo in fibra tessile. L’azienda si è specializzata in tecnologie all’avanguardia per la valorizzazione delle polveri di marmo per arrivare a progettare nuovi materiali capaci di coniugare stile, innovazione e performance tecniche.

Il progetto fonde quindi ricerca, creatività italiana e rispetto per il territorio. Avviato nel 2017, il percorso ha portato alla nascita della società nel febbraio del 2020 con il nome Fili Pari scelto perché rappresenta l’anagramma di Fripi e Ali, le due fondatrici, tutte e due laureate con laurea magistrale al Politecnico in design per il sistema moda. Ma il nome ricorda anche il filo che della moda è proprio l’emblema.

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La piccola collezione viaggia tutta intorno a un monoprodotto: capi impermeabili leggeri - pesano 200 grammi - da portare in ogni occasione casual. Marm/More è il nome del materiale, che altro non è che un tessuto tecnico ottenuto dalla spalmatura su tessuto della polvere di marmo, materiale quindi impermeabile, traspirante, antivento e resistente all’abrasione.

«Siamo focalizzate su capi spalla e gonne per realizzare collezioni “no season” - raccontano al Sole24 Ore le due socie -. La nostra è una scelta strategica, è la collezione che ruota in base ai materiali. Aggiungiamo un modello o una variante di colore a ogni stagione per ampliare la gamma dell’offerta, ma dipende dai colori dei marmi». La scelta verte su marmi italiani reperibili in alcuni distretti della pietra, a Verona e Bergamo - dove si trova una cava di marmo nero ebano, ma ultimamente anche a Carrara. Tra i marmi utilizzati ci sono anche quello giallo della zona trentina, quello verde della Valle d’Aosta. L’attenzione al territorio passa dalla trasformazione dello scarto in opportunità nel pieno rispetto dell’economia circolare.

A febbraio 2021 sarà lanciata una nuova collezione di capi spalla, dato che in partnership con Limonta (storica azienda tessile italiana, fondata nel 1893 a Costa Masnaga, Lecco) sono stati sviluppati materiali nuovi. «Abbiamo industrializzato il brevetto - dicono le intervistate - e creato selezione di tessuti con colorazione naturali. Abbiamo accoppiato la membrana con lino e nylon riciclato. Pertanto ci sarà una capsule collection dedicata a questo nuovo materiale».

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