ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI film del fine settimana

“Wendell & Wild”, animazione in stop-motion tra brividi e risate

Su Netflix il nuovo lungometraggio di Henry Selick, scritto insieme a Jordan Peele, il regista di “Scappa – Get Out” e “Nope”

di Andrea Chimento

3' di lettura

Uno dei ritorni più attesi dell'anno: “Wendell & Wild”, film arrivato da poco su Netflix, porta la firma di Henry Selick, uno dei più importanti registi d'animazione del cinema contemporaneo, il cui lungometraggio precedente era datato addirittura 2009.
Si trattava di “Coraline e la porta magica”, meraviglioso lavoro in stop-motion, tratto dalle pagine di Neil Gaman, che confermava il grande talento di colui che aveva diretto un cult come “Nightmare Before Christmas” (film che molti attribuiscono a Tim Burton, che invece ne era sceneggiatore e produttore, ma non regista).

Protagonista è la giovane Kat

“Wendell & Wild” è il quinto lungometraggio di Selick ed è forse quello a cui l'animatore del New Jersey tiene di più in assoluto: alla base c'è infatti un libro mai pubblicato, scritto dallo stesso Selick insieme Clay McLeod Chapman, ricco di spunti e tematiche tipiche dell'universo creato dal suo autore. Protagonista è la giovane Kat, una ragazza che vive con un pesante senso di colpa per la morte dei suoi genitori, rimasti uccisi in un incidente automobilistico quando era una bambina. Mentre si appresta a entrare in un nuovo istituto, nei meandri più reconditi dell'oltretomba due fratelli demoni – Wendell e Wild – trascorrono le loro giornate al servizio del loro gigantesco padre: il loro sogno, però, è quello di scappare e iniziare un'attività nel mondo dei vivi. Kat potrebbe essere il tramite giusto per dare concretezza al loro piano.

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Chi conosce bene i precedenti film di Henry Selick troverà molti elementi collegabili a questa nuova opera, a partire naturalmente dalla tecnica dell'animazione stop-motion, ma anche per un immaginario dal sapore gotico che ricorda direttamente quello dei suoi lavori più famosi.

La scrittura di Jordan Peele

La sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Selick insieme a un nome importantissimo come quello di Jordan Peele, regista di ottimi film horror come “Scappa – Get Out”, “Noi” o il recentissimo “Nope”.La penna di Peele si sente molto in questo copione, non solo per i tanti spunti che rimandano ai suoi lungometraggi (a partire dall'inizio che può ricordare l'incipit di “Noi”), ma anche per il lato ironico che caratterizza alcuni personaggi.Se le premesse, visti anche i nomi coinvolti, lasciavano presagire lo sviluppo di un grande film, il risultato purtroppo non è all'altezza delle attese a causa di un ritmo che funziona a fasi alterne e di un coinvolgimento emotivo non sempre adeguato alla situazione.Verso la conclusione “Wendell & Wild” si fa più appassionante, riuscendo a proporre riflessioni politiche e regalando più di un momento emozionante legato al rapporto tra la protagonista e i suoi genitori: è però troppo tardi per rialzare del tutto le sorti di un lungometraggio eccessivamente convenzionale, nonostante la buona realizzazione tecnica

.Dal connubio Selick-Peele si poteva pretendere senz'altro di più.

Cut! Zombi contro zombi

In occasione di Halloween, nelle nostre sale è uscito il nuovo film di Michel Hazanavicius, “Cut! Zombi contro zombi”, scelto come titolo d'apertura dell'ultimo Festival di Cannes.Al centro di questa zombie-comedy dal sapore metacinematografico c'è la lavorazione di un “film nel film”, che sembra virare presto verso il disastro: mentre tutti sono pronti a girare una nuova scena, la troupe viene sconvolta dall'arrivo di veri morti viventi.Va subito evidenziato che la sceneggiatura non parte da un'idea originale, ma è il rifacimento di un divertente film giapponese purtroppo poco noto nel nostro paese: “Zombie contro zombie – One Cut of the Dead” di Shin'ichiro Ueda. Le idee migliori del lungometraggio di Hazanavicius erano già presenti nell'originale e in questo rifacimento si sente ben presto la scarsa originalità e l'ancor minore vena creativa.Davvero ridondante, “Cut! Zombi contro zombi” è un film che conferma la fase calante della carriera di Hazanavicius che, dopo il successo di “The Artist”, ha inanellato una serie di prodotti mediocri (da “The Search” a “Il principe dimenticato”, passando per “Il mio Godard”), a cui si aggiunge quest'altro lavoro


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