ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI film del fine settimana

“Don't Worry Darling”, tanta prevedibilità e poche emozioni

Nelle sale l'atteso film di Olivia Wilde presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia. Tra le novità anche “I figli degli altri”

di Andrea Chimento

3' di lettura

Uno dei film più attesi dell'ultima Mostra del Cinema di Venezia arriva in sala: dopo la presentazione in laguna, sbarca al cinema “Don't Worry Darling”, opera seconda di Olivia Wilde da regista, dopo il divertente “La rivincita delle sfigate” del 2019.

Al centro della trama ci sono Alice e Jack, una coppia che vive nella comunità di Victory, una città idealizzata che ospita i responsabili e i dipendenti di un progetto top secret e le loro famiglie. Tutto sembra perfetto, ma quando nella loro vita idilliaca inizia a farsi strada qualche crepa, lasciando emergere sprazzi di qualcosa di sinistro che si nasconde sotto la rosea facciata, Alice non può fare a meno di chiedersi cosa esattamente stiano facendo a Victory, e perché.

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“Don't Worry Darling” e gli altri film della settimana

“Don't Worry Darling” e gli altri film della settimana

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Dopo un esordio dietro la macchina da presa brillante e leggero, la celebre attrice Olivia Wilde si cimenta questa volta con un prodotto a tinte decisamente più macabre, che mescola thriller e fantascienza.È un cambio di registro piuttosto netto e senza dubbio ambizioso, ma la regista non si conferma all'altezza delle aspettative, faticando non poco a dare equilibrio ai versanti più cupi e grotteschi del progetto.L'intento sociologico è evidente, ma il film ricorda troppo da vicino altre pellicole che parlano di scenari utopistici che vengono poi “scoperti” da qualcuno che si mette a scavare nel sistema, svelandone l'arcano.

Ritmo altalenante

I toni mystery sono suggestivi e appassionanti nella prima parte del film, ma poi il copione si fa troppo scontato e anche il coinvolgimento crolla col passare dei minuti.Le tematiche affrontate non sono da poco, e non soltanto sul versante politico (basti pensare alla riflessione sulla condanna al nostro sguardo contemporaneo), ma non sono sufficienti a lasciare il segno, sempre a causa di colpi di scena eccessivamente telefonati e di uno scheletro narrativo troppo elementare.Nonostante i limiti, la solida struttura produttiva e il ricco cast (ci sono Harry Stiles, Florence Pugh e Chris Pine) potrebbero comunque regalare al film il successo commerciale che spera.

Da sottolineare che rivedremo presto Olivia Wilde sul grande schermo: è infatti tra i protagonisti di “Babylon”, il nuovo film di Damien Chazelle, in assoluto uno dei titoli più attesi dell'intera stagione. Nelle nostre sale arriverà all'inizio del 2023.

I figli degli altri

Dalla Mostra del Cinema di Venezia arriva anche “I figli degli altri” di Rebecca Zlotowski con protagonista Virginie Efira.L'attrice interpreta Rachel, una donna di quarant'anni, senza figli, che ama la sua vita e che prende particolarmente a cuore gli studenti del liceo in cui insegna. Quando si innamora di Ali, inizia presto a stringere un legame profondo anche con Leila, la figlia di quattro anni dell'uomo. Parte da un tema forte e non semplice da trattare Rebecca Zlotowski, regista francese che si è ispirata al suo vissuto per questo lungometraggio. Il personaggio di Rachel, e il suo desiderio di avere una famiglia tutta sua, è un argomento profondo e delicato, ma l'autrice non riesce a trattarlo nella maniera adeguata, perdendosi tra vari riferimenti allo stile della Nouvelle Vague francese e accompagnando quasi tutta la pellicola con un fastidioso tappeto musicale, quasi a voler nascondere l'assenza di dialoghi realmente incisivi.Sulla carta sembra un prodotto intenso e interessante, ma a causa del “come” è stato messo in scena diviene presto un lungometraggio fragile e dozzinale, anche vittima di alcune sovrapposizioni visive davvero fuori luogo.Molto buona, a ogni modo, la prova di Virginie Efira, che si rivela l'elemento più efficace dell'intera operazione.


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