I film del fine settimana

«Illusioni perdute», Giannoli adatta Balzac e fa centro

Nelle sale il film francese presentato all'ultima Mostra del Cinema di Venezia. Tra le novità anche il quarto capitolo della saga di «Matrix»

di Andrea Chimento

Illusioni perdute

3' di lettura

Uno dei film più ambiziosi degli ultimi tempi: «Illusioni perdute» è il coraggioso adattamento di una delle opere più importanti di Honoré de Balzac, firmato dal regista francese Xavier Giannoli.

Ambientato nella Francia del XIX secolo, il film racconta del giovane Lucien, aspirante poeta che si trasferisce dalla sua cittadina di provincia a Parigi. Le sue illusioni, però, si scontreranno con la crudele realtà della capitale francese post-Restaurazione, dove l’unica legge è quella del vendere e del comprare a più non posso.Arrivato nelle nostre sale dopo essere passato dall'ultima Mostra del Cinema di Venezia, dove era stato presentato in concorso, «Illusioni perdute» non è soltanto il lungometraggio più stratificato della carriera di Giannoli, ma anche il meglio riuscito in assoluto.

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L'autore francese aveva già dato vita a prodotti interessanti come «Superstar» e «Marguerite», ma in questo caso si è superato con una pellicola capace di rimanere fedele allo spirito del testo originale: un'opera, quella di Balzac, che lo stesso regista ha definito efficace nel rivelare la matrice del mondo moderno, il momento in cui un’intera civiltà era sul punto di cedere alla legge del profitto.Puntando su un personaggio principale molto credibile e ben interpretato da Benjamin Voisin, la narrazione offre un'intensa panoramica della Parigi dell'epoca, valorizzata da una confezione impeccabile nei tempi di montaggio e nel ritmo impresso alla sceneggiatura.

«Illusioni perdute» è il miglior film per l'ultimo week-end dell'anno

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Un film cinico ed emozionante allo stesso tempo

Nonostante le traiettorie del copione possano essere ampiamente prevedibili, quello che colpisce – oltre alla cura formale – è la descrizione di un universo tanto cinico da diventare, attraverso lo sguardo registico, un soggetto davvero coinvolgente.Capace anche di emozionare, il film è sempre accompagnato da una voce narrante che guida lo spettatore e rivelerà la sua identità soltanto nel finale.Tra intrighi d'amore, giornalisti spietati, passioni e dolori del giovane protagonista, il risultato è un melodramma d'altri tempi, perfetto per chi è in cerca di un film d'autore durante le feste natalizie.Nel cast, oltre al protagonista, da segnalare la presenza di volti molto noti come Gérard Depardieu e Cécile de France, oltre al celebre regista e attore canadese Xavier Dolan.

Matrix Resurrections

Tra le novità più attese della settimana c'è anche il quarto capitolo della saga di «Matrix»: diretto da Lana Wachowski, «Matrix Resurrections», prosegue la narrazione del franchise che sul grande schermo si era interrotto nel 2003 con «Matrix Revolution».Thomas Anderson, meglio conosciuto come Neo, è tormentato da sogni e visioni a cui non riesce a dare un senso e che racconta al suo analista, temendo di essere diventato pazzo. Nonostante dia l'impressione di non ricordare molto di quanto accadutogli in precedenza, il signor Anderson sembra accorgersi di come le persone siano vittime della tecnologia e ancorate ai loro telefoni come se fossero un prolungamento di se stessi. Ma le visioni e la sua curiosità non gli permettono di capire che si trova incastrato in una falsa realtà, perché ogni giorno – per ragioni mediche – assume una pillola blu, che gli impedisce di “aprire la mente”.

Parte fortissimo «Matrix Resurrections», con una prima parte che gioca bene a specchio con il film originale e riesce a proporre interessanti riflessioni dal sapore esistenziale e metacinematografico.Peccato che, invece, col passare dei minuti, quando è il momento di tirare le fila narrative del discorso, la pellicola finisca spesso per arenarsi in una fortissima confusione drammaturgica, dove gli effetti speciali non bastano a nascondere i limiti di un copione ridondante e prolisso.Nonostante le ambizioni di partenza, è un film a cui avrebbe giovato correre maggiori rischi e osare con un pizzico di coraggio in più. Il piacere di rivedere Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss nei panni di Neo e Trinity è altissimo, ma il resto del cast manca del loro carisma e contribuisce a rendere il risultato complessivo altalenante e non abbastanza incisivo.


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