I FILM DEL FINE SETTIMANA

«Mai raramente a volte sempre», dramma indie al femminile che punta agli Oscar

Arriva nelle sale il film di Eliza Hittman, già presentato al Sundance Film Festival e al Festival di Berlino. Buona prova della protagonista Sidney Flanigan

di Andrea Chimento

default onloading pic

Arriva nelle sale il film di Eliza Hittman, già presentato al Sundance Film Festival e al Festival di Berlino. Buona prova della protagonista Sidney Flanigan


2' di lettura

Cinema americano protagonista della settimana con «Mai raramente a volte sempre» di Eliza Hittman, in uscita nelle sale e contemporaneamente on-demand.Ha un titolo indubbiamente curioso questo dramma indipendente che ha già ottenuto diversi riconoscimenti internazionali, essendo stato presentato e premiato prima al Sundance Film Festival e poi al Festival di Berlino.

Una ragazza della Pennsylvania

Protagonista è una ragazza della Pennsylvania, rimasta incinta senza volerlo. Insieme a sua cugina, parte per New York per poter abortire, ma il viaggio sarà soprattutto un modo per confrontarsi con se stessa.Pellicola dalle tematiche forti e impegnate, «Mai raramente a volte sempre» è un film totalmente incentrato sulla solidarietà femminile, ricco di spunti sicuramente d'attualità e capace di trattare col giusto rigore un argomento non semplice.

Conosciuta soprattutto per il suo film precedente «Beach Rats» del 2017, Eliza Hittman punta su una messinscena quasi asettica, che può ricordare il cinema di alcuni grandi registi americani contemporanei, tra cui va senza dubbio citato Gus Van Sant (autore di opere straordinarie sull'adolescenza, come «Elephant» o «Paranoid Park»).Peccato però che l'andamento narrativo sia un po' altalenante e diversi passaggi appaiano decisamente ridondanti, seppur permangano elementi di grande interesse, a partire proprio dalla conversazione che dà un senso al titolo dell'opera.

Buona prova della protagonista

Tra le note di merito va anche menzionata la buona prova della protagonista Sidney Flanigan, attrice esordiente che si è caricata sulle spalle un ruolo molto complesso, mentre è nettamente meno incisivo il resto del cast.Visto il tema di partenza, i riconoscimenti già ottenuti e anche una certa dose di furbizia che a questo film certamente non manca, «Mai raramente a volte sempre» punta a entrare tra le nomination principali dei premi Oscar del prossimo anno, proponendosi come un possibile outsider rispetto a nomi che potrebbero apparire più blasonati.

Una scena del film «ll re di Staten Island»

Il re di Staten Island

Sempre a proposito di cinema americano, tra le novità degli ultimi tempi va citato «Il re di Staten Island», nuovo lungometraggio di Judd Apatow.Al centro c'è un ventenne immaturo, che non riesce a superare la morte del padre, avvenuta quando era soltanto un bambino. La sua routine, però, potrebbe cambiare improvvisamente.Noto come produttore e regista di numerose commedie demenziali, come «40 anni vergine» o «Molto incinta», Judd Apatow firma con «Il re di Staten Island» uno dei film più riusciti e interessanti della sua carriera, mescolando la leggerezza generale a una serie di spunti decisamente profondi.

Protagonista è Pete Davidson, comico e attore diventato celebre con il Saturday Night Live, che oltre a essere l'interprete principale è anche il co-autore (insieme allo stesso Apatow e a Dave Sirus) di una sceneggiatura semi-autobiografica: ci sono infatti diversi passaggi della vita dello stesso Davidson in questa pellicola che riesce a evitare eccessivi patetismi e possibili trappole retoriche.In alcuni momenti il film inciampa per un'evidente prolissità e per alcuni passaggi meno riusciti di altri, ma il risultato complessivo resta soddisfacente, anche grazie al lavoro di un gruppo di attori affiatati, tra cui – oltre a Davidson – vanno citati senz'altro Marisa Tomei e Steve Buscemi.


Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti