I FILM DEL FINE SETTIMANA

«Judy», il mito di Judy Garland rivive grazie a una grande interpretazione

Nel weekend in sala assoluto protagonista il biopic sulla diva del cinema americano. Tra le novità, anche «Il diritto di opporsi» e «Dolittle»

di Andrea Chimento

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Nel weekend in sala assoluto protagonista il biopic sulla diva del cinema americano. Tra le novità, anche «Il diritto di opporsi» e «Dolittle»


3' di lettura

Una grande interpretazione è l'assoluta protagonista del weekend in sala: Renée Zellweger regala la prova più importante della sua carriera in «Judy», vestendo i panni di una indiscussa diva del ventesimo secolo come Judy Garland.

Dopo aver vinto il Golden Globe come miglior attrice in un film drammatico, Renée Zellweger parte in prima fila anche per la conquista dell'Oscar con questa performance davvero sentita e toccante.

Al centro della storia c'è l'ultimo periodo di vita della famosissima attrice e cantante, diventata una celebrità già durante l'adolescenza per l'immortale ruolo di Dorothy ne «Il mago di Oz» del 1939.

Diretto dal poco conosciuto Rupert Gold, «Judy» è un film piuttosto modesto e didascalico nel suo impianto scenico, che vive totalmente della prova straordinaria della sua protagonista.
Non mancano momenti emozionanti ed eleganti, ma nel complessivo è un biopic standard, illuminato proprio dalla performance sofferta e dolorosa di una Renée Zellweger mai stata così brava.
Da segnalare che, oltre alla candidatura per la miglior attrice protagonista, il film ha anche un'altra nomination agli Oscar per il miglior trucco.

Il diritto di opporsi
Altro atteso lungometraggio americano che esordisce questo weekend nelle nostre sale è «Il diritto di opporsi» di Destin Daniel Cretton.

Prendendo spunto da fatti realmente accaduti, racconta di un giovane avvocato che dovrà difendere un uomo ingiustamente accusato di omicidio.

Opera dal forte impianto civile e decisamente impegnata, «Il diritto di opporsi» è una pellicola sulle ingiustizie legate al razzismo, incentrata su un avvocato afroamericano che, prima di pensare alla carriera, riflette su come poter fare al meglio il suo lavoro, provando a salvare degli innocenti.

Intenti nobili per un prodotto in grado di scuotere e far riflettere, ma allo stesso tempo vittima di una retorica senza dubbio accentuata, con alcune scelte stilistiche decisamente furbe e studiate a tavolino.
Buona prova del cast, capitanato dai due protagonisti Michael B. Jordan e Jamie Foxx.

Villetta con ospiti
Nel weekend, spazio anche al cinema italiano con «Villetta con ospiti» di Ivano De Matteo.

Al centro una famiglia altoborghese in apparenza perfetta, ma i cui componenti nascondono più di un segreto.

Non mancano tensione e sorprese in questo film che funziona a metà, diviso tra una messinscena solida e incisiva e una sceneggiatura che si fa sempre meno verosimile e interessante col passare dei minuti.

Un limite che intacca anche la costruzione dei tanti personaggi in scena, non tutti scritti con la giusta attenzione.

La cura formale, a ogni modo, riesce in buona parte a salvarlo e, alla lontana, può venire in mente come modello per la storia un grande film come «Signore e signori» di Pietro Germi.

Nel cast Marco Giallini, Michela Cescon, Massimiliano Gallo e Vinicio Marchioni.

Dolittle
Infine, una menzione anche per un lungometraggio sostanzialmente indifendibile come «Dolittle» di Stephen Gaghan.

Robert Downey Jr. interpreta il noto personaggio capace di parlare con gli animali, creato dalla penna di Hugh Lofting circa un secolo fa e già portato sul grande schermo da Rex Harrison nel 1967 e da Eddie Murphy nel 1998.

La trama è grossolana e banale, ma il limite maggiore sta in un ritmo che non decolla e in una carenza di idee visive davvero preoccupante.
Nemmeno il carisma di Downey Jr. può alcunché di fronte a un pessimo intrattenimento come questo.

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