ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI film del fine settimana

“La pantera delle nevi”, un grande documentario sulla bellezza della natura

Nelle sale un film contemplativo, perfetto per chi è in cerca di una pellicola che ci riporta alla sacralità del mondo che ci circonda

di Andrea Chimento

2' di lettura

Un documentario sull'incredibile paesaggio di un altopiano tibetano: “La pantera delle nevi” è uno dei titoli imperdibili del weekend in sala, un film che sembra provenire da un'altra epoca, capace di farci riflettere sul mondo che ci circonda.
Alla regia di questo toccante prodotto ci sono Vincent Munier, fotografo naturalista francese, e Sylvain Tesson, scrittore e viaggiatore, che hanno condiviso un'avventura invernale in uno dei luoghi meno accoglienti del nostro pianeta.

La loro collaborazione dà vita a un lungometraggio dal forte spirito osservativo, efficace nel farci respirare la sacralità del luogo e nel farci capire l'importanza di (ri)trovare e mantenere un contatto con la natura circostante.

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Attraverso ritmi da meditazione, questo film è un'esperienza audiovisiva profondamente zen, che segue dinamiche poco avvezze al cinema contemporaneo e che si prende tutti i suoi tempi per farci arrivare lentamente nel cuore dei soggetti che vuole raccontare.Lo splendido animale che dà il titolo all'opera è sia un obiettivo che un punto di partenza da osservare per i due registi: attraverso la piccola attrezzatura tecnica a loro disposizione, riescono a condividere con lo spettatore la sensazione di un'esplorazione d'altri tempi, come se fossimo anche noi insieme a loro a cercare di riprendere uno dei felini più misteriosi, affascinanti e magici del mondo.

“La pantera delle nevi” e gli altri film della settimana

“La pantera delle nevi” e gli altri film della settimana

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Le musiche di Nick Cave e Warren Ellis

A contribuire al senso mistico della pellicola ci sono le splendide musiche di Nick Cave e Warren Ellis: abbiamo recentemente parlato di questi due grandi artisti per la colonna sonora di “Blonde” di Andrew Dominik (regista-amico, che li aveva raccontati anche in “One More Time With Feeling” e “This Much I Know to Be True”) e anche in questo caso le loro partiture fungono da vero e proprio valore aggiunto all'intera operazione, contribuendo a dare al film un'atmosfera profondamente spirituale.

Lumina

Questa settimana inizia anche il tour nelle sale italiane di uno dei film sperimentali più interessanti del panorama nostrano degli ultimi tempi: si tratta di “Lumina”, opera seconda del talentuoso Samuele Sestieri dopo l'esordio con l'affascinante “I racconti dell'orso”, realizzato in coppia con Olmo Amato.Al centro del racconto, c'è una donna misteriosa (interpretata da Carlotta Velda Mei) che si risveglia su una spiaggia deserta. Vaga tra ruderi e macerie, percependo la memoria degli oggetti. Come una fonte di energia, è in grado di riattivare dispositivi tecnologici spenti da tempo. In una città fantasma la donna accede all’archivio digitale dello smartphone appartenuto a Leonardo. Apprende così il linguaggio delle immagini e dei suoni e, attraverso i video della relazione fra il ragazzo e la sua fidanzata (Laura Sinceri), conosce l’amore. Girato tra i borghi abbandonati della Basilicata e alcuni luoghi nascosti del Lazio, “Lumina” è un film orgogliosamente fuori dagli schemi, che crede nel potere delle immagini e gioca efficacemente con sospensioni sonore e giochi di luce di grande suggestione.È un'operazione dal forte magnetismo, che punta più sulle percezioni che sulla narrazione, perfetta per chi è in cerca di un cinema italiano fresco e diverso da quello più convenzionale che ci propone la distribuzione di oggi.

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