I FILM DEL FINE SETTIMANA

«The Lighthouse», un horror d’altri tempi firmato Robert Eggers

È arrivata direttamente on-demand l'opera seconda del regista del bellissimo «The Witch». Protagonisti Robert Pattinson e Willem Dafoe

di Andrea Chimento

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È arrivata direttamente on-demand l'opera seconda del regista del bellissimo «The Witch». Protagonisti Robert Pattinson e Willem Dafoe


2' di lettura

Tra le tante proposte arrivate direttamente on-demand in queste settimane, particolarmente attesa era «The Lighthouse», opera seconda di Robert Eggers dopo il bellissimo «The Witch», film horror di culto con cui aveva esordito al Sundance Film Festival 2015.

Con un antecedente di questo tipo, le aspettative non potevano che essere altissime, ma purtroppo non sono state ripagate fino in fondo.
Presentato all'interno della Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2019, «The Lighthouse» è ambientato su un'isola del New England alla fine dell'800 e ha come protagonisti due guardiani di un faro, interpretati da Willem Dafoe e Robert Pattinson.
Una location senza dubbio tipica per un classico racconto dalle tonalità dark, accentuate anche dalla scelta di una fotografia in bianco e nero che rende il film una vera e propria visione d'altri tempi.
Eggers, inoltre, ha optato per una pellicola 35mm, che fa viaggiare lo spettatore nel passato: l'esperienza visiva che ci troviamo davanti agli occhi è quindi ricca di suggestioni, grazie a un'estetica dai contorni ipnotici e allucinati.

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Affascinante ma confuso
Il fascino visivo e sonoro non manca, ma oltre a questo c'è ben poco da evidenziare in questa pellicola molto contorta sul versante narrativo, tanto da risultare confusa e inutilmente delirante, soprattutto con l'avanzare dei minuti.

Il regista ha talento e lo dimostra, ma in questo caso sembra essere rimasto vittima dalla sua stessa, eccessiva ambizione: la sensazione è infatti quella di trovarsi davanti a un lungometraggio irrisolto e meno interessante di quanto la sua confezione vorrebbe darci a vedere.
L'esito finale dà vita a un'operazione sicuramente estrema, tanto da dividere critica e pubblico tra entusiasti e detrattori.

Trolls World Tour
Da un film horror particolarmente violento, passiamo sul versante opposto, citando un prodotto d'animazione molto semplice e leggero, pensato soprattutto per i più piccoli: «Trolls World Tour», seguito del film «Trolls» del 2016.

Prodotto dalla DreamWorks Animation, il film è incentrato sulla scoperta di nuove tribù di Troll esistenti, oltre a quella protagonista del lungometraggio precedente. Ognuna di queste, tra l'altro, si esprime con un genere musicale differente.

Pensato unicamente per chi si era già appassionato al primo capitolo, è un film colorato ed esuberante, dal ritmo concitato e ricchissimo di numeri musicali.

Come per il prodotto del 2016, però, il livello è piuttosto basso e, fatta eccezione per i pregi di cui sopra, sono soprattutto i difetti a essere evidenti, tanto in un copione banalissimo e telefonato, quanto in un coinvolgimento emotivo ai minimi termini.

La DreamWorks ci ha abituato a molto di meglio, anche nei vari sequel realizzati in passato (si pensi ad esempio alle saghe di «Shrek» o «Dragon Trainer»): da sottolineare in questo senso che, tra i prossimi prodotti della casa d'animazione, ci sarà proprio il seguito di uno dei loro film migliori, «I Croods», atteso per la fine dell'anno.

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