I FILM DEL FINE SETTIMANA

Emozioni forti con «Onward» della Pixar

Arriva nelle sale il nuovo, commovente lungometraggio della celebre casa d'animazione americana. Tra le novità, anche «Little Joe» di Jessica Hausner e «Siberia» di Abel Ferrara

di Andrea Chimento

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Onward

Arriva nelle sale il nuovo, commovente lungometraggio della celebre casa d'animazione americana. Tra le novità, anche «Little Joe» di Jessica Hausner e «Siberia» di Abel Ferrara


3' di lettura

Il cinema d'animazione è grande protagonista in sala con «Onward», nuovo attesissimo lungometraggio della Pixar Animation, presentato fuori concorso all'ultimo Festival di Berlino.

La trama ruota attorno a due fratelli, orfani di padre, che vivono in un mondo di fantasia molto tecnologico: avranno la possibilità di rivedere il genitore un'ultima volta, a patto di superare diverse prove, credendo fortemente in loro stessi e nei loro poteri magici.Grazie al copione di «Onward» la Pixar torna a riflettere con forza su una delle tematiche più importanti della sua intera produzione: i rapporti interpersonali e familiari.

«Onward» e gli altri film per il fine settimana

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Dan Scalon

La regia di Dan Scalon, che aveva già firmato «Monsters University», è efficace e colloca il film vicino al genere fantasy, tra il racconto di formazione e l'avventura. A colpire, oltre all'apparato visivo, è soprattutto la sceneggiatura, ottima dal punto di vista dei dialoghi, profondi e mai banali, e della scrittura dei personaggi secondari, dalle fatine motocicliste al poliziotto centauro, fidanzato della madre dei due protagonisti.Non mancano i rimandi alle slapstick del cinema muto, da sempre un riferimento significativo per i film della casa che ha dato vita alla saga di «Toy Story»: le gag prettamente fisiche e gestuali strappano più di una risata, in particolare nella prima parte, ma il film cresce ancor più di livello verso la conclusione, diventando sempre più coinvolgente.Nelle sequenze finali, quando la prospettiva viene sovvertita, Scanlon regala un momento di grande cinema ed è difficile trattenere le lacrime: un'altra scena della storia della Pixar dove la commozione prende il sopravvento, come era successo nella celebre sequenza di «Up» che riassume un'intera vita di coppia, nel finale di «Coco» o in quello di «Toy Story 3», senza dimenticare la scomparsa di Bing Bong nel capolavoro «Inside Out».

Little Joe

Altra novità molto attesa è «Little Joe» di Jessica Hausner, presentato in concorso al Festival di Cannes 2019.Protagonista è Alice, una madre single, impiegata in una grande azienda che si dedica alla creazione di piante ibridate, capaci di suscitare particolari reazioni con le loro fragranze: un fiore di sua invenzione, ideato per regalare la felicità, potrebbe però causare una seria reazione allergica, responsabile di cambiare, anche se impercettibilmente, il carattere di chi entra in contatto con il suo profumo.

Jessica Hausner gira con molta cura e propone inquadrature architettate alla perfezione, capaci di rendere, anche dal punto di vista formale, la complessità dei temi che vengono proposti: dalla preoccupazione per la crescita di un figlio adolescente alla maternità, raccontata grazie a forti metafore fantascientifiche.Il risultato è un film articolato e profondo, sostenuto da un apparato sonoro molto efficace nel contribuire a trasmettere allo spettatore emozioni e inquietudini.

Non è da meno, e merita una nota speciale, l'uso delle luci e dei colori della fotografia di Martin Gschlacht.

Siberia

Infine, va segnalata l'uscita anche del nuovo film di Abel Ferrara, «Siberia», presentato in concorso all'ultimo Festival di Berlino.Si tratta di una co-produzione tra Italia, Germania e Messico, scritta dal regista insieme a Christ Zois (suo collaboratore già in diverse pellicole, tra cui «Welcome to New York»).Protagonista è un uomo inquieto, che non riesce a trovare pace nemmeno tra le nevi e i ghiacci dove gestisce un locale: inizierà un viaggio alla ricerca di se stesso, tra ricordi e paure.

La solida interpretazione di Willem Dafoe (interprete abituale di molti degli ultimi lavori di Ferrara) nei panni del protagonista non è purtroppo sufficiente ad alzare le sorti di un lungometraggio sincero ma inconsistente, pensato per stupire ma incapace di appassionare o interessare fino alla fine. «Siberia» è un susseguirsi di spunti (spesso psicanalitici) scollegati, un bombardamento di immagini e suoni non coesi che lo rendono un prodotto confuso: un viaggio anti-narrativo negli abissi dell'animo umano, che purtroppo non riesce a colpire nel segno.


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