I FILM DEL FINE SETTIMANA

Greta Thunberg in «I Am Greta», il documentario sull'attivista

Si può vedere sulle piattaforme il film incentrato su Greta Thunberg diretto da Nathan Grossman. Tra le novità anche «Bronx» di Olivier Marchal

di Andrea Chimento

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«I Am Greta», di Nathan Grossman

Si può vedere sulle piattaforme il film incentrato su Greta Thunberg diretto da Nathan Grossman. Tra le novità anche «Bronx» di Olivier Marchal


2' di lettura

Greta Thunberg raccontata in un film disponibile on-demand: dopo la presentazione alla Mostra di Venezia, si può adesso vedere su diverse piattaforme il documentario firmato da Nathan Grossman, intitolato semplicemente «I Am Greta».
Dalle prime manifestazioni nell'agosto del 2018, il film segue l'evoluzione della protagonista e la crescita esponenziale del movimento dal lei creato.

Il lavoro di Grossman è piuttosto didascalico e retorico in qualche passaggio, soprattutto verso la conclusione, ma ha il pregio di mettere in evidenza tutti i lati della personalità di Greta Thunberg, comprese le debolezze che la fondatrice del movimento Fridays for Future ha sempre cercato di nascondere.Ne risulta un ritratto interessante, capace di dare una panoramica completa delle attività portate avanti dall'attivista svedese, con decisione e senza soggezione nei confronti dei diversi leader mondiali da lei incontrati.

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«I Am Greta», di Nathan Grossman

La conferenza stampa a Venezia

La protagonista aveva commentato in diretta l'uscita del film a Venezia, collegandosi dalla sua scuola durante l'intervallo. Nell'occasione, parlando di sé, ha rivelato di essere una studentessa timida e desiderosa di rispettare le regole e che quindi avrebbe dedicato poco tempo all'intervista per tornare in classe puntuale insieme alle compagne.Aveva però espresso con convinzione quanto sia indispensabile ripartire con slancio con la lotta al Climate Change, purtroppo bloccata dalla crisi dovuta al Covid.

«Bronx» di Olivier Marchal

Bronx

Tra le novità di Netflix c'è invece «Bronx» di Olivier Marchal, regista francese specializzato in polizieschi.Al genere appartiene anche questo suo ultimo lungometraggio, ambientato a Marsiglia e incentrato su un nuovo scontro tra gangster e poliziotti.Fin dalle prime sequenze, si capisce che stiamo assistendo a un prodotto particolarmente violento, che non fa sconti allo spettatore e in cui le sparatorie di sicuro non mancheranno.Le atmosfere sono cupe al punto giusto, ma il ritmo lascia spesso a desiderare e la sensazione di già visto fa spesso capolino tra una scena d'azione e l'altra.Anche i personaggi non sono troppo originali, nonostante la buona prova di un cast in cui è presente anche Jean Reno.La sensazione, quando ci si trova di fronte a un film di Marchal, è che il regista abbia dato il meglio nel 2004 con «36 Quai des Orfèvres» e che da lì in poi si sia troppo seduto sugli allori, senza più voglia di rischiare.

«Bronx» di Olivier Marchal

Il nuovo SpongeBob

Per chi è in cerca di un cinema completamente diverso, sempre su Netflix si segnala «SpongeBob – Amici in fuga», terzo lungometraggio d'animazione con protagonista la simpatica spugna di mare creata da Stephen Hillenburg.La base narrativa è piuttosto semplice, ma il film diverte e regala le classiche situazioni surreali tanto care agli amanti di SpongeBob e dei suoi amici.Inizialmente «SpongeBob – Amici in fuga» fatica un po' a carburare, ma la narrazione si trasforma poi in una sorta di viaggio dai tratti psichedelici capace di intrattenere al meglio e di risultare godibile fino alla fine.Se nei due film precedenti c'erano prima David Hasselhoff e poi Antonio Banderas, ora tocca a Keanu Reeves regalare diverse simpatiche apparizioni in carne e ossa nel corso del film

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