I film del fine settimana

«Frozen 2», il ritorno di Elsa e Anna in un’avventura per tutta la famiglia

Nel weekend in sala spazio all'attesissimo seguito del grande successo del 2013. Tra le novità, anche «Un giorno di pioggia a New York» di Woody Allen

di Andrea Chimento


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3' di lettura

Il cinema d'animazione è grande protagonista in sala con «Frozen 2», sequel del fortunatissimo film del 2013 che ottenne un enorme successo ai botteghini di tutto il mondo.

Frozen 2
Si tratta del 58° classico Disney (secondo la numerazione ufficiale) ed è il lungometraggio animato su cui punta la casa di Topolino per svettare al box office nelle prossime settimane.
Dopo gli avvenimenti raccontati nel film precedente, sembra che il regno abbia trovato la pace, ma questa serenità viene presto turbata da una voce che solo Elsa può sentire e che risveglierà in lei misteriosi poteri.
C'è innanzitutto un rilevante cambiamento temporale in questo seguito, dove la città di Arendelle è invasa da colori autunnali, a differenza del gelido inverno in cui era ambientato il film del 2013.

Un passaggio che induce anche a un'interpretazione simbolica dell'evoluzione che i personaggi stanno attraversando, portati a porsi maggiori domande e a ragionare sulla propria identità.
È proprio su questo approfondimento caratteriale che gioca i suoi spunti narrativi migliori un lungometraggio che, sugli altri versanti, risulta prevedibile e scontato, oltre che eccessivamente debitore (seppur, ci fosse da aspettarselo) del successo di sei anni fa.
Se il copione non riserva troppe sorprese e il coinvolgimento latita (anche a causa di canzoni non certo memorabili), tutt'altro discorso è quello relativo a un apparato visivo di primissima fattura, capace di sorprendere grandi e piccini.

La Disney continua ad alzare l'asticella sul versante estetico e alcune sequenze (i protagonisti dispersi nella nebbia, in primis) sono tecnicamente eccellenti.
In fondo può bastare per far sì che la magia del primo film (imperfetto come questo sequel) rimanga immutata, soprattutto per i più piccoli.

Un giorno di pioggia a New York

Un giorno di pioggia a New York
Altrettanto atteso è «Un giorno di pioggia a New York», nuovo film di Woody Allen che arriva finalmente in sala dopo le tante polemiche legate alla vita privata del regista americano.

Protagonisti sono due giovani fidanzati, entrambi di estrazione borghese, che decidono di passare un romantico weekend a New York. Appena arrivano in città, però, i loro piani vengono completamente stravolti.
In molti si aspettavano un dramma sentimentale dal sapore nostalgico, ma in questo film ritroviamo invece i tocchi più brillanti del regista, che dà vita a una commedia leggera e profonda allo stesso tempo.
Il modello sono le commedie della Hollywood classica, ma non c'è malinconia nello sguardo di Allen: il canovaccio può sapere indubbiamente di già visto, ma i dialoghi incisivi e la raffinata messinscena lo rendono un prodotto godibile ed elegante al punto giusto.

Notevole la fotografia di Vittorio Storaro, che torna a lavorare con l'autore americano dopo «Café Society» e «La ruota delle meraviglie».

Una menzione speciale va alla conclusione, tra le migliori girate da Allen negli ultimi anni, e al lavoro del cast, capitanato da Timothée Chalamet e Elle Fanning.

Midway

Midway
Molto meno raffinato è «Midway» di Roland Emmerich, film che racconta la storica battaglia combattuta durante la Seconda Guerra Mondiale tra Stati Uniti e Giappone.

Regista di blockbuster ad alto budget come «Independence Day» e «2012», Emmerich non si discosta dal suo cinema fracassone, fatto di azione ed effetti speciali sempre in primo piano.
Quello a cui si assiste è un bombardamento di immagini e suoni per oltre due ore, tanto che la noia prende presto il sopravvento e il risultato è prolisso e ridondante.

La peggiore retorica hollywoodiana, inoltre, fa spesso capolino, finendo più per infastidire che emozionare.
Molti i volti noti del cast: da Woody Harrelson a Patrick Wilson, passando per Aaron Eckhart, Mandy Moore e tanti altri.

Il Peccato - Il furore di Michelangelo

Il Peccato – Il furore di Michelangelo
Poco riuscito, purtroppo, è anche «Il Peccato – Il furore di Michelangelo», il nuovo lavoro del regista russo Andrey Konchalovsky.
Autore di lungometraggi importanti, come «Storia di Asja Kljacina che amò senza sposarsi» del 1966 o il recente «Paradise», Konchalovsky firma un'opera ambiziosa, incentrata sulla vita di Michelangelo Buonarroti.

Il regista ci propone un punto di vista originale, che mostra i tormenti dello straordinario artista e il suo furore creativo che gli ha procurato non poche sofferenze.
Presentato come evento speciale di chiusura dell'ultima Festa del Cinema di Roma, il film manca di pathos, non riuscendo a emozionare come avrebbe voluto a causa di un ritmo di montaggio inadeguato a un prodotto di questo tipo.

Il grande schermo è inoltre un pessimo amico di questo film che avrebbe forse fatto meglio a passare direttamente in televisione, non riuscendo a sfruttare le potenzialità di una visione in sala. Peccato, perché i presupposti per fare qualcosa di decisamente superiore c'erano tutti.

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