I film del fine settimana

Si torna al cinema con «Minari», toccante film dolceamaro

Premiato agli Oscar, il lungometraggio di Lee Isaac Chung è un intenso racconto di formazione. Tra le novità anche l'attesissimo «Nomadland»

di Andrea Chimento

3' di lettura

Finalmente si torna davanti al grande schermo. Dopo tantissimi mesi, diverse sale nelle regioni gialle hanno potuto riaprire e proporre titoli molto attesi.
Tra questi c'è senza dubbio «Minari» di Lee Isaac Chung: nato negli Stati Uniti da una famiglia di origine sudcoreana, il regista si è in parte ispirato alla sua infanzia per mettere in scena questo interessante dramma dolceamaro, ambientato negli anni Ottanta.

Al centro una famiglia di immigrati sudcoreani che fatica a sopravvivere facendo lavoretti di basso livello: il padre però è ambizioso, vuole raggiungere qualcosa di più e, per tenere unita la moglie e i figli in un momento difficile, acconsente a far trasferire la suocera a casa loro.Ed è proprio questo personaggio, interpretato dalla bravissima Youn Yuh-jung (premiata con l'Oscar alla miglior attrice non protagonista), il più riuscito dell'intera pellicola: fortemente ancorata alle tradizioni coreane, è una nonna ben poco convenzionale, che porterà nuova linfa vitale all'interno del contesto familiare.

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In generale, però, è proprio la costruzione delle varie figure in scena a risultare molto efficace e l'intero cast fa un ottimo lavoro per valorizzare i personaggi.

Un commovente racconto di formazione

Gioca molto con le emozioni «Minari», film che riesce a regalare momenti divertenti e commoventi nel corso della visione: è un racconto di formazione particolarmente sentito dal suo autore, tanto che lo si potrebbe considerare un “nuovo esordio” nel corso della sua carriera.Traspare una certa costruzione a tavolino nella messinscena e il film può ricordare altre pellicole degli ultimi anni, ma è comunque un prodotto che fa bene il suo dovere, valido nel suggerire riflessioni non banali e forte di una fotografia elegante al punto giusto.

Da segnalare che il successo di «Minari» è iniziato al Sundance 2020, dove aveva ottenuto il Gran Premio della Giuria.

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Nomadland

Tra le novità svetta anche il trionfatore degli Oscar, vincitore di ben tre statuette, tra cui miglior film e miglior regia: «Nomadland» di Chloé Zhao.

Adattamento del libro omonimo della giornalista Jessica Bruder, il film racconta di una donna rimasta sola, che ha da poco perso il marito e il lavoro. Lascerà la sua città per attraversare gli Stati Uniti a bordo di un furgone, facendo la conoscenza di tante altre persone che, per desiderio o necessità, si trovano costrette a vivere al di fuori delle convenzioni sociali. Terzo lungometraggio della brava autrice cinese, «Nomadland» è un film di forte attualità, che unisce contenuti importanti a un'estetica di grande appeal, un po' furba ma ugualmente suggestiva.Il percorso del personaggio interpretato da un'eccellente Frances McDormand (premiata con l'Oscar alla miglior attrice protagonista) è coinvolgente e ci sono passaggi di grande forza emotiva.Un film assolutamente da vedere anche per scoprire il talento di Chloé Zhao e desiderare, qualora non ce ne sia ancora stata l'occasione, di recuperare anche i suoi lavori precedenti.

My Name Is Adil

Infine, una segnalazione per un altro lavoro da vedere, arrivato da poco su Prime Video: «My Name Is Adil».

Si tratta di un esordio autobiografico, firmato dal regista Adi Azzab che ha scelto di mettere in scena la sua vita, a partire da quando era piccolo e viveva nella campagna marocchina, costretto a badare al gregge di uno zio autoritario.

Adil coronerà il suo sogno di arrivare in Italia, ma capirà presto che stare nel nostro paese sarà meno semplice del previsto e la malinconia per la sua terra d'origine inizierà presto a farsi sentire.Opera prima toccante e sincera, «My Name Is Adil» ha qualche passaggio acerbo nella messinscena ma si può facilmente perdonare considerando come la pellicola riesca a coinvolgere e toccare le corde giuste. Un film impegnato e dal piglio spontaneo, che ha dalla sua alcune sequenze di grande suggestione, a partire da quella in cui Adil, da ragazzo, scopre l'elettricità grazie a una lampadina.

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